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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
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    Entries in Beppe Grillo (219)

    mercoledì
    apr162014

    Grillo e la storia ebraica: "chi tocca i fili muore"

    La levata di scudi contro il post un po’ macabro di Beppe Grillo, reo di aver reinterpretato la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo” in chiave d’attualità politica, è solo l’ultimo esempio di quella paranoia strumentale che è il divieto di toccare la storia ebraica. Un vero e proprio tabù a cui manca ormai l’inserimento nel codice penale: vietato utilizzare anche metaforicamente tutto ciò che ha a che fare con gli Ebrei e i lager tedeschi, pena l’anatema da parte di comunità israelitica e guardiani del politicamente corretto. 

    Gradiremmo sapere se si debba considerare la storia di una religione – non un “popolo”: l’Ebreo equivale al Cristiano, ce ne sono di varie nazionalità – come fosse storia sacra anche per chi ebreo non è. I fedeli di Jahvé sono stati sì perseguitati, sì umiliati, sì sterminati dai nazisti e ogni negazionismo è spazzatura, ma questo non significa che i fatti pur tragici che li riguardano non possano essere neppure citati fuori recinto. O bisogna forse chiedere il permesso? Semmai, ad avanzare qualche pretesa potrebbe essere chi ha l’eredità di Levi. Ma stiamo parlando di un’opera letteraria patrimonio dell’umanità, a cui per altro Grillo si è ispirato senza far trasparire un’oncia di antisemitismo. Per forza: impossibile rendere antisemita uno scritto basato su Levi, che sul genocidio ebraico ha vergato pagine fra le più toccanti e brucianti lasciate dalle vittime di quell’orrore. 

    No, qui più semplicemente e arrogantemente si salta al collo di chi osa lanciare una provocazione trasgredendo, Iddio perdoni, il monopolio dell’Olocausto su cui alcuni si sono arrogati il diritto di parola. Si dirà che gli Ebrei ne hanno ben donde, visto che sono i figli e i nipoti dei diretti interessati. Ne avrebbero ben donde, a reagire impettiti nella condanna inquisitoria, qualora l’improvvido provocatore mancasse di rispetto ai morti. Ma qui al massimo c’è solo una sproporzione nel paragone, niente di più. Se, per dire, si sostiene che l’Eurocrazia è un lager, che uccide le esistenze di milioni di persone strozzandole col debito a vita, si commette peccato di leso ebraismo? Vogliamo sperare di no. 

    La verità al fondo di questi deliri collettivi, come diceva la buonanima di Costanzo Preve, è un’altra: la Shoah è stata manipolata dal secondo dopoguerra in poi per giustificare moralmente ogni azione, anche la più turpe, del popolo israeliano. Ti azzardi a criticare le guerre, le repressioni, le deportazioni, le atrocità e le segregazioni razziali di Israele ai danni dei Palestinesi? Non sei, legittimamente, antisionista: sei antisemita. Una vecchia storia che l’ideologia propagandistica in Occidente ha inculcato nel discorso pubblico, e non ne siamo più usciti. 

    Ora siamo andati addirittura oltre: si vorrebbe proibire persino la citazione per analogia in contesti che nulla c’entrano con gli Ebrei in quanto tali. Siccome il sottoscritto non è razzista, mi sento in dovere di dire a chi, ebreo o no, si erge a censore in servizio permanente effettivo che di censori del Pensiero e di gendarmi della Storia ne abbiamo fin sopra i capelli. La polizia del pensiero è roba da nazisti, e la storia degli Ebrei è storia, non il Talmud. 

