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a cura di Valerio Lo Monaco

(in arrivo)

Entries in egemonia Usa (390)

lunedì
nov232015

Che disastro, la guerra USA al terrorismo

Dopo il famoso 11 settembre, Bush dichiarò guerra all’estremismo islamico. La previde di lunga durata e la chiamò Enduring Freedom. Sono passati 14 anni, sufficienti a tracciare un bilancio di quella annunciata lunga guerra.

Se la ragione vera era proprio la lotta all’estremismo islamico, possiamo tranquillamente affermare che si è trattato di una sconfitta clamorosa.

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lunedì
nov162015

Occidente contro Russia: analogie (apparenti) col passato

Mentre il turbamento per il massacro di Parigi suggerisce appelli all’unità contro il terrorismo, la Russia è sottoposta a un attacco concentrico e multiforme, apparentemente analogo a quello che subì l’URSS negli anni Ottanta e che ebbe pieno successo portando alla sua dissoluzione.

Allora una manovra congiunta fra USA e Arabia Saudita fece precipitare il prezzo di gas e petrolio, togliendo all’URSS la sua più importante risorsa finanziaria.

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martedì
ott202015

Afghanistan: gli Usa rimangono perché non hanno "ancora" vinto. Ovvero perché hanno perso

Ci sono spie linguistiche estremamente significative per chi sappia leggerle. Una di queste è il “non ancora” utilizzato da Obama nell’annuncio della sua decisione di mantenere un contingente armato in Afghanistan, contraddicendo il suo impegno precedente di un ritiro totale entro il 2016.

Le truppe resteranno perché le forze armate afghane “non sono ancora pronte” ad affrontare da sole la guerriglia. Quel “non ancora” denuncia ipocrisia, imbarazzo, impotenza. È il balbettìo di chi non sa più cosa dire.

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mercoledì
ott142015

Tpp: le mani Usa sul Pacifico e sul mondo

da Economyincrisis.orgIn conseguenza dell'accordo di libero scambio del Pacifico (Tpp), firmato la scorsa settimana dai dodici ministri del Commercio dei Paesi interessati, dopo dieci anni di discussioni, è stato compiuto un ulteriore passo vero il libero mercato mondiale. Al Tpp dovrebbe seguire infatti in tempi brevi l'analogo accordo (Ttip) per l'area dell'Atlantico, attualmente in trattativa tra Nord America ed Unione europea. 

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lunedì
set282015

Quanti auspici, papa Francesco. E quante bugie

Bel discorso al Congresso USA, mercoledì scorso, e bel discorso all’Assemblea generale dell’ONU, il giorno successivo. Nel suo viaggio oltreoceano papa Francesco ha confermato di essere molto abile, nel presentare sé stesso e la Chiesa in una luce positiva e desiderabile, e puntualmente ha fatto il pieno di reazioni favorevoli, o persino entusiastiche: applausi ripetuti dei presenti, qualcuno dei super professionisti della politica che addirittura si commuove fino alle lacrime (vedi il repubblicano John Boehner, presidente della Camera), e gli amplificatori del mainstream che rilanciano nel modo più acritico le dichiarazioni altisonanti e i mirabili auspici.

Tutto perfetto, nella rappresentazione mediatica.

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martedì
lug212015

Obama cerca di entrare nella storia con accordi di peso

Ogni Presidente degli Stati Uniti aspira a entrare nella storia. In questa ottica si spiegano le recenti aperture di Obama in politica internazionale.  Non si deve neppure trascurare lo stimolo a dare significato a quello strano premio Nobel per la pace ricevuto preventivamente, sulla fiducia.

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martedì
lug072015

The USA Mission: demonizzare la Russia 

L'Unione Europea, sfruttando l'occasione offerta dalle vicende ucraine, si è accodata senza discutere alle strategie americane nei riguardi della Russia e di Putin che vengono presentati dai media occidentalisti come il più serio pericolo per la pace e la stabilità in Europa.

Una bella faccia di bronzo che se nel caso della Casa Bianca è fisiologica e affonda le sue radici nel retaggio ideologico della guerra Fredda e nella contrapposizione con l'Unione Sovietica, nel caso dei Paesi dell'Unione, che hanno deciso di imporre le sanzioni a Mosca, è semplicemente folle oltre che autolesionistico.

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giovedì
lug022015

Grecia: i liberisti ci fanno la morale

Un’altra guerra “giusta”. Guerra in senso lato, ovviamente. Guerra senza l’impiego di un apparato propriamente bellico, ma con le armi dell’economia, della politica, della manipolazione mediatica.

