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L'islam fra noi

di Luciano Fuschini

La potenza di una religione, 

tra falsi miti e luoghi comuni da sfatare.

E la nostra debolezza

Esiste un solo metodo per capire ciò che sta avvenendo in Europa, e nel mondo, relativamente all’avanzata della religione islamica e ciò che questo comporti: studiare il fenomeno, conoscerne le origini, i perché e le interpretazioni che animano ogni azione dei suoi fedeli.

Le scorciatoie intellettuali, gli slogan politici usati per abbonire le masse televisive, le strumentalizzazioni elettorali e le isterie di massa non servono.

Esistono diversi studi per conoscere questa realtà: il pregio di questo profondo lavoro di Fuschini che proponiamo risiede nel fatto che riesce, in poco meno di un centinaio di pagine, a offrire un quadro culturale solidissimo, analitico e preciso. E soprattutto che riesce a calare il tutto nella nostra modernità passando l’argomento per il prisma della chiave di lettura che ci sembra più corretta.

Il Corano è un testo poco letto, dalle nostre parti, e ancora meno capito. Errore enorme, se si vuole sul serio capire i motivi dell'ascesa della religione islamica. Conoscere la debolezza delle “nostre” posizioni. E orientarsi nei tempi oscuri che ci aspettano.

Ribadiamo: poco meno di 100 pagine densissime, precise e puntuali, scritte da uno studioso che va al cuore della questione. Senza pregiudizi, sfatando i falsi miti e luoghi comuni, e facendo tabula rasa delle innumerevoli inesattezze che vengono veicolate alla sedicente “opinione pubblica”.

(vlm)

Le recenti disavventure bancarie hanno stimolato riflessioni sulla cattiva gestione della finanza o su questioni di dettaglio invero insignificanti come gli scandaletti veri o presunti della famiglia Boschi o come le falle nei meccanismi di controllo della Banca d’Italia. Nessuno nei media di regime osa riandare alla radice per rimettere in discussione i princìpi su cui si basa tutto il sistema del credito in Occidente, un sistema che è pura e semplice usura.

Le grandi religioni monoteiste, fin troppo vilipese nella modernità che di usura prospera, convergono nella condanna senza appello del prestito a interesse.

Lo schieramento a favore del laicismo è compatto e apparentemente al riparo da possibili confutazioni. Noi occidentali che veniamo da una cultura illuminista, più che cristiana, un illuminismo che ha informato di sé la mentalità dominante nell’epoca moderna, riteniamo che la religione sia un fenomeno di coscienza, da vivere nell’intimo di ogni credente e da manifestare in luoghi deputati alle diverse fedi, senza interferire nelle leggi dello Stato che rispondono a una logica puramente civile e politica.

Questa concezione della vita sociale è effettivamente l’unica che consente accettazione e rispetto tra le varie fedi.

Da almeno quindici anni i commentatori presunti esperti stanno mettendo a dura prova la nostra capacità di sopportazione, con le loro chiacchiere a vuoto. Alcuni, soprattutto schierati a destra, ripetono che l’Islam è religione guerriera, fanatica e intransigente per sua natura, come si può dedurre dalla lettura del Corano. Altri, soprattutto schierati a sinistra ma con robuste presenze nella chiesa cattolica, riconoscono all’Islam l’anelito alla pace e alla fratellanza, sempre partendo da una loro lettura del Corano.

Nel Corano come nella Bibbia si trova tutto e il contrario di tutto.

Abbiamo ripetutamente commentato le contraddizioni di quell’Armata Internazionale Islamica che da trenta anni assume denominazioni diverse ma quasi sempre viene strumentalizzata nell’interesse dell’Impero del Caos. Anche la sua recente e rapidissima espansione in Libia appare a occhi non abbacinati dalla propaganda come una resistibilissima ascesa. 

Clicca per ingrandireL’Islam sotto costante aggressione occidentale, un mantra che sentiamo ripetere anche da voci a noi vicine: a prima vista non hanno torto, ma solo a prima vista, sono tesi confutabili anche senza risalire fino alle crociate.

Anzi, no: una breve digressione sulle perfide crociate, che l’Islam rinfaccia sempre all’Occidente cristiano va fatta, tanto per mettere i puntini sulle “i” riguardo chi ha cominciato prima ad andare a rompere i coglioni in terre e fedi altrui. Sì, i crociati assaltarono terre islamiche, anche se, prima crociata a parte, in realtà esercitarono il proprio business di saccheggio più altrove che in Terrasanta, ma non va dimenticato che fino a pochi secoli prima quelle terre erano cristiane, e non approfondiamo oltre per tenere il discorso limitato alla contrapposizione Islam e occidente/cristianità. 

«Qui in Occidente la satira dovrebbe darsi dei limiti, portando rispetto alla fede religiosa altrui e, quindi, anche all’Islam». A prima vista può sembrare una tesi ben fondata – e non c’è dubbio che su queste stesse pagine sia Luciano Fuschini che Fiorenza Licitra l’abbiano sostenuta con la loro consueta finezza – ma come accade spesso le conclusioni “logiche” discendono da una premessa che viene data per scontata e che, viceversa, non lo è per niente.

Questa premessa è tutta racchiusa nella parola “rispetto”.