Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
  • Home
  • PAGINE ▼
  • Sezioni Sito ▼
  • WebRadio ▼
  • WebTV ▼
  • Mensile ▼
  • Info ▼
  • NEGOZIO
  • Il Ribelle Minuto per Minuto
  • Abbonamenti
  • Accesso Abbonati
  • Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

    Entries in israele-palestina (115)

    lunedì
    lug142014

    Palestina: il genocidio continua

    Che il popolo palestinese debba essere spazzato via dalla faccia della terra è elemento essenziale, per Israele, per poter continuare a perpetrare la sua stessa esistenza. Si tratta di una considerazione ovvia, ancorché politicamente scorretta e censurata su qualsiasi tipo di media, per il semplice motivo che un popolo privato della sua terra (i palestinesi), o prima o poi, se non in modo perenne, tornerebbe immancabilmente a pretenderne la resa.

    Naturalmente il linguaggio accettato da ogni organo di informazione e diffusione, così come dagli ambienti politici accreditati, evita accuratamente di prendere coscienza di questa realtà elementare proponendo interminabili discussioni e tavoli su un "processo di pace" che tra due contendenti con queste intenzioni non è possibile stipulare, se non in maniera temporanea.

    Qui non siamo in conflitto con le parole e i concetti e dunque procediamo in una rapida ed essenziale analisi su quanto sta accadendo. 

    Basterebbe prendere visione della immagine che pubblichiamo in calce a questo articolo (anche se non è aggiornatissima) per rendersi conto dell'operato reale e tangibile di Israele e per poter arrivare subito alle conclusioni. Ma non ce la giochiamo così facilmente. E partiamo con due cenni di storia, dunque con due "fatti", che si sottraggono per ciò stesso al campo delle "opinioni". Chi vuole opinare può continuare a farlo su ogni argomento, ma non sui fatti. Che non sono opinabili.

    In un articolo del 10 Febbraio 2009 scrivevamo: 

    La legittimità della creazione di uno Stato Ebraico sul territorio dell'antico “Erets Israel” (…) discende da due elementi ben precisi. Il primo di carattere religioso: rinvia a un passaggio della Bibbia (Gen. 15, 18-21). Il secondo di carattere storico: l’aver posto i palestinesi, nel 1948, di fronte al fatto compiuto.”

    (Qui il testo completo)

    E non troviamo parole migliori anche oggi, per descrivere storicamente quanto accaduto ed è all’origine di tutto quanto avvenuto in seguito sino a oggi.

    Dunque, lo Stato di Israele esiste e trova la sua legittimazione su, appunto, due fatti.

    Per quanto attiene al primo la cosa è molto più semplice di quanto sembri: vi si deve accordare attenzione e legittimazione così come la si deve a ogni altro tipo di narrativa di carattere religioso. Per il secondo punto, se possibile, l'analisi è ancora più sintetica: si tratta di una operazione operata con la forza del vincitore. Decisa a tavolino e imposta al mondo e soprattutto ai palestinesi mediante coercizione. Se così non fosse, Israele non sarebbe tuttora dotato dei più grandi arsenali militari (anche atomico) del mondo. Il "libero Stato di Israele" è di fatto un luogo ove i cittadini vivono rinchiusi come in un bunker e protetti dall'esercito: c'è dunque originariamente, e tuttora, il vizio colossale della sua istituzione mediante la forza. Nessun altro Paese al mondo deve al momento difendersi da rivendicazioni simili a quelle che riceve Israele.

    Tornando al punto principale, di cui poi i fatti di questi giorni non sono che l'ennesimo aggiornamento del medesimo copione, Israele, a riprese separate ma collegate a una unica strategia, e secondo convenienza del momento, prosegue dunque nel suo intento che unicamente chi è in malafede non può non vedere: l'estensione del suo dominio sul territorio, l'estensione del territorio stesso, e l'eliminazione di quanti più palestinesi sia possibile. Il tutto, in modo ancora più ovvio, con la motivazione ufficiale della sicurezza

    Ora, non si dà sicurezza, non si può dare, in ogni caso in cui vi sia una contesa del genere. Dunque da questo punto di vista Israele sta operando proprio al fine di ottenere l'unica situazione possibile per arrivare a tale sicurezza: la sparizione dalla faccia della terra di ogni singolo palestinese.

    Quelli che oggi vengono chiamati "territori occupati" (occupati ovviamente per le medesime ragioni di sicurezza...) sono territori che anche la spartizione a tavolino aveva lasciato agli originari proprietari, i palestinesi, e che ovviamente non verranno mai resi loro (che un territorio venga definito "occupato”, proprio in quanto non di proprietà, è considerazione persino superflua). Non solo: la continua espansione fisica dello Stato di Israele, la continua privazione che i palestinesi sostengono, di terre fertili, di terre con possibilità di accedere all’acqua, e di ettari di terra in senso lato, è esattamente l'elemento che a Israele stesso serve per continuare nel suo processo: ogni rivendicazione, ogni sussulto, ogni razzo, ogni tentativo di reazione del popolo palestinese - attenzione: in  reazione all'azione di espansione di Israele - viene utilizzato da quest'ultimo proprio per continuare nella sua opera di cancellazione territoriale e fisica della Palestina. Quella che è una sacrosanta reazione a una azione coercitiva viene utilizzata per una nuova azione, in una strategia bellica oliata alla perfezione dalla complicità degli Stati Uniti, dai suoi Paesi satelliti (Europa inclusa) e dalla ramificazione onnipresente delle rivendicazioni ebraiche all’interno del mondo dei media (basta scorrere i nomi dei grandi possessori dei network e del sistema bancario mondiale di cui sono megafoni per rendersene conto).