Una guerra che è innanzitutto rivolta contro la Grecia, o per meglio dire contro la sua popolazione, ma che allo stesso tempo viene sfruttata per orientare l’opinione pubblica occidentale, allo scopo di rinsaldarne la convinzione che il modello dominante vada accettato non solo in forza della sua attuale supremazia, ma perché le sue motivazioni, le sue pratiche, i suoi diktat, sono appunto “giusti”.

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mercoledì
lug012015

Usa: più che "crisi di potenza" una nevrosi collettiva

Fra gli alternativi ricorre la convinzione che gli USA siano avviati verso il tramonto o addirittura verso una rapida dissoluzione. Bisogna sempre ragionare sui dati di fatto e non confondere la realtà coi desideri. I dati di fatto ci dicono che tutti i fattori di potenza sono ancora dalla parte degli americani.

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venerdì
giu262015

Nsa, Usa & Co.: Amici e spioni

Gli Stati Uniti che spiano la Francia. Sono cose che tra alleati non si fanno. Meglio sarebbe dire tra l'imperatore e i suoi vassalli ma il fatto, o meglio la sua rivelazione all'opinione pubblica, non è andato giù a Francois Hollande che se ne è lamentato con Barack Obama. 

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giovedì
giu182015

Usa-Russia: le tappe della nuova Guerra Fredda

Sull'orlo dell'abisso?

Il New York Times ha rivelato l’intenzione dell’Amministrazione americana di potenziare le difese delle Repubbliche baltiche, fieramente antirusse, con l’invio di 5.000 soldati. Inoltre gli USA avrebbero deciso di installare in Europa nuovi missili con testate nucleari rivolti contro la Russia.

Le aree di maggiore tensione sono tre: il mar Nero, i Balcani e il Baltico.

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martedì
giu092015

Le multinazionali vogliono il TTIP, il mercato unico atlantico

Barack Obama, da bravo fiduciario di Wall Street, ha salvato le banche statunitensi finite nell'anticamera del fallimento a causa delle proprie speculazioni andate a male. È fisiologico che ora voglia offrire una sponda alle imprese nazionali creando un unico grande mercato transatlantico fra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Un mercato sul quale, senza il peso di dazi doganali, e senza l'ostacolo di regolamenti tecnici e di norme sanitarie differenti, circoleranno tranquillamente materie prime, merci, prodotti finiti e capitali.

Ovviamente tra i settori che dovrebbero essere liberalizzati c'è quello dei prodotti agricoli ed alimentari, sul quale da tempo sono apparse come attrici diverse aziende chimiche americane e tedesche. Una svolta che, se venisse attuata, comporterebbe effetti devastanti per l'Italia che, nel settore agricolo e nei suoi derivati, vanta la più vasta e differenziata offerta di prodotti, noti per la propria qualità e per questo imitati ovunque. Il famigerato Parmesan ha fatto scuola.

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mercoledì
apr222015

Lacrime di coccodrillo, sui migranti che crepano

È un caso da manuale di inganno collettivo, il modo in cui si discute della questione dei cosiddetti migranti. In massima parte, infatti, il dibattito viene incardinato su una contrapposizione di natura apparentemente morale: una sorta di conflitto, grottesco, tra i buoni e i cattivi. Dove i buoni sarebbero quelli che si commuovono e solidarizzano con gli sventurati in arrivo sulle nostre coste, mentre i cattivi sarebbero invece quelli che non si commuovono affatto e chiedono a gran voce di fermare il fenomeno con ogni mezzo, sia preventivo che repressivo.

Semplificando, e ricorrendo al cast politico della legislatura in corso, è il dissidio tra i tipini sensibili alla Boldrini e i tipacci sbrigativi alla Salvini.

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martedì
apr142015

Hillary for President: la conoscete o no?

Poveri elettori Democrats, se dotati di un minimo di autentica idealità: alle Presidenziali del prossimo anno il candidato del loro partito sarà quasi sicuramente Hillary Clinton. Una su cui è semplicemente impossibile nutrire delle aspettative, quanto ad autonomia dall’establishment: e se è vero che tali aspettative sono di per sé infondate, come ha ribadito, in ultimo, anche la presidenza del “sognatore” Obama, in questo caso non c’è nemmeno spazio per le illusioni.

Con i suoi ormai 67 anni, e con la sua lunghissima parabola ascendente nel mondo politico statunitense, Hillary Rodham Clinton è l’antitesi stessa di qualsiasi slancio disinteressato.

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mercoledì
mar042015

I mostri evocati da noi stessi

Si ha un bel tentare di comprendere, ricordando che tutti i conquistatori hanno razziato e distrutto. Si ha un bell’argomentare che i cristiani hanno sistematicamente demolito i templi pagani per erigere chiese al loro posto o per usare i materiali dei monumenti distrutti per edificare i propri.

