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    Entries in afghanistan (141)

    giovedì
    mag162013

    Afghanistan: attentato, 15 morti, 6 Isaf

    giovedì
    mag092013

    Afghanistan: Usa manterranno 9 basi

    martedì
    apr302013

    Dollari CIA a Karzai, il presidente afghano: "Vero, ma erano piccole somme"

    Il presidente afghano Hamid Karzai ha dichiarato che il Consiglio nazionale della sicurezza di Kabul ha ricevuto denaro dalla Cia negli ultimi 10 anni, confermando lo scoop del New York Times

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    mercoledì
    apr242013

    Afghanistan. Armi chimiche contro l’istruzione femminile?

    Mentre in Siria sono in corso caute indagini sull’impiego di armi chimiche, e c’è il “rischio” che venga fuori che i responsabili sono soltanto i ribelli, emerge la sinistra possibilità che ordigni analoghi siano stati usati in Afghanistan contro un obiettivo culturalmente strategico: una scuola femminile.

    A Taluqan, capitale della provincia del Takhar, a circa 250 a nord di Kabul, 74 ragazze si sono sentite male dopo che si era diffusa una puzza di gas nella locale scuola ed è stato necessario il loro ricovero in ospedale, dove alcune versano in condizioni critiche.

    Le studentesse sono state sottoposte a prelievi di sangue per individuare le esatte cause dell’avvelenamento, ma ci sono forti indizi che si sia trattato di un deliberato attacco condotto con armi chimiche per colpire l’istruzione femminile che tanto disturba i talebani. La vile efferatezza del gesto non deve stupire: basti ricordare il caso di Malala, la 15enne che nell’ottobre 2012 rimase vittima di una esecuzione, per fortuna fallita, in stile mafioso, solo perché colpevole di sostenere il diritto all’istruzione delle donne.

    Non sono certo questi i talebani al cui coraggio si può inneggiare. Qui siamo oltre il confine della viltà, né si possono invocare tiritere sul diritto alla propria cultura: il diritto alla cultura che va riconosciuto è quello delle donne afgane, che non è sostenuto dall’estero, ma dalla loro stessa volontà. Nessuna sunna del Corano può giustificare l’impiego di armi di distruzione di massa come i gas contro delle ragazzine, la cui sola colpa è voler imparare a leggere e scrivere, ma l’essere istruiti, si sa, è il primo mattone su cui si fonda quella capacità critica che tutti gli integralisti temono e questo i Talebani lo sanno bene ed agiscono di coraggiosa conseguenza.

    Nessuna rivendicazione è ancora giunta per l’eroico gesto ed è anche possibile noi siano stati i talebani in senso stretto, perché sono molte le frange ultraislamiste della società afgana che si oppongono all’istruzione femminile, che una volta sedimentata potrebbe minare il loro preteso machismo. Che non è certo espressione di virilità, visto che temono di non riuscire più ad imporsi sulle loro connazionali se queste diventeranno colte.

    La gravità dell’evento, che pochissime fonti di informazione hanno riportato, sta anche nel fatto che non è per nulla isolato. Esso giunge, infatti, pochi giorni dopo un analogo caso che ha colpito 11 ragazze a Talugan, mentre sempre nel Takhar vi furono già quattro casi di avvelenamenti nelle scuole femminili fra maggio e giugno del 2012. Tutti casi rimasti insoluti, ma le coincidenze sono troppe per non poter legittimamente pensare ad un eroico attacco coordinato contro l’istruzione femminile da parte del fondamentalismo islamico più fanatico.

    Ferdinando Menconi


    mercoledì
    apr172013

    Annata eccezionale - e indispensabile - per l’oppio afghano

    L’agricoltura afghana è sempre più orientata verso l’oppio, le coltivazioni alternative a fine alimentare non sono abbastanza redditizie, complice l'enorme crisi importata dagli "esportatori di democrazia" in un decennio di aggressione, e così sono sempre di più i coltivatori che  si riconvertono al papavero. Le aspettative per il raccolto 2013 sono estremamente ottimiste, non solo si prevedono raccolti particolarmente abbondanti nei terreni già destinati a quella produzione nel 2012, ma questa si è estesa con successo, a detrimento delle altre coltivazioni, anche in nuove province.