    Gli stessi vertici politici israeliani, che pure si appellano alla "comunità internazionale" ogni volta in cui dalla Palestina si erge un atto di reazione, viene del tutto messa da parte, e ne abbiamo avuto prova anche nelle ultime ore per voce dello stesso premier Netanyahu, quando invece è Israele che intende agire per la sua strategia di sempre. 

    Posto che il processo di pace è impossibile da portare avanti con le premesse storiche stesse sulle quali è nato Israele, tutto il resto del mondo, e ognuno di noi, deve interrogarsi unicamente su un quesito: operare mediante la forza in reazione all'azione di forza perpetrata da Israele oppure assistere inermi al completamento del genocidio del popolo palestinese. 

    Valerio Lo Monaco
    giovedì
    nov282013

    SEI ACQUISTI CHE RINFORZANO LA BRUTALITÀ ISRAELIANA

    DI ALEX KANE
    informationclearinghouse.info

    L'acquisto di prodotti come macchinari Sodastream potenzia il dominio di Israele sui palestinesi.

    Quando arriva lora del pagamento annuale delle tasse, ogni cittadino americano dà a Israele 21,59 dollari di aiuti militari, secondo la U.S. Campaign to End the Occupation (Campagna degli USA per la fine dell'occupazione) . Ma non è l'unico modo in cui i cittadini americani contribuiscono al sistema militare israeliano, che da 46 anni occupa la terra palestinese, e al progetto di insediamento in Cisgiordania che accompagna l'occupazione.

    Leggi tutto

    lunedì
    nov182013

    Mo: Hollande, arresto definitivo colonie

    Presidente francese, sono pericolo più grande per colloqui

    Leggi tutto

    lunedì
    nov042013

    Israele: via libera ad altre 1.800 case

    Saranno costruite in Cisgiordani e a Gerusalemme Est

    Leggi tutto

    venerdì
    ott252013

    LA PALESTINA STA SCOMPARENDO

    DI JONATHAN COOK
    Common Dreams

    Due recenti immagini ritraggono il messaggio che sta dietro alle secche statistiche contenute nella relazione della scorsa settimana della Banca mondiale sullo stato dell'economia palestinese.

    Il primo é un poster del gruppo della campagna Visualizing Palestine, che mostra un'immagine modificata di Central Park, stranamente vuota. Tra i grattacieli di New York, il parco é stato privato dei suoi alberi dalle ruspe. Una didascalia rivela che da quando é iniziata l'occupazione nel 1967, Israele ha sradicato 800.000 alberi di ulivo appartenenti ai palestinesi, abbastanza da riempire 33 diversi Central Park.

    Leggi tutto

    mercoledì
    ott232013

    LA PROSSIMA GUERRA

    DI ROY TOV
    The Truth Seeker

    Raramente i generali sono pagati in base a quanto sono stati creativi (1); una migliore correlazione col loro stipendio sarebbe data da quanti dei loro soldati hanno fatto morire. Perciò, i loro discorsi pubblici tendono ad essere noiosi. [Si tratta di] interminabili disamine di minacce, le quali sono più aride dei feti disidratati di lama boliviani venduti al "Mercato delle Streghe" di La Paz.

    L'11 ottobre 2013, il capo di stato maggiore dell' IDF (Forze Armate israeliane, ndt) ha destato stupore con quello che è stato classificato come "il più importante discorso pubblico del suo mandato".

    Leggi tutto

    venerdì
    ott182013

    Israele: a proposito di memoria e di “giustizia”

    venerdì
    ott182013

    Peace Now denuncia la crescita illegale delle colonie israeliane

    La politica israeliana sulle colonie nei Territori palestinesi, rischia di pregiudicare i negoziati di pace. Secondo dati forniti dall'associazione…

    Leggi tutto

    giovedì
    ott172013

    Israele: +70% avvio nuove case in colonie

    'Peace now', in primi 6 mesi 2013 rispetto semestre 2012

    Leggi tutto

    giovedì
    ott032013

    Incubo a Hebron: sempre più vessazioni

    Scontri e arresti ogni giorno. Issa Amro (difensore diritti umani): "Praticare il boicottaggio dello Stato Ebraico". Le denunce dell’attivista italiana Sarha

    Leggi tutto

    venerdì
    lug192013

    Netanyahu contro Ue, altre 1000 case in colonie

    Il premier d'Israele reagisce con rabbia alle nuove linee guida europee che escludono cooperazione con gli insediamenti israeliani costruiti illegalmente nei Territori

    Leggi tutto

    giovedì
    giu272013

    Medio Oriente: nuovo giro di giostra per Kerry

    Il segretario di Stato USA, John Kerry, è arrivato mercoledì in Giordania: è la quinta volta da marzo che visita la regione, anche se questa volta la missione diplomatica rassomiglia parecchio ad un passaggio in rivista delle truppe prima dell’attacco, dopo l’ennesimo boicottaggio statunitense alle iniziative di pace.

