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Opinioni dei Lettori
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La Voce del Ribelle On-Line (ed Free)

Entries in governo Monti (101)

giovedì
mag312012

Spread, la morte lenta

Siamo di nuovo verso quota 500. Sarà mica che la “cura” Monti non funziona?

Altro che i classici 100 giorni dei neo presidenti USA, dopo i quali si tira un primo bilancio della nuova amministrazione.

Qui siamo ormai a sei mesi di governo “tecnico”, e il bilancio è fallimentare. Le uniche cose certe sono le riforme strutturali a danno dei lavoratori dipendenti e l’inasprimento fiscale che colpisce in modo quasi indiscriminato, a cominciare dall’Imu. Il quadro finanziario, viceversa, continua a essere disastroso. E semmai si va aggravando.

Unica contromisura, si fa per dire, l’annuncio di una drastica “spending review”.

Unico vantaggio, per chi ci crede, è che poteva andare ancora peggio: non la vedete, la Grecia?

mercoledì
mag302012

Governabilità: il grande trucco dell’establishment

Che a Berlusconi piaccia il presidenzialismo, e in particolare quello alla francese, non è certo una novità. In passato, quando era ancora in auge e pareva quasi impossibile da ridimensionare, aveva auspicato l’introduzione di questo sistema anche in Italia.

Le ragioni apparivano ovvie: aumentare il proprio potere personale, essendo sottinteso che a essere eletto sarebbe stato proprio lui. Il che lo avrebbe portato a diventare il padrone pressoché assoluto del governo nazionale, dal momento che con questo assetto il presidente della repubblica è davvero il Capo dello Stato. Non soltanto una figura di garanzia, come prevede la nostra Costituzione, ma il titolare delle più elevate potestà decisionali. 

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)


lunedì
mag282012

Alla fiera della Spending Review

Si comincia con un bello spot: 100 miliardi subito, altri 300 in futuro

Strano annuncio, quello del ministro per i Rapporti con il Parlamento. Che sembra spianare la strada a una riedizione dei famigerati “tagli orizzontali” di Tremonti.

Da un lato Piero Giarda quantifica l’ammontare degli sprechi nella spesa pubblica, fissando una prima tranche di 100 miliardi che è «potenzialmente aggredibile nel breve periodo» e una seconda da ben 300 che invece richiederà tempi più lunghi.

Dall’altro, però, non punta il dito su nessun ambito in particolare. Il fenomeno sarebbe onnipresente, «dallo Stato al più piccolo dei comuni»,  e a sentir lui va spiegato così: «l'intero paese non si è ancora adattato alle nuove condizioni economiche. Non ci sono posti o sezioni in cui ci siano sprechi maggiori»,

Un’affermazione da quattro soldi, Ma da 400 miliardi.

 

mercoledì
mag232012

Lo Stato, bontà sua, inizierà a pagare i fornitori

Sarà anche vero che tutto è relativo, per cui qualsiasi passo avanti è preferibile al totale immobilismo, ma nel caso dei mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese la gravità del fenomeno resta eccezionale. Al punto da configurare una questione che non è solo politica, o giuridica, ma addirittura etica, essendo ovvio che uno Stato non possa, per definizione, comportarsi come un debitore truffaldino che omette sistematicamente di onorare i suoi impegni.

Stando così le cose, quindi, bisognerebbe avere almeno il buon gusto di non presentare i blandi miglioramenti annunciati ieri da Mario Monti come una conquista con la C maiuscola, da ascrivere a gran merito del governo in carica. Bisognerebbe, appunto. Viceversa, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, manifesta il compiacimento di chi ha appena compiuto un miracolo: «La soddisfazione è alta. Oggi si dà una risposta molto concreta e molto forte e anche inaspettata a un problema grave». E pazienza se le modalità prospettate per uscire dall’impasse sono all’insegna del solito eccesso di burocrazia, con un palese squilibrio a danno dei creditori. Ovverosia dei cittadini.

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

martedì
mag222012

La Cancellieri insiste: a Brindisi «atto terroristico»

Un teorema in piena regola. Anzi un assioma, visto che nella peggiore tradizione nazionale in materia di violenza politica (vera o presunta), lo si dà per acquisito senza porsi affatto l’obbligo di aggiungere quanto servirebbe a dimostrarne la fondatezza.

A sciorinare la tiritera, o come altro si preferisca chiamarla, è stato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso di un’informativa alla Camera: «Indipendentemente dall'accertamento dell'effettiva matrice, che mi auguro possa avvenire già nelle prossime ore, non vi è dubbio che l'attentato di Brindisi, per il gravissimo e diffuso allarme che ne è seguito, possa prestarsi a una lettura in chiave terroristica».

Già l’espressione «possa prestarsi» è da prendere con le molle, ma il seguito va addirittura oltre: «se ancora non conosciamo il movente e la mano, sicuramente l'effetto scaturito dall'evento è stato terroristico, nel senso pieno e letterale del termine».

