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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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    LETTERE E RISPOSTE
    OPINIONI DEI LETTORI

    Entries in default grecia (411)

    venerdì
    dic122014

    Paura greca (secondo estratto)

    Per salvare la Grecia nel momento in cui fu chiaro, anni addietro, che si trattava del primo caso conclamato del fallimento della costruzione dell’Unione Europea basata sull’adesione incondizionata all’Euro di Paesi che non ne avrebbero mai potuto beneficiarne, sarebbero bastati circa 80 miliardi.

    Al momento attuale, alcune stime in merito al denaro speso in quella situazione arrivano invece a circa 250 miliardi. Con i dati relativi alla buona riuscita della operazione che sono piuttosto eloquenti: 27% di disoccupazione rilevata, il 50% di quella giovanile e un debito pubblico che viaggia tuttora attorno al 180% sul Pil. Per non parlare di uno Stato che dal punto di vista sociale è stato annientato.

    Dunque, ribadiamo: 80 miliardi per salvare il tutto a fronte di oltre 250 spesi per arrivare a risultati disastrosi.

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    lunedì
    ott202014

    Grecia e Italia, l'oggi e il domani

    La nuova crisi greca è la dimostrazione che le cure imposte dalla Troika (Fondo monetario internazionale, Bce e Commissione europea) stanno ammazzando il malato. 

    Certo, è indubbio che i governi che si erano succeduti al potere prima del crollo (socialisti e conservatori) avessero truccato i conti pubblici (con l'aiuto, peraltro dimostrato, gentilmente offerto dalla Goldman Sachs) al fine di ottenere il via libera all'entrata nel sistema dell'euro. Ma resta il fatto che l'austerità imposta alla Grecia ha finito per devastare il sistema economico e sociale. Un traguardo facilmente prevedibile da qualunque osservatore accorto, ma che non ha impedito alla tecnocrazia di imporre i propri metodi, già sperimentati altrove, e di trovare governi “collaborazionisti” pronti ad applicarli. 

    Del resto come poteva uscire dalla crisi un Paese come la Grecia che la cui economia è basata sull'agricoltura, sul turismo e sulla cantieristica navale? Quindi settori che non assicurano un grande reddito ed entrate tali da abbassare il debito record e il disavanzo. Una debolezza strutturale che  è stata poi aggravata dalla recessione economica in corso e della quale non si riesce ad intravedere la fine. 

    Le tensioni in atto sui mercati finanziari, con il rialzo degli interessi (ora a quasi il 9%) sui titoli greci, e di conseguenza dello spread rispetto ai Bund tedeschi, al di là delle speculazioni che sono sempre presenti, rappresentano l'emergere di timori concreti che già covavano da tempo. Investitori e speculatori vari sono rimasti scossi non soltanto dai fallimentari risultati ottenuti dall'economia greca, quanto dalla concomitante diminuzione della liquidità pompata a piene mani sia dalla Bce che dalla Federal Reserve nel sistema economico. Il tutto a fronte di tassi di interesse bassissimi praticati sia dalla Bce che dalla Fed. 

    Aiuti che in realtà sono stati un aiuto offerto esclusivamente alle Banche, le uniche che, attraverso l'acquisto di titoli pubblici, sono in grado di assicurare una tregua finanziaria sui mercati. 

    La crisi greca rappresenta in ogni caso un chiaro monito anche per l'Italia, oberata da un debito pubblico del 135% e da un disavanzo altalenante sopra e sotto il tetto del 3% sul Pil, imposto dal Patto di Stabilità. Un segnale d'allarme confermato anche dal commissario europeo all'Economia, il finlandese  Jyrki Katainen, che allo stesso modo del suo predecessore e connazionale Olli Rehn, ha assicurato che l'Unione europea sosterrà la Grecia ma che i governi dovranno continuare con le “riforme”. Ovviamente quelle “strutturali” come la riforma del mercato del lavoro all'insegna della flessibilità e del precariato. Dovranno farlo l'attuale governo e quelli futuri, visto che si riparla insistentemente di elezioni generali che dovrebbero logicamente registrare il successo delle formazioni anti-euro di sinistra e di destra. 