    Terminato il rapido passaggio nello stato che ha ospitato esercitazioni militari congiunte, e che hanno lasciato in eredità un ampio dispiegamento di F16 e Patriot, Kerry è oggi in Israele, il quale ha festeggiato il suo arrivo autorizzando la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est: ben 69 unità abitative, nonostante le blande critiche USA e alla faccia delle condanne ONU e UE.

    Una chiara provocazione, che Netanyahu si sente di poter portare avanti grazie alla sua posizione strategica nevralgica nella gestione crisi siriana, specie se questa deborderà in conflitto regionale e oltre. Tutto questo, poi, a margine dell’incontro separato con i leader israeliani e palestinesi per la riapertura dei negoziati per cui Washington sta spingendo fortemente.

    Lo stop agli insediamenti avrebbe dovuto essere un prerequisito, ma i falchi di Tel Aviv vogliono andare alle trattative alle loro condizioni, così da avere un “negoziato” a senso unico: più o meno quello che Kerry vorrebbe per la Siria. 

    Non ci sono però da attendersi rotture con Washington, al massimo qualche rimbrotto: Israele avrà sempre e comunque le spalle coperte.

    Niente pace in vista in Israele e venti di guerra sulla Siria: non male per il Segretario di Stato di una amministrazione guidata da un Nobel per la Pace.

    giovedì
    mag302013

    Mo: mille case coloni a Gerusalemme est

    Nuovo progetto israeliano sfida ira Anp e sforzi negoziali Usa

    Leggi tutto

    lunedì
    mag202013

    Israele,no missione Unesco Gerusalemme

    giovedì
    mag092013

    'A Gaza uccisi soprattutto civili'

    giovedì
    mag092013

    Gerusalemme Est: tensioni e scontri per l'anniversario dell'annessione

    lunedì
    apr222013

    Turchia-Israele: il Segretario di Stato USA chiede a Erdogan di non andare a Gaza

    Processo di pace israelo-palestinese e relazioni turco-israeliane al centro della visita di 24 ore in Turchia, nel corso della quale il Segretario di…

    Leggi tutto

    mercoledì
    mar272013

    Mavi Marmara: i ladri di Pisa smettono di litigare?

    I miracoli di Obama: passa per Israele e Netanyahu si scusa sollecitamente per la vicenda Mavi Marmara e così comincia a sciogliere un nodo che intralciava le politiche, convergenti, dei tre paesi in Medio Oriente.

    L’incidente aveva infatti costretto Tel Aviv ed Ankara, che avevano relazioni eccellenti, condite da obiettivi ed alleati comuni, a comportarsi come i “ladri di Pisa”, che litigano di giorno e vanno a rubare insieme la notte. Erdogan, a seguito della vergognosa aggressione alla nave umanitaria da parte della Marina israeliana, aveva dovuto prendere posizioni dure nei confronti di Israele, che, da parte sua, non intendeva fare alcun gesto di distensione, portando così ad una situazione di stallo divenuta insostenibile come è esplosa la crisi siriana.

    Ora sono finalmente arrivate le scuse di Netanyahu, cui probabilmente seguiranno anche copiosi risarcimenti alle vittime, il che permette ad Erdogan di lasciarsi andare a dichiarazioni di soddisfatta distensione: «Ho già affermato molte volte che quelle scuse non ci ridaranno i nostri martiri, queste scuse non toglieranno l’embargo in vigore da decenni in Palestina, ma queste scuse sono molto importanti per i nostri martiri e per il sangue dei nostri fratelli palestinesi».

    Il che significa che le relazioni potranno riprendere come una volta. Nulla è diverso da come era, infatti, prima dell’incidente: solo critiche di facciata da parte di Ankara, che però poteva, in nome della realpolitik, essere vicina a Tel Aviv. Una distensione fra i due paesi che non avvicina alla pace, anzi le zone di influenza potranno essere delimitate: non si andrà oltre alle parole per i palestinesi, che resteranno in balia di Israele, mentre la Turchia potrà riprendere la sua espansione in Medio Oriente, di cui vuole essere potenza sunnita egemone come braccio armato di Riad.

    Se poi le scuse e la ripresa dei rapporti fra le due potenze vengono lette in chiave siriana la situazione si fa più drammatica: avendo smesso di litigare di giorno, i ladri di Pisa non si limiteranno più al furto notturno.

    (fm)

    venerdì
    mar222013

    Obama per i due Stati, ma solo a parole

    giovedì
    mar212013

    I palestinesi meritano un proprio Stato, dice Obama a Ramallah

    La soluzione dei due Stati è un obiettivo raggiungibile solo con negoziati diretti. Il capo della Casa Bianca Barack Obama ha ribadito il sostegno…

    Leggi tutto

    comments powered by Disqus