Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
La WebRadioNotizie, talk, live, e musica
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
  • Home
  • PAGINE ▼
  • Sezioni Sito ▼
  • WebRadio ▼
  • WebTV ▼
  • Mensile ▼
  • Info ▼
  • NEGOZIO
  • Il Ribelle Minuto per Minuto
  • Accesso Abbonati
  • Abbonamenti
  • Oggi sul Ribelle

    Il Ribelle su Facebook

     

     

    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

    Entries in crisi (739)

    venerdì
    mag242013

    L'Economist suona la sveglia ai leader europei: "Sonnambuli"

    La fase acuta della crisi è passata, non si parla più di dissoluzione dell'euro, ma i leader europei marciano come sonnambuli verso l'orlo del precipizio. E' la tesi sostenuta fin dalla copertina dall'edizione di questa settimana dell' Economist

    Leggi tutto

    venerdì
    mag242013

    Grecia: la violenza della troika sui bambini

    La procedura di licenziamento per 200 mila dipendenti pubblici, in Grecia, sta entrando in questi giorni in una ulteriore fase operativa. L'entità dei tagli attuali rientra nelle norme previste nell'ultimo memorandum imposto al Paese dalla troika Ue-Bce-Fmi lo scorso aprile.

    Quando una persona perde il lavoro, se ha figli, è evidente che sono anche e soprattutto questi ultimi a patirne le conseguenze. Tra i lavoratori greci, i primi a essere licenziati saranno a brevissimo i funzionari condannati a vario titolo dalla giustizia, che avrebbero dovuto originariamente perdere il lavoro nel 2013 ma che sono rimasti al loro posto sino a ora. Ma i numeri più grandi risiedono altrove. Entro il prossimo fine giugno tremila persone saranno definitivamente senza lavoro, e altri 12.500 riceveranno il preavviso. L'anno di compimento del taglio più massiccio è però dietro l'angolo: entro il 2015, infatti, l'accordo tra i banksters e il governo greco impone a quest'ultimo di operare licenziamenti per non meno di 150/200 mila dipendenti. 

    Siccome in Grecia è altissimo il numero delle famiglie che vivono con un solo reddito, non è poi così lontano dalla realtà prevedere che vi saranno circa 600 mila persone in più sotto la soglia delle povertà. Sono numeri enormi e per due ordini di motivi. Il primo è che questa cifra, su una popolazione nazionale che supera a malapena gli 11 milioni di abitanti, rappresenta una enormità. Sarebbe come, in Italia, prevedere 3 milioni e 600 mila persone povere in più nel giro di due anni. Il secondo motivo, che non va sottovalutato, risiede nel fatto che si sta parlando di soli dipendenti pubblici: per via del più classico tra gli effetti domino di una situazione del genere, avere altre 600 mila persone sotto la soglia della povertà non potrà che innescare una ulteriore ondata recessiva. Questa farà crollare ulteriormente i consumi interni, e dunque incidere su altre perdite di lavoro anche nel settore privato, e ovviamente allontanerà ulteriormente le possibilità di una ripresa economica da parte di un Paese che sarà costretto nuovamente a chiedere "aiuti". Con le conseguenze, ovvie, di nuove mannaie da attivare.

    Un circolo vizioso inestricabile.

    Val bene riportare, dal punto di vista sociale, che tutto quanto sta per avvenire si inscrive in un quadro già disastroso: la disoccupazione e l'aumento dei senza casa sta facendo emergere dei dati, relativamente ai disagi del settore infantile delle popolazione, senza precedenti. L'indigenza di un numero sempre più grande di famiglie, infatti, determina che a farne le spese, senza alcuna possibilità di cambiare la situazione, sono anche i più piccoli. Solo nel 2011 erano circa 600 mila i bambini che vivevano in condizioni di assoluta esclusione sociale. Stiamo parlando del 30.4% del totale. Praticamente quasi un bambino su tre. Sono dati Unicef, provenienti dal report "La condizione dei bambini in Grecia 2013", inequivocabili: 