Falso. Il «senso pieno e letterale del termine», ad esempio secondo il dizionario Hoepli on line, è il seguente: «Metodo di lotta violenta, adottato da una fazione politica, da gruppi o movimenti di guerriglia, per abbattere un regime, un governo con atti di violenza destinati, oltre che a colpire gli avversari, a creare tensione e insicurezza tra la popolazione».

Ergo, e quantomeno a un ministro dell’Interno non dovrebbe sfuggire, perché sia lecito parlare di terrorismo non basta che un attentato produca una forte impressione sulla cittadinanza («l’effetto scaturito dall’evento») ma ci vuole un disegno politico preciso. Del quale però, a quanto risulta dalle dichiarazioni degli inquirenti, non c’è traccia.

(fz)

venerdì
mag112012

UE: per l’Italia una manovra aggiuntiva

Monti l’aveva negata espressamente, la necessità di un’ulteriore manovra che si aggiungesse a quelle già pesantissime che si sono adottate in precedenza. Adesso, però, è la Ue a parlarne. E non solo come di un’ipotesi da prendere in considerazione, ma come di un dato di fatto. Che discende dalle necessità contabili dello Stato e che perciò, in questa prospettiva “tecnica”, diventa inevitabile.

Come si legge nel capitolo delle previsioni economiche Ue di primavera dedicato al nostro Paese, e diffuso oggi dalla Commissione europea, l’Italia potrà raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio in termini strutturali «grazie a una manovra aggiuntiva pari a oltre mezzo punto del Pil».

In realtà il commissario europeo agli Affari interni, Olli Rhen, ha poi precisato che «Non c'è bisogno di nuove misure», ma la sostanza non cambia: al di là dell’adozione o meno di un nuovo provvedimento normativo, la Ue sollecita l’ennesima stretta ai conti pubblici. E non c’è dubbio che Monti si darà da fare per assecondarla.

(red)

giovedì
mag102012

Passera: «A rischio la coesione sociale»

«Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. È a rischio la tenuta economica e sociale del Paese». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera parlando all'assemblea di Rete Imprese Italia. (ANSA)

 

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mercoledì
mag092012

Monti e il 'vizio' del debito che cresce a ritmi record

Sembra che il premier chiamato a risolvere il problema del debito stia fallendo miseramente nel suo intento: una ricerca condotta da Adusbef e Federconsumatori mostra infatti che il debito pubblico italiano sta crescendo a ritmi record. Ma questa, per Mario Monti non è una novità. Basta andare un po' indietro negli anni per scoprire il vizio del debito, il premier l'ha sempre avuto.

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mercoledì
mag092012

I “veri” responsabili della crisi, secondo Monti

Mario Monti non era mai stato così chiaro come lo è stato ieri, nello scaricare la colpa del tracollo italiano sui governi precedenti e, più in generale, sulla partitocrazia che ha dominato il Paese. Non che abbia speso molte parole, per farlo. Gli è bastato buttare lì un paio di frasi stringate, e tuttavia pesantissime. Nonché inequivocabili, per chi abbia almeno una briciola di lucidità e di buonafede.

«Le conseguenze umane [della crisi] dovrebbero far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire. Lo stato negativo e per certi versi drammatico dell'economia italiana è figlio di una insufficiente attenzione prestata in passato alle scelte di lungo periodo per le riforme strutturali».

È la mistificazione per eccellenza, a proposito di quanto sta avvenendo dal 2008 in poi.

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

martedì
mag082012

Povero Monti, «infastidito» dal voto

Non lo sopportano proprio, che il popolo voti di testa sua. Da Monti in giù, passando innanzitutto per il Pdl che esce dalle Amministrative con le ossa rotte e approdando via via ai media principali e ai loro commentatori di punta (Loro Maestà gli Editorialisti…), le reazioni seguite al voto sia in Italia che in Grecia hanno come filo conduttore proprio questo: l’insofferenza per l’esito delle elezioni, ogni qual volta non si risolvano nell’avallo di ciò che è stato già deciso dalle oligarchie che tirano i fili dell’economia e della politica. 

Sulle colonne di Repubblica, ad esempio, Francesco Bei annota tranquillamente che «il premier [Monti] osserva queste scosse con preoccupazione e fastidio». 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

martedì
mag082012

"Un voto contro Monti"

 "Per l'ex pm le elezioni, con l'Idv che 'raddoppia e in alcuni casi triplica rispetto alle ultime amministrative', 'confermano che il governo non ha la maggioranza reale dei consensi nel Paese"

(Qui la notizia)

lunedì
mag072012

Sta arrivando la rivoluzione


Sta arrivando la rivoluzione Gianluigi Paragone Claudio Messora Byoblu Byoblu.com


di Gianluigi Paragone

 Un italiano su tre spera in una rivoluzione. Il sondaggio che qualche giorno fa mi è capitato tra le mani era stato commissionato dalle Acli, dalle associazioni cattoliche dei lavoratori, un’associazione moderata. Per questo l’ho conservato.