    L'Unione, ha spiegato Katainen, intende agire affinché la Grecia sia capace di raccogliere fondi sul mercato e perché vi abbia pieno accesso. I greci hanno fatto progressi “immensi”, ha concesso il tecnocrate, a cui avviso Atene avrebbe «voltato l'angolo». A smentire l'ottimismo di Bruxelles è il dato sul debito pubblico della Grecia (il 180% sul Pil) che lascia ben poche speranze sul suo futuro economico.  

    L'intervento dell'Unione sembra quindi, in buona sostanza, il classico avvertimento dato alla nuora (la Grecia) perché la suocera (l'Italia) intenda. Specie in una fase come questa nella quale Renzi incontra sempre maggiori difficoltà nel fare passare ed imporre la sua politica economica. Che in realtà è quella che gli hanno chiesto la Merkel e i vari organismi internazionali, alfieri del libero mercato e della più totale libertà di azione offerta alle Banche e alla finanza internazionale. In tal senso, uno come Padoan (ex dirigente dell'Ocse) rappresenta una garanzia per quei poteri. Resta il fatto che anche l'Italia, al pari della Grecia, rischia il commissariamento. Se questo non è ancora successo è soltanto per il disastroso effetto domino che si innescherebbe e che potrebbe provocare anche la stessa fine dell'euro.  

    Irene Sabeni

    giovedì
    set112014

    Grecia: la speculazione sulla salute della gente

    Vale la pena tornare ad aggiornare sulla situazione in Grecia, anche se appare che nella percezione pubblica del resto dell’Europa si sia archiviato l’argomento con la storicizzazione a veloci tappe forzate che contraddistingue il settore delle news.

    Ciò che accade tuttora in Grecia è invece, come da anni ormai, l’esperimento generale di ciò che probabilmente attende gli altri Paesi del Vecchio Continente. 

    Ieri medici e personale paramedico sono scesi in piazza per protestare contro un nuovo disegno di legge che prevede la creazione di una società per azioni - sì, una SpA - allo scopo di gestire i fondi degli ospedali. La sanità pubblica, insomma, nel gorgo della Borsa.

    La nuova legge, presentata al parlamento proprio dal Ministro della Sanità Makis Voridis, provocherà la sospensione delle attività di molti ospedali pubblici e altre strutture saranno trasformate in imprese private. Con le ovvie ripercussioni sui malati, sugli ospedali e sui medici.

    In un Paese in cui l’accesso alla sanità per buona parte della cittadinanza è precluso dallo smantellamento costante delle strutture pubbliche, e dunque si rinuncia di fatto a curarsi per l’impossibilità di pagarsi le spese da sé, questo ulteriore taglio nel settore significa precipitare la popolazione in una condizione di assoluta solitudine.

    L’obiettivo, in Grecia come altrove, è quello di ridurre le prestazioni pubbliche al minimo indispensabile (e chissà magari tagliarle del tutto nel prossimo futuro) per ottenere un duplice risultato. Da una parte contribuire a tagliare interi pezzi dello Stato Sociale e dunque risparmiare denaro onde poterlo trasferire nella tasche profonde degli esponenti i cui interessi sono curati dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea. Dall’altra parte imporre ai cittadini, per curarsi, di rivolgersi a strutture private - se possono permettersi di farlo - per ingrassare i proprietari di queste ultime. Oppure l’obiettivo, chissà, è quello di lasciarli morire il prima possibile, senza cure. Così lo Stato risparmierà anche sulla elargizione delle pensioni, che i cittadini non arriveranno proprio a poter percepire.

    (vlm)

    mercoledì
    dic042013

    L'oligarchia Euro chiede altri sacrifici di sangue

    L'Eurogruppo chiede che i greci "facciano altri sacrifici" per raggiungere gli obiettivi della Troika. Definirli sacrifici di sangue non e' un'iperbole.

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    giovedì
    nov282013

    LA CRISI DELLA GRECIA

    LA CRISI DELLA GRECIA

    I contenuti
    Reportage giornalistico compiuto nel corso di ventuno giorni trascorsi ad Atene e dintorni; un viaggio che nasce da un incontro quasi casuale fra due giornalisti/ scrittori, una fotografa, un ragazzo greco che vive in Italia e si offre di tornare per tradurre e organizzare incontri.

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    lunedì
    nov182013

    GRECIA: RESTERA' QUALCUNO AL CENTRO O VERSO UNA GUERRA CIVILE ?