Non c’è giustificazione che tenga, non c’è attenuazione che possa far passare sotto silenzio l’orrenda scena dei bestioni barbuti che con le mazze mandano in frantumi le statue delle antiche civiltà nel museo di Mosul, riducendole in polvere che nessun restauratore potrà recuperare. Da certi punti di vista è barbarie più orrenda di quanto non siano la strage nella redazione di Charlie Hebdo e la decapitazione di prigionieri e ostaggi. Si dice che quelle distrutte potrebbero essere soltanto copie in gesso, ma l’intenzione era di devastare, nella convinzione che fossero le opere originali. 

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venerdì
gen302015

La guerra di Eastwood

Com’è, la guerra, vista dalla parte dei cosiddetti “giusti”? Più bella e più pulita, forse? Questi potrebbero essere i primi interrogativi da porsi guardando il recente film di Clint Eastwood, “American sniper”. 

La trama – basata su una storia vera e trascritta poi dallo stesso protagonista – ruota intorno alle gesta belliche di Chris Kyle, che, allevato dal proprio padre alla mira e alla fermezza d’animo, da girovago e spensierato cow boy diverrà il cecchino più celebre d’America per le sue prestazioni in Iraq dal 2003 al 2009.

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lunedì
gen262015

Ci giochino i fessi, al Toto Quirinale 

Chi prenderà il posto di Napolitano? È una delle domande più inutili, e fuorvianti, che ci si possano porre. L’ingannevole sottinteso, infatti, è che nelle fintissime democrazie odierne le persone che occupano i vertici istituzionali siano davvero importanti, con un’autentica facoltà di derogare ai diktat del sistema (internazionale!) e di assumere decisione autonome. Conseguentemente, qui in Italia, l’esca che viene gettata alla pubblica opinione è che l’ormai incombente avvicendamento alla presidenza della Repubblica possa avere conseguenze davvero significative, facendo pendere la bilancia della politica interna da una parte o dall’altra e indirizzandone le decisioni e gli eventi sull’arco dei prossimi sette anni.

Una totale sciocchezza, per chi abbocca all’amo. E una mistificazione cruciale da parte di chi quell’amo lo lancia.

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martedì
gen132015

Isis e affini: chi si stupisce che le conseguenze arrivino anche da noi?

Nelle pieghe degli insulsi dibattiti, soprattutto televisivi, attorno alla vicenda Charlie Hebdo, esce qualcosa di un leggero, leggerissimo interesse. Fatta la tara a tutte le dinamiche elettorali interne che stanno portando avanti alcuni infausti esponenti della nostra politica interna, e non sottolineando, questa volta almeno, l’assoluta mancanza del benché minimo dubbio su una operazione, quella dei presunti colpevoli, la cui versione ufficiale consta di tinte più comiche che ridicole, oltre che tragiche, naturalmente (solo Giulietto Chiesa, su La7 durante una trasmissione de La Gabbia, ci pare abbia sollevato qualche ragionevolissimo dubbio), c’è almeno un particolare che viene sollevato appena e poi subito riposto senza il minimo approfondimento che pure meriterebbe.

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lunedì
gen122015

Avanti, march! Il mega selfie di Parigi

Nel pomeriggio di ieri si è svolta la maxi manifestazione che ha riempito le vie di Parigi e alla quale ha partecipato oltre un milione di persone, che secondo alcune stime sarebbero state addirittura il triplo. Tra loro anche Benjamin Netanyahu, quel campione della libertà che di Palestinesi sulla coscienza ne ha ben oltre la manciata di uomini morti in Francia nel massacro dell'8 gennaio e che si affianca oggi ai Capi di Stato occidentali, anche loro non proprio innocenti verginelle. Tanto per mettere in chiaro "da che parte sta", il primo ministro israeliano.

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venerdì
gen092015

L’integralismo oscuro dell’Occidente

Sbatti il mostro in prima pagina… e incassa il più possibile. Vero o falso che sia, quel mostro, la strumentalizzazione è immediata, metodica, dilagante. Alimentata col massimo spiegamento di mezzi e finalizzata a raccogliere il massimo consenso, mescolando i concetti alle emozioni: il singolo avvenimento diventa lo spunto, o il pretesto, per una identificazione collettiva su vastissima scala, che ambisce a essere onnicomprensiva e permanente. NOI siamo stati aggrediti. NOI siamo i buoni. NOI abbiamo tutte le ragioni, ed è appunto per questo che i cattivi – quelli del momento e ogni altro che li ha preceduti o che li seguirà – non ne hanno nessuna.

Lo schema è lo stesso dell’Undici settembre, che del resto viene rievocato a destra e a manca dopo la strage di mercoledì scorso a Parigi.

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