    la percentuale di bambini che vivevano in condizioni di notevole disagio, ovvero in famiglie colpite da estrema indigenza, da grave deprivazione materiale e da scarsità di lavoro (leggi: disoccupazione oppure impiego sottopagato), nel 2011, era pari al 3,5%, in sintesi 69.000 bambini, drammaticamente in aumento rispetto ai 12.000 nel 2010. La percentuale di bimbi che vivono in famiglie dove nessuno ha un lavoro era pari al 9,2% nel 2011 ed è aumentato di 2,9 punti percentuali tra il 2010 e il 2011, a dimostrazione che la crisi e le misure draconiane dei vari governi hanno gettato letteralmente sul lastrico un numero enorme di famiglie elleniche e dei loro componenti. In Grecia, secondo gli ultimi dati del 2011, la povertà infantile ha avuto un aumento di 0,7 punti, pari al 23,7%. E così il numero di bambini indigenti è salito a 465.000 unità.  Da quanto riportato nel documento il 16,4% di tutti i piccini vive in famiglie con “grave deprivazione materiale”, che corrisponde a ben 322.000 bambini: numero aumentato di 89.000 unità, con un incremento in percentuale del 38,2% tra il 2010 e il 2011. Aumento che per la fascia di età compresa tra i 6 e gli 11 anni raggiunge addirittura il 46,7%. Non è tutto. Infatti il 50,8% delle famiglie con figli si dichiara impossibilitata a permettersi una settimana di vacanza a causa delle difficoltà economica che attraversa ormai da anni. Allo stesso tempo il 37,2% è obbligato a lottare per pagare le bollette, le rate delle carte di credito e i prestiti, mentre il 34,5% si dichiara incapace a poter coprire le spese non programmate. La percentuale di famiglie con bambini al di sotto della soglia di povertà che dichiarano la propria impossibilità ad includere nel menu di ogni giorno carne, pesce, pollo o verdure è passata dal 21,6% del 2010 al 44,3% nel 2011: più del doppio nel giro di appena 12 mesi.

    E attenzione, questi dati saranno ulteriormente aggiornati nelle rilevazioni sul 2012 per non parlare delle proiezioni relative al 2013 e al 2014, quando la mannaia sul settore pubblico e quella che arriverà indirettamente dal conseguente ulteriore crollo del settore privato, sortiranno, in tal senso, numeri ancora peggiori. Presumibilmente agghiaccianti. Una stima aritmetica è possibile: entro l'anno un milione di bambini sarà in situazione di sofferenza.

    La violenza tremenda con la quale la finanza e la speculazione si abbatte sui popoli europei è evidente in tutta Europa. Ma in Grecia, puntando l'obiettivo sulla situazione dei bambini, dovrebbe essere manifesta anche a chi ancora si ostina a non voler vedere la situazione.

    Al confronto, le manifestazioni di piazza, anche cruente, sono poco più che dispetti.

    venerdì
    mag242013

    Unicef: in Grecia 30% bambini poveri

    giovedì
    mag232013

    Squinzi: "Nord sull'orlo del baratro, ridurre il cuneo fiscale"

    mercoledì
    mag222013

    Istat: 15 mln in disagio economico

    martedì
    mag212013

    Ocse: calo pil Italia, -0,5% trimestre

    martedì
    mag212013

    Il mito del contribuente del Nord che paga per salvare i paesi del Sud

    L’analisi economica pubblicata oggi dalla agenzia di stampa Reuters  riferisce che  i contribuenti del Nord non hanno speso un centesimo per il salvataggio del Sud. Al contrario, i governi di Germania, Finlandia, Austria, Paesi Bassi e Francia RISPARMIANO miliardi grazie al calo dei tassi di interesse sui prestiti. Secondo la società assicurativa Allianz solo la Germania negli anni 2010-2012 ha guadagnato 10,2 miliardi di euro dal calo dei tassi di interesse sui titoli a dieci anni. Tuttavia, come osservato da Reuters, per scopi pre-elettorali ha avanzato l'idea che i lavoratori del nord lavorano duramente perché sono chiamati a pagare gli errori e le follie dei governi del sud. 

