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    Entries in BCE (136)

    mercoledì
    mag152013

    BCE: è la vera colpevole, secondo Krugman

    051013krugman1-blog480.jpg

    Leggere il blog che Paul Krugman tiene per il New York Times - Krugman, che menzioniamo spesso, è un premo Nobel per l'Economia, mica un signor Nessuno qualsiasi - equivale a spalancare la finestra in una stanza piena di aria viziata. L'altro giorno ha pubblicato un grafico illuminante sul tasso di interesse del debito pubblico italiano, meglio conosciuto sotto forma di spread (la differenza fra il tasso di interesse del debito pubblico italiano e tedesco).

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    martedì
    mag142013

    Tassi negativi? Terreno inesplorato. E insidioso

    giovedì
    mag092013

    Bce: ripresa debole, disoccupazione alta. Le Borse frenano

    mercoledì
    mag082013

    Draghi e le "lectio magistralis" sulle macerie

    giovedì
    mag022013

    Tassi BCE a 0.50%. Fatti e misfatti

    lunedì
    apr292013

    NATO E BCE, CON TANTI SALUTI ALL'ITALIA (E MINACCE A GRILLO)

    FONTE: LIBREIDEE.ORG

    Dall’ultra-atlantista Emma Bonino, pronta a tutte le più sanguinose guerre decise da Washington, all’ultra-europeista Fabrizio Saccomanni, direttore di Bankitalia con esperienze sia alla Bce che al Fmi, dopo gli studi alla Bocconi e alla Princeton University. Due ministri-chiave, esteri ed economia, già delimitano in modo inequivocabile il perimetro del secondo “governo Napolitano”, con Letta premier e Alfano vice, più altri mestieranti della nomenklatura: Gaetano Quagliariello alle riforme, probabilmente per una legge elettorale anti-Grillo e un presidenzialismo all’italiana, Maurizio Lupi a infrastrutture e trasporti (leggasi: Tav Torino-Lione), nonché il redivivo Dario Franceschini (rapporti col Parlamento) e i “presentabili” Nuzia De Girolamo (agricoltura), Beatrice Lorenzin (sanità) e l’ex sindaco padovano Flavio Zanonato (sviluppo).

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    mercoledì
    apr242013

    Bce: debito troppo alto minaccia crescita

    Trend in rialzo in molti Paesi nel 2013

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    mercoledì
    apr172013

    Eurocrazia: tagliare la testa al mostro

    «L’euro non è una porta scorrevole»: sono parole di Mario Draghi, pronunciate nel corso delle conferenza della Banca Centrale Europea lo scorso 4 aprile, in risposta a una domanda di un giornalista del sito Zero Hedge riguardo la possibile uscita della Grecia e della Spagna dall'Euro in caso di peggioramento della situazione economica. 

    Il dato che emerge è sempre il solito, ma pare che non ci si rifletta a sufficienza, visto che tale dichiarazione non è che sia stata poi ripresa e commentata come avrebbe invece meritato. Gli eurocrati non hanno alcuna intenzione neanche di ammettere, almeno ufficialmente, la possibilità di uscita dall'Euro da parte dei Paesi che volessero - o fossero costretti a - farlo. Naturalmente invece a tale eventualità si sta pensando, eccome, e neanche poi troppo lontano da microfoni e taccuini. Come stiamo riportando quotidianamente qui sul giornale. Certo non è la BCE a farlo.

    Allo stesso tempo, però, bisogna cogliere una ulteriore tendenza generale (oltre a quella dello spostamento sistematico di ricchezza dai cittadini alle Banche), che descrive Maurizio Blondet come meglio non si potrebbe:  

    Di fronte alla crisi che s’aggrava, gli eurocrati e i banchieri (e i politici che eleggiamo, loro appendici superflue) hanno una sola soluzione, sempre quella: rinforzare i poteri centrali europei. Eppure si vede ormai ad occhio nudo: più il processo di «integrazione» avanza, peggio la situazione si deteriora. Ma gli eurocrati propongono sempre di aumentare i loro stessi poteri. È il loro potere personale che cercano. 