    Se non vi saranno incidenti a distruggere le coltivazioni, i raccolti previsti ricondurranno l’Afghanistan al suo ruolo dominante del mercato con uno share del 90% dell’oppio mondiale, dopo essere “crollato” al 75%. Le buone notizie per i produttori non finiscono qui: nonostante l’aumento della produzione i futures hanno raggiunto i 300$ al chilo. Livelli storici anche se difficilmente spiegabili secondo le leggi di mercato, considerato che i consumi sono a livelli costanti, specie quello dell’eroina, il derivato principale ed a maggior valore aggiunto del papavero da oppio.

    Sono quindi eccellenti notizie per l’economia dell’Afghanistan, che deve al papavero il 15% del suo PIL, anche in prospettiva del prossimo venire a mancare dell’indotto dovuto alle forze di occupazione. Una scelta, quindi, sempre più obbligata per il coltivatore, che non ha ricevuto alcun incentivo per indirizzarsi verso nuove colture, né altre forme di tutela sociale: di eroina si muore nel mondo, ma senza in Aghanistan non si campa.

    Un fallimento assoluto per la missione militare occidentale, che neppure nella guerra all’oppio è riuscita a cogliere risultati, anzi ha dato nuova linfa al mercato languente dell’eroina, riportandola ai livelli di quando Kabul era la capitale mondiale dei fricchettoni. Forse, però, quella guerra non è mai stata combattuta: il mercato mondiale dei narcotici ha un valore comparabile a quello di petrolio e gas ed il papavero da oppio fornisce una eccellente fonte di finanziamento, in nero, delle milizie mercenarie amiche degli atlantisti.

    Una voce dissonante, che dovrebbe preoccupare il contadino afghano, viene dalla Russia, principale mercato di sbocco dell’eroina di quell'area, che ha dichiarato che si avocherà il diritto di comportarsi come gli USA fecero in Colombia. I russi andranno a distruggere direttamente tutti i campi di papavero possibili, usando i metodi che furono impiegati per le coltivazioni di coca, così da rendere difficile un intervento statunitense a difesa dei narcointeressi dei loro amici.

    Ferdinando Menconi

    mercoledì
    apr172013

    Proposta: esodiamo la guerra all'Afghanistan

    venerdì
    apr122013

    Afghanistan: scontri con talebani, morti

    Insorti attaccano checkpoint militare in distretto Nari

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    venerdì
    apr122013

    Siria, la droga degli insorti

    Che il grosso degli armamenti di cui dispongono i ribelli siriani provenga dagli ex arsenali di Gheddafi è un dato difficilmente contestabile, ma lascia aperta la questione di “come” vengano finanziate sia le forniture che le milizie transnazionali presenti sul terreno e stimate in circa 20mila uomini.

    Sottolineiamo il “come” e non il “chi”, dato questo abbastanza palese che non necessita ulteriori approfondimenti in questa sede, perché le somme in gioco sono ingenti e non possono essere dissimulate in pieghe di bilancio, specie se si tratta di bilanci di nazioni esportatrici di democrazia che negano di finanziare direttamente i ribelli.

    Una soluzione all’enigma viene proposta da Viktor Ivanov, direttore del servizio antidroga russo, che indica come principale fonte di finanziamento i proventi del traffico di eroina, la cui produzione ha subito un’impennata da quando l’Afghanistan è finito sotto la tutela statunitense. Le preoccupazioni russe sulla crescita esponenziale del commercio degli oppiacei non sono solo di ordine interno: il paese è il principale mercato di sbocco di una droga da lungo sul viale del tramonto in occidente, sostituita da sostanze di sintesi più economiche, che danno meno problemi allo spacciatore e sono meglio “gestibili” socialmente, da un punto di vista di ordine pubblico e allarme sociale.

    Le approfondite indagini delle forze dell’ordine russe le hanno portate a scoprire che  «la criminalità transnazionale organizzata può assicurare l’afflusso di un grande numero di criminali e mercenari in ogni parte del mondo grazie ai proventi del traffico di eroina». Fra questi vengono inclusi i «15/20mila mercenari concentrati in Siria, che stanno destabilizzando la situazione del paese».