    Alessio Mannino
    mercoledì
    mar262014

    La Ue lassù, sopra di noi

    mercoledì
    mar052014

    Da Yanukovich a Grillo

    Sappiamo che la storia dell'Ucraina è particolare. Nondimeno la cacciata con la violenza delle armi del presidente Yanukovich, di cui è stata richiesta anche l'incriminazione davanti al Tribunale internazionale dell'Aja, pone delle importanti questioni di principio. Finora per le democrazie occidentali era pacifico che una rivolta armata della popolazione fosse legittima quando era contro un dittatore, come è avvenuto in Tunisia con Ben Alì, in Egitto con Mubarak, in Libia con Gheddafi (anche se, per la verità, in questo caso più che il popolo furono i missili francesi a cacciare il rais di Tripoli). Ma Yanukovich era arrivato al potere democraticamente nel 2010 col 51,8% dei voti, in elezioni che erano state considerate regolari anche da quell'Occidente che deve sempre ficcare il naso dappertutto. Eppure in Ucraina l'Occidente si è schierato dalla parte della piazza e di una rivolta armata estremamente violenta (quando si sequestrano una sessantina di poliziotti si è fuori da qualsiasi manifestazione, per quanto dura, espressa democraticamente) e contro il presidente che aveva dalla sua il suffragio della maggioranza e che ha reagito con altrettale, e forse anche maggiore, violenza. Finchè Yanukovich, sotto le pressioni della piazza e dell'Occidente, è stato costretto a fuggire.

    Ebbene se vale in principio affermato dall'Occidente in Ucraina, e cioè che anche un regime democraticamente eletto può essere legittimamente rovesciato con la violenza, non si vede perchè non possa essere applicato anche in Italia.

    di Massimo Fini, in Archivio Fini
    martedì
    feb042014

    Tutti contro Grillo. Mistificando regolarmente il linguaggio

    lunedì
    gen132014

    I «dettagli» dei media. E quelli di Grillo

    martedì
    gen072014

    Tutti estimatori di Bersani. Ma noi no

    venerdì
    dic202013

    Autoindulgenza: il virus che non dà scampo

    lunedì
    dic162013

    Natale 2013. Ecco a voi Renzie-the-Rebel

    martedì
    dic102013

    Grillo e l'accusa al giornalismo: e allora?

    giovedì
    dic052013

    Non dovete emigrare, dovete cospirare!

    Il V-Day di Genova segna un salto significativo nel profilo politico del Movimento grillino: dalla casta all’austerity, il vero nemico e' l’Europa della troika. [Anna Lami]

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    martedì
    nov052013

    Scalfari e l'attacco indecente a Grillo

    Commento di Federico Zamboni e Valerio Lo Monaco estratto da La Controra del 04/11/2013

     

    lunedì
    ott142013

    LA SGRADEVOLE QUESTIONE DELLA “SOLIDARIETA’” AI MIGRANTI CLANDESTINI

    DI FRANCESCO SANTOIANNI
    francescosantoianni.it

    La cosa abominevole è che, alla fine della giostra, tutto questo starnazzare contro le deliranti dichiarazioni di Grillo&Casaleggio, – urlato anche da chi non se ne è mai fregato nulla della democrazia nei partiti o dei diritti dei migranti – sarà servito soltanto a sponsorizzare una nuova “guerra umanitaria”. Una guerra commissionataci, già ad aprile, da Obama (per disarmare le bande degli ormai incontrollabili “ribelli” e supportare l’abietto Governo Zeidan) oggi riciclata, in nome dell’emergenza migranti, da Letta.

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    lunedì
    ott142013

    Cinque stelle e due buchi neri

    Il M5S in una deriva populista per la massimizzazione di un successo elettorale. Il marketing si sta ingoiando la politica. [Paolo Bartolini]

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    venerdì
    ott112013

    Quando Grillo giustificava e lodava gli immigrati

    Il leader M5S definiva in un video gli immigrati in fuga per la disperazione: un maremoto per riprendersi ciò che noi occidentali gli abbiamo tolto per 200 anni.

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    venerdì
    ott112013

    INACCETTABILE

    DI GIULIETTO CHIESA
    megachip.globalist.it/

    Leggo anch'io, come molti stanno facendo, l'ultimo post di Grillo-Casaleggio che critica pesantemente i due senatori del M5S che hanno promosso l'emendamento sull'abolizione del reato di clandestinità. Non entro nel merito degli argomenti che riguardano i metodi interni del M5S. Non mi riguardano: ciascuno sceglie i criteri di disciplina interna che ritiene opportuni, e se ne assume la responsabilità. Intervengo dunque sul merito di alcune affermazioni che - per esprimersi in modo urbano - risultano stupefacenti quanto rivelatrici. "Opinione pubblica" e "volontà popolare", come esse si manifestano nella attuale società manipolata, sarebbero dunque sacri punti di riferimento?

