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Prima istantanea, proveniente da quello che è, o sembra essere, il ponte di comando del Nuovo Transatlantico Italia: il ministro Maria Elena Boschi che sottolinea l’approvazione dell’Italicum con una specie di comunicato stampa pronunciato a voce e limitato a pochissime frasi. «Missione compiuta. Il governo ha mantenuto l’impegno preso con i cittadini: fare dell’Italia un Paese in cui, il giorno dopo le elezioni, si sappia chi ha vinto. E la legge elettorale è il simbolo di un governo che non si limita a predicare le riforme ma le fa sul serio. Abbiamo promesso e abbiamo mantenuto.» Il tutto – anzi il poco – con un’espressione terribilmente compiaciuta, da scolaretta/capoclasse che recita la lezione a menadito e che è sicurissima, così facendo, di entrare ancora di più nelle grazie dei professori.

Seconda istantanea, in arrivo dal Corriere della Sera.

Quest’oggi, se non altro, i grandi media lo dicono in maniera un po’ più esplicita, andando dritti al punto: il “carrello della spesa”, ovvero l’insieme dei prodotti di prima necessità, sta registrando aumenti massicci, che accentuano le difficoltà di chi ha i redditi più bassi. Ma bisognerebbe farlo sempre. E in termini ancora più netti. Alla distaccata oggettività delle cifre, e delle percentuali, andrebbe aggiunto sistematicamente un richiamo esplicito alle conseguenze pratiche sulla vita dei cittadini. Quelli che, come si usa dire, faticano ad arrivare alla fine mese. O addirittura alla fine della terza settimana.

Il giudizio è durissimo e arriva da un “insospettabile” come Mervyn King, il governatore della Banca d’Inghilterra. Vietato illudersi: non stiamo affatto uscendo dalla crisi e, anzi, ci attende una  seconda fase della depressione in cui siamo precipitati nel 2008

di Davide Stasi 

Sorprendente nel suo concetto di base, ma sconfortante nelle conclusioni, è stato il discorso tenuto ieri a Tokio da Mervyn King, governatore della Banca d’Inghilterra. Sorprendente è stato che abbia ammesso, al termine di una disamina molto lucida del presente, che l’unica soluzione è porre un freno agli squilibri determinati a livello globale dalla follia finanziaria esplosa tra il 2007 e il 2008. Non ha specificato oltre, in realtà: non c’è da aspettarsi dal governatore centrale di un paese anglosassone la messa in discussione di un intero sistema, ma che questi accenni al fatto che il paradigma dato finora per assoluto possa aver fallito è comunque una notizia.

1 – W la crescita, a ogni costo

Confindustria preme sul Governo e minaccia di «fare altre scelte». Un vero e proprio richiamo ad assecondare un disegno strategico a favore della grande impresa

2 -  L’etica secondo Confindustria

Il caso Ruby diventa in parte un problema di marketing internazionale e in parte il pretesto per una sottile manipolazione. In nome dell’Italia «che lavora, che produce, che investe» 


di Federico Zamboni