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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
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    Entries in israele-palestina (114)

    giovedì
    nov282013

    SEI ACQUISTI CHE RINFORZANO LA BRUTALITÀ ISRAELIANA

    DI ALEX KANE
    informationclearinghouse.info

    L'acquisto di prodotti come macchinari Sodastream potenzia il dominio di Israele sui palestinesi.

    Quando arriva lora del pagamento annuale delle tasse, ogni cittadino americano dà a Israele 21,59 dollari di aiuti militari, secondo la U.S. Campaign to End the Occupation (Campagna degli USA per la fine dell'occupazione) . Ma non è l'unico modo in cui i cittadini americani contribuiscono al sistema militare israeliano, che da 46 anni occupa la terra palestinese, e al progetto di insediamento in Cisgiordania che accompagna l'occupazione.

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    lunedì
    nov182013

    Mo: Hollande, arresto definitivo colonie

    Presidente francese, sono pericolo più grande per colloqui

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    lunedì
    nov042013

    Israele: via libera ad altre 1.800 case

    Saranno costruite in Cisgiordani e a Gerusalemme Est

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    venerdì
    ott252013

    LA PALESTINA STA SCOMPARENDO

    DI JONATHAN COOK
    Common Dreams

    Due recenti immagini ritraggono il messaggio che sta dietro alle secche statistiche contenute nella relazione della scorsa settimana della Banca mondiale sullo stato dell'economia palestinese.

    Il primo é un poster del gruppo della campagna Visualizing Palestine, che mostra un'immagine modificata di Central Park, stranamente vuota. Tra i grattacieli di New York, il parco é stato privato dei suoi alberi dalle ruspe. Una didascalia rivela che da quando é iniziata l'occupazione nel 1967, Israele ha sradicato 800.000 alberi di ulivo appartenenti ai palestinesi, abbastanza da riempire 33 diversi Central Park.

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    mercoledì
    ott232013

    LA PROSSIMA GUERRA

    DI ROY TOV
    The Truth Seeker

    Raramente i generali sono pagati in base a quanto sono stati creativi (1); una migliore correlazione col loro stipendio sarebbe data da quanti dei loro soldati hanno fatto morire. Perciò, i loro discorsi pubblici tendono ad essere noiosi. [Si tratta di] interminabili disamine di minacce, le quali sono più aride dei feti disidratati di lama boliviani venduti al "Mercato delle Streghe" di La Paz.

    L'11 ottobre 2013, il capo di stato maggiore dell' IDF (Forze Armate israeliane, ndt) ha destato stupore con quello che è stato classificato come "il più importante discorso pubblico del suo mandato".

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    venerdì
    ott182013

    Israele: a proposito di memoria e di “giustizia”

    venerdì
    ott182013

    Peace Now denuncia la crescita illegale delle colonie israeliane

    La politica israeliana sulle colonie nei Territori palestinesi, rischia di pregiudicare i negoziati di pace. Secondo dati forniti dall'associazione…

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    giovedì
    ott172013

    Israele: +70% avvio nuove case in colonie

    'Peace now', in primi 6 mesi 2013 rispetto semestre 2012

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    giovedì
    ott032013

    Incubo a Hebron: sempre più vessazioni

    Scontri e arresti ogni giorno. Issa Amro (difensore diritti umani): "Praticare il boicottaggio dello Stato Ebraico". Le denunce dell’attivista italiana Sarha

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    venerdì
    lug192013

    Netanyahu contro Ue, altre 1000 case in colonie

    Il premier d'Israele reagisce con rabbia alle nuove linee guida europee che escludono cooperazione con gli insediamenti israeliani costruiti illegalmente nei Territori

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    giovedì
    giu272013

    Medio Oriente: nuovo giro di giostra per Kerry

    Il segretario di Stato USA, John Kerry, è arrivato mercoledì in Giordania: è la quinta volta da marzo che visita la regione, anche se questa volta la missione diplomatica rassomiglia parecchio ad un passaggio in rivista delle truppe prima dell’attacco, dopo l’ennesimo boicottaggio statunitense alle iniziative di pace.

    Terminato il rapido passaggio nello stato che ha ospitato esercitazioni militari congiunte, e che hanno lasciato in eredità un ampio dispiegamento di F16 e Patriot, Kerry è oggi in Israele, il quale ha festeggiato il suo arrivo autorizzando la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est: ben 69 unità abitative, nonostante le blande critiche USA e alla faccia delle condanne ONU e UE.