    L'imperativo assoluto che vogliono mantenere è quello di auto assicurarsi la sopravvivenza, a discapito di tutto il resto: 

    Le istituzioni europee non cercano di proteggere i popoli in questa grande depressione; cercano di proteggere se stesse. Se la soluzione della crisi richiede uno smantellamento dell’euro, la Commissione e la BCE rigettano tale soluzione, perché equivarrebbe al loro suicidio politico. Perciò per scongiurare questo esito, sono pronti a tutto. Anche a rimangiarsi i loro stessi dogmi del liberismo totalitario che dichiarano loro religione, fino a violare le stesse norme che loro si sono dati. Così, addio «libera circolazione di capitali»: a Cipro hanno imposto (con opportuno ritardo: le banche della Germania e di altre nazioni «core» dell’Eurozona hanno portato via i loro soldi dalle banche cipriote prossime a implodere, prima che la crisi bancaria fosse annunciata) il controllo sui capitali. Addio inviolabilità della proprietà privata: a Cipro hanno imposto il prelievo forzoso fino al 40% sui conti correnti, un vero esproprio proletario fatto dai supercapitalisti. Si sono rimangiati la promessa di garanzia sui depositi fino a 100 mila euro, e già propongono di fare lo stesso prelievo sui conti correnti italiani, perché tanto, «gli italiani sono più ricchi dei tedeschi: patrimonio di 108 mila euro contro 95.500» (è la voce che manda in giro la BCE, per preparare il prelievo forzoso). Esigono «rigore» e dichiarano di non poter stampare moneta «per statuto», ma creano mille miliardi di euro da dare alle banche all’1%, e senza la minima contropartita, ma non alle imprese.

    È il motivo principale per il quale ribadiamo da anni che al momento, in merito alle "priorità" politiche non solo del nostro Paese, ma di tutti quelli assoggettati ai poteri forti dell'Europa, quella non solo più importante, ma addirittura dirimente su tutto il resto, sia quella di farla finita con questi strozzini legalizzati. Anche le battaglie interne più sentite in Italia, come quella sul lavoro, come i problemi della Cig e dell'abbassamento delle tasse, sono irrilevanti, se non si taglia la testa al mostro.

    Perché nessuna misura, nessun incentivo, nessuna operazione di riequilibratura dei conti e delle spese pubbliche, ancorché fatta nel migliore dei modi (il che, vista la classe politica che abbiamo, è comunque un miraggio) può avere successo se a monte ci sono delle imposizioni così grandi, e così vessatorie, da rendere vano qualsiasi tentativo di arginamento a valle.

    Ci stanno strangolando, come dimostra la disoccupazione galoppante che raddoppia, accelerando il ritmo, e le migliaia di aziende che chiudono perché non reggono l’euro «forte» nel momento in cui anche la Bank of Japan stampa a perdifiato (la Fed lo sta facendo da tre anni). È per colpa loro, del loro euro, se anche il Fondo Monetario riconosce che «l’economia mondiale crescerà quest’anno del 3,4%, per poi accelerare al 4,1% nel 2014, ma l’Europa cala dello 0,2%» (in realtà molto di più: le previsioni delle tecnocrazie bancarie si sono sempre rivelate ottimiste).

    Il peggio che potrebbe accadere, purtroppo, è quello che sta puntualmente accadendo, e cioè che oltre a un governo che tarda ad arrivare, e che comunque non sarà in grado di ingaggiare una battaglia del genere con l'Europa, potremmo trovarci un Presidente della Repubblica facente parte, direttamente o indirettamente, della cabina di regia europea che dovremmo invece abbattere.

    lunedì
    apr152013

    CREDIT CRUNCH: DRAGHI “ACCUSA” LE BANCHE  

    venerdì
    apr052013

    Grosse manovre in vista dalla BCE

    I tassi di interesse sono rimasti invariati a 0.75%, e questa è una buona notizia per tutti quelli, ad esempio, che pagano i mutui. Del resto era impossibile pensare a un aumento dei tassi nella fase di recessione in cui siamo. L'inflazione scende per un motivo solo: non si ha denaro da spendere e si cerca di limare le proprie spese anche sui beni primari, a iniziare dal cibo. Uno scenario quasi bellico, insomma.

    Ma i fattori più importanti che emergono dalla relazione di ieri di Mario Draghi sono altri. Il primo era facile aspettarselo, il secondo apparentemente meno, eppure, a vedere bene, è nell'ordine delle cose. Ed è preoccupante.

    Andiamo con ordine. Intanto le ridicole previsioni della fantomatica ripresina di fine 2013 sbandierate a suo tempo sono state di fatto cancellate in un sol colpo, visto che, secondo il governatore, la «ripresa graduale» annunciata è «esposta al rischio di un ridimensionamento». Il che, se la storia e la cronologia degli eventi scorsi ha un senso, significa che alla prossima riunione ci verrà comunicato che il ridimensionamento si è trasformato in un ulteriore spostamento in là. Altre previsioni, per giunta.