    Free Image Hosting at www.ImageShack.us Di NIKOS KONSTANDARAS
    nytimes.com

    ATENE - La brutalità del delitto sarebbe stata scioccante ovunque. Il killer si è avvicinato ai tre giovani, tutti di ALBA DORATA, che camminavano su un marciapiede pieno di gente ed ha sparato dodici colpi in sette secondi, finendo due vittime con un colpo alla testa e lasciando il terzo ragazzo gravemente ferito, prima di fuggire su una moto guidata da un complice.
    E' difficile trovare molti altri paesi – specialmente tra quelli delle mature democrazie occidentali - in cui l'omicidio di due militanti di un partito politico relativamente piccolo potrebbe sollevare seri timori per l'instabilità politica e per la dissociazione nazionale.

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    martedì
    nov122013

    Crisi: Grecia, ultimi 2 incontri troika

    In cerca di un accordo prima dell'Eurogruppo di giovedì

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    lunedì
    nov112013

    Governo ellenico salvo, bocciata mozione sfiducia della sinistra

    Il governo di coalizione ellenico è salvo. La mozione di sfiducia presentata dalla sinistra radicale di Syriza è stata bocciata dal Parlamento di…

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    venerdì
    nov082013

    Grecia: in migliaia in piazza dopo l'irruzione della polizia nella sede della ERT

    L'irruzione della polizia negli studi di Atene della ERT (la televisione di Stato) scatena la protesta dei greci. Migliaia di persone sono scese in…

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    mercoledì
    nov062013

    Grecia in diretta da Atene: stasera alle ore 21

    Mercoledì 6 novembre ore 21 su www.perilbenecomune.net 

    ApertaMente dalla Grecia, con Nikos Kleitsikas, storico e scrittore, e Dimitris Karamitsas, avvocato

    I nuovi provvedimenti normativi, il ritorno della troika, il terrorismo usato come arma di massa. Il tutto...in diretta da Atene.

    Organizzato da Monia Benini

    Per rivolgere domande agli ospiti inviare un tweet con #apertamentepbc o inviare una email apertamente@perilbenecomune.net

    Proveremo a mandare in onda il tutto anche su Raz24.

    mercoledì
    nov062013

    Grecia: troika ad Atene e sindacati in piazza per sciopero generale

    Rappresentanti della troika accolti da lanci di monetine, la manovra finaziaria del governo contestata con uno sciopero generale. Mercoledì di…

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    domenica
    nov032013

    Intervista a Monia Benini: Grecia e crisi (31/10/2013)

    "Galera per gli euroscettici". Estratto dalla trasmissione La Controra del 31/10/2013

     

    giovedì
    ott312013

    Grecia, reati d’opinione, e maestrine avventate (altro che bufala)

    E dunque avremmo scritto, noi e pochi altri che hanno evidenziato la notizia, una bufala: il nuovo articolo inserito nel codice penale greco, secondo il quale “è punito (con la galera, N.d.R.) chi violi intenzionalmente le misure sanzionatorie e restrittive decise dalla Ue o dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU”, sarebbe un’opera di disinformazione. Così, almeno, secondo quanto riportato in un commento di Claudio Martini pubblicato anche dal sito Come Don Chisciotte (qui).

    Le cose non stanno così, e chi si prende la briga di prendere una penna rossa in mano dovrebbe prestare maggiore attenzione e cautela prima di cimentarsi in ciò che può esporlo a facili e ulteriori correzioni. Come in questo caso.

    Martini sostiene che non si tratta di un articolo che sancisce il “reato d’opinione”, ma di una semplice norma di politica estera. Il ragionamento, più semplicistico che semplice, è che non vi è alcun riferimento a una sanzione collegata alla eventuale opinione contraria alle politiche Ue, ma che si tratta quasi di una cosa dovuta, visto che, letteralmente, «Se l'UE o l'ONU designano come "terrorista" un'organizzazione o una persona fisica, oppure qualificano come responsabile di crimini internazionali uno Stato, e vi comminano delle sanzioni, allora la violazione delle misure amministrative comprese in queste sanzioni diviene una fattispecie penalmente perseguibile».

    Ma dai? Tutta qui, la notizia? Niente affatto.

    E allora ribadiamola, la portata della notizia in sé. Ci sono due modi per farlo. Il primo è a livello di cronaca. Basta in tal caso una agenzia di stampa, o una riscrittura di un lancio come le tante che appaiono sui vari siti mainstream (e ammesso che appaiano, visto che della cosa non ha parlato praticamente nessuno). Il secondo è cercare di interpretarla, come abbiamo fatto noi e pochi altri. Ovvero capirne la portata, il significato e, soprattutto, la prospettiva.