    Una chiara provocazione, che Netanyahu si sente di poter portare avanti grazie alla sua posizione strategica nevralgica nella gestione crisi siriana, specie se questa deborderà in conflitto regionale e oltre. Tutto questo, poi, a margine dell’incontro separato con i leader israeliani e palestinesi per la riapertura dei negoziati per cui Washington sta spingendo fortemente.

    Lo stop agli insediamenti avrebbe dovuto essere un prerequisito, ma i falchi di Tel Aviv vogliono andare alle trattative alle loro condizioni, così da avere un “negoziato” a senso unico: più o meno quello che Kerry vorrebbe per la Siria. 

    Non ci sono però da attendersi rotture con Washington, al massimo qualche rimbrotto: Israele avrà sempre e comunque le spalle coperte.

    Niente pace in vista in Israele e venti di guerra sulla Siria: non male per il Segretario di Stato di una amministrazione guidata da un Nobel per la Pace.

    giovedì
    mag302013

    Mo: mille case coloni a Gerusalemme est

    Nuovo progetto israeliano sfida ira Anp e sforzi negoziali Usa

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    lunedì
    mag202013

    Israele,no missione Unesco Gerusalemme

    giovedì
    mag092013

    'A Gaza uccisi soprattutto civili'

    giovedì
    mag092013

    Gerusalemme Est: tensioni e scontri per l'anniversario dell'annessione

    lunedì
    apr222013

    Turchia-Israele: il Segretario di Stato USA chiede a Erdogan di non andare a Gaza

    Processo di pace israelo-palestinese e relazioni turco-israeliane al centro della visita di 24 ore in Turchia, nel corso della quale il Segretario di…

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    mercoledì
    mar272013

    Mavi Marmara: i ladri di Pisa smettono di litigare?

    I miracoli di Obama: passa per Israele e Netanyahu si scusa sollecitamente per la vicenda Mavi Marmara e così comincia a sciogliere un nodo che intralciava le politiche, convergenti, dei tre paesi in Medio Oriente.

    L’incidente aveva infatti costretto Tel Aviv ed Ankara, che avevano relazioni eccellenti, condite da obiettivi ed alleati comuni, a comportarsi come i “ladri di Pisa”, che litigano di giorno e vanno a rubare insieme la notte. Erdogan, a seguito della vergognosa aggressione alla nave umanitaria da parte della Marina israeliana, aveva dovuto prendere posizioni dure nei confronti di Israele, che, da parte sua, non intendeva fare alcun gesto di distensione, portando così ad una situazione di stallo divenuta insostenibile come è esplosa la crisi siriana.

    Ora sono finalmente arrivate le scuse di Netanyahu, cui probabilmente seguiranno anche copiosi risarcimenti alle vittime, il che permette ad Erdogan di lasciarsi andare a dichiarazioni di soddisfatta distensione: «Ho già affermato molte volte che quelle scuse non ci ridaranno i nostri martiri, queste scuse non toglieranno l’embargo in vigore da decenni in Palestina, ma queste scuse sono molto importanti per i nostri martiri e per il sangue dei nostri fratelli palestinesi».

    Il che significa che le relazioni potranno riprendere come una volta. Nulla è diverso da come era, infatti, prima dell’incidente: solo critiche di facciata da parte di Ankara, che però poteva, in nome della realpolitik, essere vicina a Tel Aviv. Una distensione fra i due paesi che non avvicina alla pace, anzi le zone di influenza potranno essere delimitate: non si andrà oltre alle parole per i palestinesi, che resteranno in balia di Israele, mentre la Turchia potrà riprendere la sua espansione in Medio Oriente, di cui vuole essere potenza sunnita egemone come braccio armato di Riad.

    Se poi le scuse e la ripresa dei rapporti fra le due potenze vengono lette in chiave siriana la situazione si fa più drammatica: avendo smesso di litigare di giorno, i ladri di Pisa non si limiteranno più al furto notturno.

    (fm)

    venerdì
    mar222013

    Obama per i due Stati, ma solo a parole

    giovedì
    mar212013

    I palestinesi meritano un proprio Stato, dice Obama a Ramallah

    La soluzione dei due Stati è un obiettivo raggiungibile solo con negoziati diretti. Il capo della Casa Bianca Barack Obama ha ribadito il sostegno…

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    giovedì
    mar212013

    Palestina, proteste a raffica per l'arrivo di Obama

    In Palestina si moltiplicano le manifestazioni di piazza in vista della visita di Barack Obama. Il volto di Martin Luther King e la sua storica frase…

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