All tagged Sergio Marchionne

Gli industriali promuovono e criticano allo stesso tempo le manovre economiche del governo. All'assemblea annuale di Confindustria, tenuta a Milano per onorare l'Expo in corso, Giorgio Squinzi ha spiegato che le imprese non hanno richieste specifiche da fare al governo e non intendono lamentarsi ma ha invitato Renzi a non perdere la determinazione finora dimostrata. Quel decisionismo che mancò a Berlusconi, ma questo Squinzi non lo ha detto, e che rappresenta l'approccio necessario per cambiare l'Italia ed avviare la ripresa economica.

Subito dopo, il presidente degli industriali ha messo però sotto accusa le recenti norme in materia ambientale come punitive per le imprese.

Discorsetto di circostanza, come si dice. Giovedì scorso Mattarella si è recato in visita a Torino e durante l’inaugurazione del Salone del libro ha srotolato il classico fervorino ad altissimo tasso di banalità. Vedi questo piccolo estratto: «Cambiano le tecnologie, le piattaforme e i contenuti, ma ciò a cui non possiamo rinunciare è la ricchezza dei testi e della lettura: leggere non è solo una ricchezza privata, ma un bene comune, ossigeno per le coscienze. La lettura è una porta sul mondo, leggere ha a che fare con la libertà e con la speranza».

Generalizzazioni da quattro soldi, evidentemente.

In generale, e di questi tempi, deve fare schifo anche solo l’idea, delle “leggi speciali”. Un’immediata reazione di fastidio che ha precise e solidissime motivazioni di natura razionale: all’interno di società come quelle occidentali odierne, falsamente democratiche e viceversa asservite a potentati oligarchici e sovrannazionali, ogni irrigidimento autoritario è di per sé un’arma in più nelle mani dei governi. Quei governi che sono appunto antipopolari per definizione (per costituzione, con la minuscola, che è spesso l’antitesi alla Costituzione, con la maiuscola) e che perciò vanno vincolati il più possibile all’osservanza di limiti operativi imprescindibili.

La sanzione giudiziaria, per loro, tende sempre e comunque a coincidere con la repressione.

Susanna Camusso ha buttato lì la frase con la massima disinvoltura, come se fosse un’assoluta ovvietà. E in effetti lo è, ma solo in termini relativi. Solo a patto di prendere per buona la situazione degradata che si è venuta a creare negli ultimi decenni, col sostanziale appiattimento di tutti i dissidi sociali sulle linee guida del modello dominante.

«Noi dice il segretario generale della Cgil – dobbiamo fare il nostro lavoro, che è il lavoro di un’organizzazione sindacale di rappresentanza dei lavoratori».

Pensa tu: per sostituire Napolitano c’era pronto un individuo “di altissimo profilo” quale Sergio Mattarella, come ormai ci viene ripetuto senza posa, e quasi nessuno lo sapeva. Un’ignoranza talmente diffusa, del resto, da coinvolgere non soltanto i comuni cittadini che non seguono un granché le vicende della politica, ma anche una miriade di quelli che invece dovrebbero farlo, vuoi perché agiscono all’interno dei partiti, vuoi perché se ne occupano da giornalisti.

E invece no. Tenebre fitte, prima dell’annuncio fatale.