    Su queste pagine non abbiamo mai fatto mistero della ipocrisia e della colpevolezza con la quale da più parti si sono levate anticipazioni moderatamente positive sulla uscita dalla crisi. Quando invece era evidente a tutti che, visto che non sono cambiati né i fondamentali dei vari Paesi, se non in peggio, né le misure per invertire la situazione, la spirale nella quale siamo finiti che peraltro continua ad avvitarsi su se stessa non poteva che far peggiorare la situazione. Di certo non farla migliorare. Il recente caso di Cipro è stato un segnale incontrovertibile. E proprio in questo momento, ad Atene, ci sono nuovamente i cittadini in piazza a protestare contro l'arrivo della troika che vuole imporre altri 25 mila licenziamenti. Come a dire: altro che risoluzione, qui si va sempre peggio.

    Il secondo elemento è relativo a come la Banca Centrale Europea intende comportarsi. Perché qualcosa dovrà fare, ed è molto probabile che allo studio vi siano nuove norme al di fuori di qualsiasi crisma monetario tra quelli sino a ora conosciuti. Già segnali in tal senso si sono manifestati, o non si penserà mica che la concessione di ritardare il rientro dei conti pubblici dei vari Paesi, che prima era visto come fuoco negli occhi e ora viene pacificamente accettato, sia una misura regolare, no? 

    I macro dati che stanno facendo pendere i ragionamenti verso qualche altra nuova mossa da parte di Draghi sono incontrovertibili. Ad andare male sono sia le esportazioni che la domanda interna. Ovvero tutto quello che poteva andare male lo sta facendo. Le esportazioni non vanno perché non possiamo agire sul valore della moneta, e la domanda interna non può che calare in seguito alla recessione e alla disoccupazione che le misure di austerità hanno imposto e stanno imponendo ai popoli europei. Dunque che fare?

    Certamente nulla di ordinario: la BCE deve inventarsi qualcosa di "straordinario", da far digerire all'opinione pubblica come l'ennesima misura necessaria e tempestiva da prendere per risolvere la situazione. O meglio, per sedarla.

    Vediamo qualche scenario. Plausibilmente potrebbe esserci un ulteriore taglio dei tassi nei prossimi imminenti trimestri. Il che se da una parte andrà a favore di chi paga i mutui a tasso variabile, è operazione che va certamente letta nella chiave di un ulteriore deterioramento della situazione complessiva. E dunque non può essere accettata con grandi felicitazioni. Allo stesso modo, vista la recessione, non ci si può aspettare alcuna concessione da parte delle Banche che continuano a rifinanziarsi presso la BCE a tassi ridicoli ma che, complice anche la difficoltà di racimolare denaro dai correntisti, opereranno fatalmente per una ulteriore stretta nei confronti del credito a privati e imprese. Ovvero, imponendo una ulteriore spinta verso la recessione. 

    Draghi stesso ha sottolineato questa deplorevole tendenza delle Banche, come se stesse parlando di soggetti altri e non di azionisti della Banca Centrale che governa: a pesare sulla congiuntura, secondo la Bce, sono le «restrittive condizioni del credito» in seguito alla “rottura” del meccanismo di trasmissione della liquidità dalle banche all’economia reale. E dunque le difficoltà per le pmi nell’ottenere prestiti «in diversi paesi dell’Eurozona». Arguto, vero? I dati sono impietosi: negli ultimi due anni c'è stata una ulteriore contrazione del 2.5%, la quale si somma alla situazione precedente che già non era rosea. L'indice manifatturiero ha toccato i minimi (fermandosi a 46,8 punti: rammentiamo che sotto la soglia di 50 significa tecnicamente recessione).

    Tutto parrebbe ruotare, insomma, verso una nuova operazione di prestiti triennali alle Banche, cioè una nuova ondata di Ltro (Long Term Refinancing Operation) che come abbiamo già sperimentato aiuta le Banche a continuare a speculare sui debiti pubblici dei Paesi senza rischiare nulla ma non porta niente alla economia reale. In più c'è una novità. Si parla, infatti, dell'adozione di uno strumento inedito - ed eccoci a uno dei punti nuovi, inauditi, e "particolari": la BCE potrebbe accettare come "collaterali" i crediti deteriorati delle Banche (cioè quelli che le imprese non riescono a saldare) in cambio dei finanziamenti che la BCE darà alle Banche stesse. Se da una parte ciò farebbe diventare la BCE stessa come una grande Bad Bank, prendendosi in pancia tutta la spazzatura delle Banche sue consociate e azioniste, non si può non rilevare come tale operazione, pur, a quanto pare, subordinata alla costituenda unione bancaria di cui si parla, sarebbe fatalmente scaricata sulle popolazioni che adottano l'Euro. Quell’euro di cui la BCE stessa è proprietaria.