    Per le autorità russe il maggiore problema in Afghanistan non sono tanto i talebani, quanto la criminalità organizzata transnazionale, anche se non arrivano apertamente a denunciare che la principale fonte di approvvigionamento dei fondi viene tollerata, se non addirittura promossa, da chi ha il controllo del paese, magari a condizione che il denaro ricavato venga, almeno per buona parte, impiegato per finanziare movimenti insurrezionali che gli esportatori di democrazia non possono apertamente sostenere. Ma che fanno il loro gioco.

    Ancora una volta le solite tesi complottiste prive di fondamento trovano una conferma in fonti governative ufficiali, ma c’è da ritenere che nessuno, o quasi, riprenderà il lancio dell’agenzia Ria Novosti: fonte sicuramente di parte al contrario delle veline atlantiste.

    Ferdinando Menconi

    lunedì
    apr082013

    Afghanistan: bomba contro bus, 9 morti

    Ventidue persone rimaste ferite. Incidente a sud ovest Kabul

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    lunedì
    apr082013

    Afghanistan: talebani attaccano Isaf

    In coincidenza visita capo stato maggiore Usa Dempsey

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    mercoledì
    apr032013

    Afghanistan: attacco talebani, massacro

    Almeno 48 morti e 108 feriti in assalto a tribunale Farah City

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    martedì
    mar262013

    Afghanistan: kamikaze con uniformi Nato

    Operazione insorti è avvenuta all'indomani arrivo John Kerry

    Leggi tutto

    lunedì
    mar112013

    Afghanistan, morti e feriti in "insider attack"

    "Uomini che indossavano uniformi dell'esercito afghano hanno aperto il fuoco contro un gruppo di afghani e di uomini della coalizione"

    da Rainews

    mercoledì
    mar062013

    Afghanistan: ordigno contro italiani, due feriti

     "Non sono gravi. Attacco a pattuglia in provincia Farah"

    da Ansa

    martedì
    mar052013

    In Afghanistan i droni uccidono sempre più civili

     "

    drone-attack-Obamadi Antonio Mazzeo.

    Nel 2012 le forze armate Usa e la Cia hanno accresciuto notevolmente il numero di attacchi in Afghanistan mediante l’utilizzo di aerei senza pilota, uccidendo molti più civili dell’anno prima. Secondo quanto rilevato dalla Missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), lo scorso anno sono stati lanciati con i droni 506 bombardamenti, il 72% in più di quanto verificatosi nel 2011 quando gli attacchi furono 294. L’escalation è stata confermata dal Comando centrale dell’U.S. Air Force che ha specificato come nel 2012 i droni sono stati utilizzati nel 12% degli attacchi aerei, mentre l’anno precedente ciò era avvenuto solo nel 5% dei casi.  Nell’ultimo rapporto annuale sui morti civili nel conflitto afgano, le Nazioni Unite hanno accertato perlomeno cinque incidenti in cui è stata coinvolta la popolazione civile con il tragico bilancio di 16 morti e 3 feriti.

    In buona parte dei casi, la popolazione civile è stata colpita dai droni ‘per errore’ durante gli attacchi lanciati contro le milizie insorgenti. Il rapporto delle Nazioni Unite segnala in particolare tre gravi ‘incidenti’.

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    martedì
    mar052013

    Afghanistan: autobomba, uccisi 5 agenti

    "Attentato rivendicato da talebani"

    da Ansa

    venerdì
    mar012013

    Afghanistan: scioglimento polizie locali

    "Ordinanza del presidente, si dovranno fondere con istituzioni"

    da Ansa

    mercoledì
    feb272013

    Afghanistan: kamikaze contro bus esercito

     "Situazione non chiara ma non ci sono morti"

    da Ansa

    venerdì
    feb152013

    Afghanistan: esplode mina vicino moschea

     "Ferito un agente della polizia locale afghana"

    da Ansa

    mercoledì
    feb132013

    Kabul, 10 civili morti in bombardamento

    "Sotto accusa la Nato, cinque bimbi fra vittime"

    da Ansa