    Leggi tutto

    lunedì
    mag202013

    Lavoro: Cgil, 9 mln persone in difficoltà

    lunedì
    mag202013

    Crolla il fatturato industriale a marzo

    lunedì
    mag202013

    IN ITALIA TORNA LA FAME, BENTORNATA VECCHIA COMPAGNA DELL’UOMO

    FONTE: PETROLICO (BLOG)

    ”I servizi sociali del Comune di Bologna registrano un aumento delle segnalazioni che arrivano dalle maestre su bambini che arrivano in classe, la mattina, senza aver cenato la sera prima perché le famiglie non ce la fanno più a fare la spesa.” *

    Prima l'inflazione energetica, poi quella alimentare, poi i fallimenti a raffica, le sofferenze finanziarie, lo stato e gli enti falliti nei fatti (altrimenti i 100 e passa miliardi di debiti verso le imprese sarebbero versati, e da tempo...) e infine le ondate di suicidi...

    Leggi tutto

    lunedì
    mag202013

    Crisi: carrello spesa piu' vuoto (-10%)

    giovedì
    mag162013

    Hollande: la recessione è dovuta alle politiche di austerità

    "La Francia è disposta a dare un contenuto all'unione politica" della Ue dopo la proposta avanzata lo scorso anno dalla Germania di Angela Merkel, ha detto Hollande che ha annunciato un'iniziativa per fare uscire l'Europa "dal suo languore".

    da Rainews

    giovedì
    mag162013

    Quando vivere coi sussidi alla disoccupazione diventa una normalità

    Il 15% degli americani vive grazie ai sussidi di disoccupazione USA. Questa si chiama ripresa economica (sana)?

    Quando si parla di disoccupazione USA, non si può che parlare di un problema in via di risoluzione. O per lo meno questo è quanto ci vogliono far credere.

    Leggi tutto

    giovedì
    mag162013

    Europa in ginocchio. La Merkel non sa cosa fare. E gli europei hanno capito ancora molto poco

    giovedì
    mag162013

    LETTERA DI UN IMPRENDITORE A ALBERTO BAGNAI

    FONTE: GOOFYNOMICS (BLOG)

    Caro Alberto,

    Ti seguo sul blog ogni volta che posso, ma mi astengo dal pubblicare commenti per paura di ripetere cose già dette ed ingolfare inutilmente i post. 

    Vedendo la situazione insostenibile in cui si sta trovando la mia azienda, a causa di una pressione fiscale folle ed oscena e di una competizione di prezzo al limite del suicidio, dovuta ai ben noti motivi, leggi EURO, non riesco più a dedicare tempo ed energie al mio progetto di teoria economica per il XXI secolo, un progetto folle e forse al di là delle mie scarse competenze, ma già il fatto che tutte le energie ed il tempo delle persone, siano imprenditori o lavoratori dipendenti, siano impegnati nella mera sopravvivenza quotidiana, senza possibilità di fermarsi MAI un momento per pensare, ti dimostra che questo è un vero PROGETTO complessivo di smantellamento economico, sociale e culturale.

    Leggi tutto

    mercoledì
    mag152013

    Meno middle class, più poveri e ricchi più ricchi: il conto diseguale della crisi

    mercoledì
    mag152013

    Francia in recessione, pil -0,2%

    mercoledì
    mag152013

    Ocse: "La crisi non è uguale per tutti, aumentano le differenze di reddito"

    Ocse: "La crisi non è uguale per tutti, aumentano le differenze di reddito"

    Alla fine se n'è accorta anche l'Ocse: la crisi fa aumentare di molto la differenza tra ricchi e poveri. E in Italia aumenta più velocemente che altrove.

    Leggi tutto

    mercoledì
    mag152013

    BCE: è la vera colpevole, secondo Krugman

    051013krugman1-blog480.jpg

    Leggere il blog che Paul Krugman tiene per il New York Times - Krugman, che menzioniamo spesso, è un premo Nobel per l'Economia, mica un signor Nessuno qualsiasi - equivale a spalancare la finestra in una stanza piena di aria viziata. L'altro giorno ha pubblicato un grafico illuminante sul tasso di interesse del debito pubblico italiano, meglio conosciuto sotto forma di spread (la differenza fra il tasso di interesse del debito pubblico italiano e tedesco).

    Leggi tutto

    martedì
    mag142013

    La banca gli vende casa: dà fuoco alla famiglia