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Agricoltura,
lavoro Sul mercato del lavoro Letta dichiara il falso
di Emiliano Brancaccio - emilianobrancaccio.it.
Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato: «Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo». Quanto alla riforma Fornero il premier ha commentato: «In un momento straordinario come questo è necessario un pochino meno di rigidità. Ci sono alcuni punti che in una fase recessiva stanno creando dei problemi come ad esempio le limitazioni sui contratti a termine, che sono necessarie in una fase economica normale, ma che in una fase di straordinaria recessione come quella l’attuale non sono utili, e per questo è necessaria una minore rigidità» (fonte: Il Sole 24 Ore). Un’argomentazione simile era stata sostenuta poco prima dal ministro del Welfare Enrico Giovannini. Nel giorno della festa dei lavoratori Letta dunque si accoda agli ultimi pasdaran del liberismo, che ripetono da anni la tesi secondo cui una maggiore precarietà dei contratti di lavoro favorirebbe l’efficienza economica e il riassorbimento della disoccupazione. Questa tesi tuttavia è falsa.
Governo Letta,
lavoro
Interni,
Lavoro,
Segnalazioni Disoccupazione a marzo ferma all'11,5%, ma aumenta su base annua + 1,1%
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni sale al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,2 punti nel confronto tendenziale
Disoccupazione,
crisi,
lavoro Grecia: 15 mila licenziamenti nel settore pubblico
È stata varata nottetempo, come la peggiore delle cospirazioni, peraltro tra domenica e lunedì, a voler sottolineare i contorni ancora più foschi: la Grecia ha approvato una nuova legge sulla ristrutturazione del debito pubblico che stabilisce, in soldoni, il taglio di altri 15 mila posti di lavoro entro il 2014.
Questa norma rientra nel quadro degli ulteriori tagli imposti dalla troika ad Atene per continuare a ricevere gli "aiuti".
I lavoratori colpiti in questo caso sono quelli del settore pubblico, che è il primo, in quanto più a portata, sul quale può intervenire il governo di ogni Paese. Gli effetti si diffonderanno però a macchia d'olio su tutto il Paese e in conseguenza anche sul settore privato: più persone perdono lavoro meno l'economia gira, perché i consumi continuano imperterriti a scendere, e dunque maggiori sono a loro volta le condizioni di crisi anche del settore privato. Che poi giocoforza licenzia a sua volta inasprendo la situazione già disastrosa nella quale versa la Grecia.
La nuova legge va a indebolire, peraltro, le garanzie costituzionali che erano previste per i dipendenti pubblici greci. Un po' come avvenuto in Italia grazie al lavoro del ministro Fornero e alla maggiore facilità di licenziamento. Norma poi puntualmente applicata da aziende con la volontà di ridurre la propria forza lavoro. I dati attuali, anche da noi, sono eloquenti.
Fuori dal parlamento greco si sono radunate, sebbene di notte, quasi un migliaio di persone per protestare, ma è ovviamente inutile considerando i risultati ottenuti da manifestazioni del genere sino a questo momento. La disoccupazione generale, rilevata, in Grecia al momento si attesta al 27%. Ma il destino del proprio Paese i cittadini lo hanno di fatto scritto quando a suo tempo, mediante votazione, si pronunciarono a favore di una coalizione, quella attualmente guidata da Samaras, che era ed è fortemente europeista. Il che, nella situazione corrente, significa aver consegnato le chiavi delle propria sovranità e quelle della vita di milioni di persone nelle mani della speculazione internazionale.
Ennesima tappa di un percorso già scritto da tempo che non accenna minimamente a cambiare direzione malgrado l'evidenza del fallimento della sua strategia.
Ora si attende il via libera, da parte di Ue ed Fmi, per una ulteriore tranche da 3.65 miliardi: al governo di Atene servono per pagare gli stipendi, le pensioni e le obbligazioni detenute dalla Banca Centrale che scadranno il prossimo 20 maggio.
Sinteticamente: il taglio di 15 mila posti di lavoro, sotto il ricatto della necessità di pagare inutilmente qualche mensilità di stipendi e pensioni in uno Stato fallito ormai da anni, serve per ricevere denaro da girare alla speculazione mediante gli interessi sulle obbligazioni e i titoli di Stato piazzati a suo tempo a interessi da strozzinaggio.
default grecia,
lavoro,
troika Storia della disoccupazione italiana nei dati Istat
da Contropiano.