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giovedì
mag032012

Monti: che bello, lo «schiacciasassi» liberale

La colpa? È sempre degli altri. In perfetto stile liberale, e (neo)liberista, Mario Monti ha solo certezze: il sistema economico sarebbe perfetto, se non ci fossero quei rompicoglioni degli esseri umani a ostacolarlo in vario modo. Vuoi con le loro pretese, così palesemente assurde, di equità sociale, vuoi con quella curiosa tendenza a organizzarsi per conto proprio, contrapponendo delle camarille improvvisate alle oligarchie “naturali” delle multinazionali e della speculazione finanziaria.

Il presidente del Consiglio se ne duole alquanto, e durante il pubblico incontro che si è svolto ieri con il celebre economista statunitense Joseph Stiglitz, che è di gran lunga meno integralista di lui, lo afferma pari pari: «La nostra scarsa crescita deriva da peculiarità culturali dell'Italia. Il Paese rimane grandemente corporativo. C'è un rigetto di riforme che si sono lungamente invocate e che, dal momento in cui sono coglibili, vengono rigettate perché, forse, si pensa che sia meglio avere gli alibi per non fare che avere le opportunità di fare». 

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

giovedì
mag032012

Imu: una patrimoniale iniqua

Anche i Comuni se ne rendono conto

Sarà la tassa che darà il colpo di grazia ai consumi degli italiani. E addio crescita, unicasoluzione sperata inutilmente dai professori per uscire da una crisi… di crescita.

E del resto, come la si dovrebbe pagare vista la recessione in corso e la disoccupazione in aumento? 

Intanto Monti nomina i "supertecnici" per evitare di perdere ulteriori consensi  

mercoledì
mag022012

Ma che meraviglia, le “new entries” del Governo

Enrico Bondi, il primo amministratore delegato della Parmalat dopo il crack, sarà il Commissario Straordinario per la Spesa Pubblica che vigilerà sugli ulteriori tagli che l'Italia dovrà affrontare - e su questo non c'è dubbio - nei prossimi mesi. La scusa è tutta in un concetto: l'ulteriore aumento dell'Iva, di altri due punti, già previsto dalla manovra (cosiddetta) Salva Italia di dicembre scorso. E "inevitabile".
 

Se gli italiani avessero una memoria, ricorderebbero che in questo Paese tutte le misure a carico dei cittadini vengono sempre presentate come "emergenziali" e "provvisorie", a parole, mentre nei fatti diventano normale amministrazione.

 

di Sara Santolini

(nel Quotidiano)


lunedì
apr302012

È L’ORA DEL CACEROLAZO

DI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

Come esprimere la protesta di massa contro questo governo che non abbiamo voluto, contro il Colle che ce l’ha dato, contro la tassazione che uccide?

Un metodo molto usato in America Latina, e con qualche successo, è il CACEROLAZO (pronuncia “caserolasso”) Si scende in piazza con casseruole e padelle, e le si sbatte con i mestoli. Vuol dire “il popolo ha fame” perchè le pentole sono vuote, somiglia molto alla protesta dei carcerati (quando sbattono la gavetta contro le sbarre); dice ai politici: “Andate tutti a casa!”, dunque esprime molto bene la situazione degli italiani depredati dai parassiti pubblici e prigionieri delle caste.

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lunedì
apr302012

Segreto un piffero

Il "piano Monti-Merkel", se mai esiste, deve - e sottolineiamo deve - essere pubblico, visto che ci riguarda.

Altrimenti ci troveremo l'ennesimo cambiamento epocale (un altro stravolgimento della Costituzione?) senza saperne nulla

lunedì
apr232012

VERAMENTE IL GOVERNO MONTI STA FALLENDO I SUOI OBIETTIVI ?


DI PIOTR
megachip.info

Paul Krugman pochi giorni fa su ‘La Repubblica’ ha scritto che l'Europa deve disfarsi dell’euroe tornare alle monete nazionali per puntare ad un tentativo di ripresa neo-keynesiana.

Anche questo autorevole economista, così come molti suoi colleghi italiani antiliberisti, pensa in qualche misura che sia possibile un ritorno al ‘ventennio d’oro’ del dopoguerra.

Ho esposto in varie riprese perché ritengo quest’idea un’illusione, dato il particolarissimo concorso di fattori politici, geopolitici e di disponibilità di risorse che portò a quel poderoso sviluppo materiale e alle forme politiche e sociali che assunse.

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lunedì
apr232012

Chapeau, Report: «Un’altra economia è possibile»

Stupefacente – che in questo caso fa rima con eccellente – e come potrete verificare continuando a leggere non stiamo affatto esagerando.

La puntata di ieri di Report ha dedicato il servizio di apertura ai vizi del modello economico oggi in auge e alle possibili alternative. Il succo è che «il modello di società in cui viviamo non è l’unico possibile, non esiste in natura ed è solo il frutto delle nostre decisioni». O piuttosto, come si è detto apertamente, di quelle della famigerata Commissione Trilaterale e di alcuni dei suoi esponenti di punta, da Bill Clinton a Mario Monti.

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

venerdì
apr202012

Stiamo peggio di prima. Monti che dice?

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