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    giovedì
    ott102013

    Clandestinità: Grillocaos

    Nuovo corto circuito, tra Grillo e i parlamentari del M5S. E a questo punto dovrebbero capirlo anche i più ottusi: il problema non è (solo) nell’indisciplina dei singoli eletti ma, per rimanere nella metafora elettrica, nell’impianto complessivo. Che evidentemente è stato allestito in tutta fretta e senza andare tanto per il sottile, connettendo i cavi alla meno peggio e infischiandosene dei possibili, anzi prevedibili, errori di collegamento. 

    Nel caso specifico il tema è quello dell’immigrazione e, più in particolare, del reato di clandestinità previsto dalla Bossi-Fini. I senatori Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, “portavoce” del MoVimento in commissione Giustizia, hanno presentato di loro iniziativa un emendamento per sopprimere la norma, scatenando le ire dello stesso Grillo. Il quale, con un certo ritardo, ha pubblicato oggi un post (qui), firmato anche da Casaleggio, in cui si rigetta completamente quella posizione e la si liquida come una sortita «del tutto personale». 

    Sarà. Ma si tratta comunque dell’ennesima conferma di quanta confusione vi sia all’interno del M5S. Una confusione che d’altronde è inevitabile, visto che a tutt’oggi non è mai stato chiarito se il MoVimento abbia o non abbia dei contenuti precisi e inderogabili, a cominciare da una propria visione dell’economia, o se invece si proponga come semplice megafono di una parte della popolazione. 

    Un’ambiguità che diventa sempre più evidente e imperdonabile, e che riemerge puntualmente anche in quest’ultimo intervento dei due leader: «Sostituirsi all'opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra». E ancora: «Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico» (qui).

    Messa così, è solo marketing elettorale. Oppure è un’allucinazione: quella di credere che la maggioranza dei cittadini abbia già aperto gli occhi sugli inganni del sistema dominante, o che sia prossima ad aprirli, per cui la “rivoluzione” sarebbe dietro l’angolo. Il M5S dà la parola al malcontento diffuso, e tendenzialmente superiore al fatidico 50 per cento dei votanti, e il gioco è fatto. Via i partiti preesistenti, con in testa il Pd e il Pdl, ed ecco pronta la nascita di una Terza repubblica rigenerata in lungo e in largo. 

    Su quali valori e con quali obiettivi, si vedrà. Il popolo è sovrano e il popolo deciderà di testa sua. E se poi si dovesse scoprire che purtroppo ha le idee quanto mai confuse e omologate al liberismo galoppante, a causa degli svariati decenni di manipolazione collettiva, pazienza. Grillo e Casaleggio, a quanto dicono, si accontentano di portare le comparse in primo piano: sulla natura di ciò che andrà in scena, a quanto sembra, preferiscono non pronunciarsi.

    “Uno vale uno”, olé.  

     

    mercoledì
    set252013

    Il menopeggismo del MoVimento 5 Stelle

    venerdì
    ago302013

    M5S: tentazione scissione

    lunedì
    ago262013

    Il subcomandante Grillo

    giovedì
    lug252013

    Colpo di Stato d'agosto

    colpo_di_stato_agosto.jpg

    Il vero obiettivo di questo governo è la distruzione dell'impianto costituzionale per poter cambiare le regole del gioco democratico e assicurare ai partiti il potere e la greppia di Stato. Per cambiare la Costituzione senza impedimenti da parte dell'opposizione in Parlamento e senza il consenso dei cittadini, che ne sono i veri custodi, i partiti vogliono cambiare l'articolo 138, l'architrave. In seguito, sarà istituita una Bicamerale per rivedere la Costituzione con statisti del calibro di Berlusconi (o dei suoi servi, non fa differenza) e di D'Alema e degli altri caporioni del pdmenoelle. Per questo è nato il governo di larghe intese che di tutto si preoccupa tranne che dei problemi del Paese. Cosa dice l'articolo 138?

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