    È ovviamente una interpretazione estensiva quella che amplia il reato previsto oggi, rivolto a chi viola una norma dedicata ufficialmente al rispetto delle sanzioni e delle misure restrittive dell’Ue, anche all’aspetto della semplice “opinione”. Tanto che, nel nostro testo di commento alla notizia, abbiamo riportato fedelmente la norma stessa. Ma si tratta di una interpretazione che sottolineiamo con forza anche adesso.

    Inserire in un codice penale interno una norma che fa espressamente riferimento a elementi di natura estera, ed europea in particolare – e farlo soprattutto in un momento come questo, dove la Grecia è in ginocchio per le misure restrittive che proprio dall’Unione Europea provengono e dove la protesta sociale, per mera necessità e non per mere opinioni di qualche inguaribile sovversivo, è quasi costretta a violare quelle norme – è cosa che va ben oltre il semplice codice penale. E va ben oltre, in realtà, anche all’eventuale reato di opinione. È cosa che rasenta la possibilità di sopravvivenza. A questo punto, in Grecia, non ci sono reali alternative: o i cittadini violano intenzionalmente le sanzioni e le misure restrittive provenienti dalla normativa Ue, oppure, semplicemente, non sopravviveranno. 

    A nostro avviso, dunque, non solo si deve interpretare la notizia relativa alla nuova norma del codice penale appena approvata in Grecia in maniera estensiva, cogliendovi quantomeno la prefigurazione del reato di “antieuropeismo” (ed è di questo che abbiamo scritto), ma si deve invece estenderla anche in senso ulteriore: soprattutto ora, in prossimità delle imminenti elezioni europee.

    In estrema sintesi, si è «sciatti e manipolatori» (per riprendere le incaute parole di Martini) proprio se, in occasioni del genere, ci si appiattisce completamente su un giornalismo da agenzia, limitandosi a riportare la mera notizia. Tutto il contrario di quello che abbiamo fatto noi, ragionando sul momento sociale – e addirittura storico – in cui questa norma liberticida è stata approvata. Quella in corso è una guerra: ogni spostamento di truppe ci riguarda e deve essere interpretato osservando attentamente la prospettiva, ovvero la strategia, in cui essa si inserisce.

    mercoledì
    ott302013

    Crisi: Mosca ad Atene, 'vi aiuteremo'

    Russia-Grecia, ministro Esteri Lavrov incontra premier Samaras

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    venerdì
    ott252013

    Grecia, verso difficili negoziati troika

    I rappresentanti dei creditori torneranno ad Atene il 4 novembre

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    martedì
    ott222013

    LA MONETA GRECA CHE BATTE L'EURO

    DI GRAZIANO GRAZIANI
    ilreportage.eu

    Si chiama Tem ed è scambiata a un euro. Tra i mercati «alternativi» e la fabbrica recuperata Vio.Me, il Paese riscopre l'autogestione contro la crisi.

    La Vio.Me si trova in una vasta area industriale a sud di Salonicco, a cui si accede dal raccordo autostradale. Gli stabilimenti più visibili sono quelli delle grandi catene commerciali, come Ikea e Leroy Marlin, ma dietro le loro insegne scintillanti si estende un vasto numero di capannoni industriali. Christos, uno dei lavoratori Vio.Me, ci raggiunge lungo la strada per scortarci. «Non è semplice trovare la fabbrica», spiega in inglese. Lui è uno dei pochi operai del collettivo di fabbrica che conosce una lingua straniera, quasi tutti gli altri parlano solo greco. Anche se lo stabilimento è un po' nascosto, il nome Vio.Me nelle ultime settimane ha assunto una grande visibilità e ha varcato i confini nazionali.

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    lunedì
    ott212013

    Grecia: sale tensione tra Atene e troika

    Per inflessibilità dimostrata dai creditori internazionali

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    martedì
    ott152013

    Grecia: è scontro fra governo e troika

    Su necessità di adottare nuove misure di austerità per 2014

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    martedì
    ott152013

    Grecia: le cooperative iniziano a germogliare

    lunedì
    ott072013

    Grecia: dissidi con troika su attuazione

    Rappresentanti creditori minacciano di non tornare ad Atene

    Leggi tutto

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