    In altre parole - attenzione che questo è il punto - la BCE utilizzerebbe questa "necessità" (quella di prendersi i crediti deteriorati delle Banche) per arrivare al controllo diretto di ogni istituto ma, al tempo stesso, andrebbe in seguito fatalmente a scaricare sui cittadini tale esposizione attraverso i meccanismi di cui, in regime di monopolio assoluto, può disporre. E che già stiamo sperimentando.

    Brutalmente: se la Banca Centrale Europea, unica ad avere il permesso di emettere e imporre la moneta circolante agli europei, diventa una bad bank, di chi sarà il conto da pagare? E, specularmente, chi saranno invece i soggetti salvati? Le risposte sono semplici: i cittadini nel primo caso, le Banche private nel secondo.

    Quello di Cipro, ha concluso poi Draghi, «non è un modello», quasi a voler scongiurare ondate di panico tra gli europei. Ma - occhio - ciò significa, per parole dello stesso governatore, che l'Unione Europea ha la necessità di trovare un «meccanismo di risoluzione, di ristrutturazione e di ricapitalizzazione» delle Banche con «regole certe» per i salvataggi a carico dei privati.

    Ripetiamo: "a carico dei privati". Il cosiddetto Bail In del quale abbiamo parlato giorni addietro (qui). Operazione, inutile ripeterlo?, che è a favore delle Banche, come abbiamo visto.

    Familiarizzare (e capire) questa espressione è dunque d'obbligo per tutti noi. Visto che ci riguarderà, probabilmente, molto da vicino. E presto.

    Valerio Lo Monaco


    giovedì
    apr042013

    Draghi, ripresa II semestre a rischio

    Monitoriamo situazione, pronti ad agire

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    giovedì
    apr042013

    La Bce lascia i tassi invariati

    Nessuna novità dalla Bce sul fronte dei tassi d'interesse. La riunione odierna del Consiglio direttivo dell'Eurotower ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati

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    martedì
    mar262013

    Golpe europeo, Murphy: giù la maschera, signor Draghi

    draghiriseda Libreidee.

    Giù la maschera, “signor Draghi”: la Bce non è un’autorità finanziaria neutrale, ma una organizzazione “golpista” al servizio dell’élite europea. Archiviato Mario Monti, il finto salvatore della patria ridicolizzato di fronte a tutta l’Europa dal misero risultato elettorale rimediato in Italia, brilla di nuova luce la straordinaria perfomance del giovanissimo Paul Murphy, l’eurodeputato socialista irlandese che già il 5 dicembre 2011 fece letteralmente a pezzi l’ammutolito presidente della Bce, rinfacciandogli il famigerato diktat per l’austerity firmato con Jean-Claude Trichet per ottenere lo scalpo di Berlusconi e la capitolazione dell’Italia di fronte al ricatto telecomandato dello spread. «Ognuna di queste misure – tuonò Murphy – porta ad attacchi contro i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori». La “nota” della Bce terminava con una frase che Murphy definì inquietante: “Abbiamo fiducia che il governo metterà in campo azioni appropriate”.

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    mercoledì
    mar202013

    Cipro: alla Russia il primo round contro l’UE

    mercoledì
    mar202013

    Cipro: Bce, garantiremo liquidita'

    Eurotower prende atto decisione Parlamento Nicosia

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    lunedì
    mar182013

    IL BLUFF DELLA BCE

     "

    DI GIOVANNI ZIBORDI
    cobraf.com

    Mentre i media italiani parlano solo dell'elezione di Grasso invece di Schifani come presidente del Senato e dei 14 grillini che hanno disobbedito Grillo la Troika scherza con il fuoco a Cipro

    (Ma i giornali italiani hanno ricevuto una direttiva dalla Presidenza della Repubblica di minimizzare la notizia delle banche di Cipro, se guardi le loro prime pagine oggi. E' già successo nel settembre 2012, me lo dissero allora giornalisti TV, mandano una nota riservata ai direttori dei giornali...)"

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    giovedì
    mar142013

    Bce: boom debiti pubblici frena ripresa

    "Livelli raggiunti visti raramente in tempi di pace"

    da Ansa

    giovedì
    mar072013

    Ma come si lambiccano, questi economisti…

    giovedì
    mar072013

    Bce: lascia tassi fermi allo 0,75%

     "Invariato anche il tasso sui depositi a zero"

    da Ansa

    martedì
    feb262013

    GROßE KOALITION 

    Dall'estero: governissimo, inciucione, o dinosauro del passato per dirigere i giochi. I mercati decidono

    Le elezioni sono un fatto italiano. L’attacco al welfare e l’austerità sono dettati dai poteri sovranazionali. Quello che accade in Italia è influenzato da questi ultimi.

    La "consegna" attuale - che include anche Berlusconi - è quella di evitare nuove elezioni e lasciar governare ai soliti noti, comunque essi si accordino.