Moratoria sui debiti pubblici: almeno questo
venerdì, maggio 18, 2012 | Più articoli su
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È sotto gli occhi di tutti, l’eccezionale e insormontabile impasse della finanza internazionale. E le cause, come abbiamo scritto molte volte, risiedono nelle caratteristiche stesse dell’intero sistema.
Eppure non c’è bisogno di arrivare a tanto, per verificare come l’attuale classe dirigente sia prigioniera dei propri schemi deliranti e insostenibili. Basta vedere come ci si astenga persino da ciò che si potrebbe fare senza troppe difficoltà, e sia pure rimanendo all’incirca nella medesima prospettiva.
Un solo esempio, ma cruciale: la moratoria sui debiti pubblici delle nazioni a rischio di default, specie quando quest’ultimo si accompagni alla mancata crescita del Pil o, addirittura, a una recessione.









DI GZ




Lo Stato, bontà sua, inizierà a pagare i fornitori
Stando così le cose, quindi, bisognerebbe avere almeno il buon gusto di non presentare i blandi miglioramenti annunciati ieri da Mario Monti come una conquista con la C maiuscola, da ascrivere a gran merito del governo in carica. Bisognerebbe, appunto. Viceversa, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, manifesta il compiacimento di chi ha appena compiuto un miracolo: «La soddisfazione è alta. Oggi si dà una risposta molto concreta e molto forte e anche inaspettata a un problema grave». E pazienza se le modalità prospettate per uscire dall’impasse sono all’insegna del solito eccesso di burocrazia, con un palese squilibrio a danno dei creditori. Ovverosia dei cittadini.
(nel Quotidiano)