L'anatomia di un paese, al di là delle sempre ingannevoli impressioni soggettive, spesso individuali. Un grande lavoro dell'Istat che ci restituisce una constatazione agghiacciante: i disoccupati sono oggi il doppio del 1977.
Il dato è tanto più impressionante perché a far data proprio da quegli anni (dal 1980) è iniziata un'offensiva concentrica contro i diritti e le tutele del lavoro dipendente (dai punti di scala mobile aboliti da Craxi fino alle "riforme" del mercato del lavoro targate Sacconi e Fornero). Si può quindi tranquillamente dire che l'impoverimento progressivo dei lavoratori ha comportato, tra le conseguenze, un aumento drastico della disoccupazione. Non solo. Ne risulta sbugiardata oltre ogni limite la cosiddetta teoria dell'"austerità espansiva" con cui i governi italiani ed europei hanno affontato da venti anni a questa parte (dai trattati di Maastricht in poi) i problemi derivanti dai differenziali di roduttività e competitività tra i diversi sistemi produttivi continentali. Dall'impoverimento dei lavoratori, infatti, non è derivata alcuna "crescita" economica.
Disoccupazione,
ISTAT,
lavoro
Lavoro,
Segnalazioni Confindustria, 330.000 in cig marzo,+4,2%
Dato potrebbe scendere ma per maggiore espulsione manodopera
cassa integrazione,
lavoro Cig: Fornero, spesa 2013 non meno 2,3mld
Ministro, l'entità sarà almeno come lo scorso anno
cassa integrazione,
lavoro Bce: disoccupazione Ue senza precedenti
Dati segnalano ulteriore aumento in primo semestre
Disoccupazione,
lavoro Tre milioni di inattivi nel 2012: rinunciano a cercare lavoro
Nel 2012 gli inattivi, coloro che non hanno cercato un lavoro nelle ultime 4 settimane ma sono subito disponibili, sono 2 milioni 975 mila, +2,7% sul 2011
Disoccupazione,
crisi,
lavoro Disoccupazione, obiettivo raggiunto

di Giorgio Cremaschi - MicroMega
Quante inutili lacrime di coccodrillo bagnano il solito conformismo della grande informazione.
Ora improvvisamente si scopre che non c’è un milione di posti di lavoro in più, ma in meno. E naturalmente la parola più adoperata è emergenza.
Ma quale emergenza, la disoccupazione di massa è un obiettivo perseguito da venti anni da parte delle classi dirigenti, con una accelerazione negli ultimi due così brutale che forse il risultato è andato oltre quanto ci si prefiggeva. Ma resta il fatto che la disoccupazione è prima di tutto voluta.
Nella ideologia liberista che ancora domina tutte le politiche economiche, soprattutto in Europa, la disoccupazione è lo strumento per riequilibrare il mercato del lavoro quando calano i profitti.
Disoccupazione,
lavoro
Lavoro,
Segnalazioni Lavoro: oltre 1 mln over-34 scoraggiati
Istat, +10% in 2012, in tutto sono 1,6 milioni di persone
lavoro Oltre 1 milione licenziamenti in 2012
I dati delle statistiche del ministero del Welfare
Usa:+88.000 posti,mai cosi'pochi da 2012
Tasso disoccupazione cala a minimi da dicembre 2008
Lavoratori schiavi per la catena della moda "Zara"
Dalle 7 del mattino alle 11 di sera senza sosta. Lavoratori-schiavi, anche minorenni, in almeno un laboratorio in Argentina che confeziona capi di abbigliamento per la catena internazionale Zara del miliardario spagnolo Amancio Ortega, venduti poi in tutto il mondo, in Gran Bretagna in particolare. Lo scrive oggi il Daily Telegraph
lavoro Crolla la produttività, cresce la disoccupazione
"In seguito a crescita debole o negativa cala la produttività nell'Ue e l'Italia ha fatto registrare di gran lunga il suo calo più accentuato: -2,8% nell'ultimo trimestre 2012, dopo il calo ancora più forte del 3% del precedente trimestre"
Disoccupazione,
crisi,
lavoro Laureati senza lavoro, 200.000 nel 2012
Istat, tra under 35 +28% su 2011, ma +43% su 2008
Disoccupazione,
crisi,
lavoro 




