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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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    Entries in lavoro (237)

    lunedì
    apr142014

    Per l’Fmi il Def di Renzi va bene. Per noi un po’ meno

    Matteo Renzi vuole accelerare su tutto. Dalle riforme istituzionali a quella elettorale, fino agli interventi per rilanciare l'economia e la domanda interna. Se in Italia l'ex sindaco viene accusato di eccessivo decisionismo (insomma di craxismo) e di tendenze autoritarie, all'estero, al contrario, lo si sospetta di essere eccessivamente parolaio e di non fare i conti con un sistema ingessato, come quello italiano, che ha sempre fatto di tutto per bloccare il cambiamento. 

    Al nuovo governo è stato concesso il beneficio del dubbio e i primi giudizi sono sostanzialmente positivi, limitandosi a riferirsi alle dichiarazioni di facciata. Così il  Fondo Monetario Internazionale, dopo una prima sommaria analisi, ha giudicato con favore il Def (Documento di economia e finanza) del governo. Anche perché, come direbbe Razzi, il Fmi sostiene da tempo l'idea di abbassare le tasse attraverso il taglio della spesa. 

    Riferendosi al riequilibrio dei conti, e quindi al taglio del debito pubblico, un portavoce del Fmi ha auspicato che i tagli annunciati non rappresentino una tantum ma siano la regola dei prossimi anni. L'organismo usuraio di Washington giudica con favore che Renzi e il ministro dell'Economia, Padoan (ex dirigente dello stesso Fmi e dell'Ocse) abbiano posto l'accento sulla necessità delle “riforme” che sono funzionali a sostenere una crescita economica che in Italia è ancora troppo bassa rispetto alla media europea. Ma poi, il Fmi chiede che alle parole seguano i fatti. E tanto per dimostrare quale sia la riforma più impellente, si cita quella del mercato del lavoro che deve essere “liberalizzato”. Termine che, come ben sappiamo, significa la più totale deregolamentazione; la diffusione della flessibilità e del precariato, con la più ampia libertà di licenziamento da parte delle imprese; la fine dei contratti nazionali di categoria e la loro sostituzione con contratti aziendali nei quali le buste paga registreranno l'incidenza crescente degli straordinari e dei premi di produzione. Con lo stakanovismo innalzato a regola di vita. 

    Il Fmi, come tanti gruppi similari, sostenitori del mercato unico globale, non prova alcuna remora a sostenere che le regole che valgono in Cina debbano valere anche in Italia. E pazienza se in Cina lo schiavismo in molte aziende è la regola sulla quale vigilano le milizie del partito comunista. Un capitalismo di Stato feroce e disumano ma che evidentemente piace ai tecnocrati del Fmi, dei quali molti vengono dai Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Una peculiarità che non gli ha impedito di sposare la filosofia del Fmi che è la stessa di altre strutture similari come la Banca Mondiale e l'Ocse. Una filosofia che vede nella finanza l'elemento centrale dell'economia. Tanto che il Fmi è arrivato a giudicare con favore, non avevamo dubbi in proposito, l'annuncio della Banca centrale europea (guidata dall'ex Goldman Sachs, Mario Draghi) di essere pronta ad immettere altra liquidità (si parla di mille miliardi di euro) nel sistema finanziario (quindi alle banche) per fare ripartire l'economia dell'Eurozona. Una soluzione che il Fmi giustifica lamentando il differenziale (gap) tra le potenzialità dell'economia europea e la sua crescita effettiva. Una soluzione che, è appena il caso di dirlo, non servirà allo scopo dichiarato perché, come successo per i mille miliardi precedenti prestati dalla Bce alle banche europee (novembre 2011-marzo 2012), essi non finiranno alle imprese e ai cittadini, ma serviranno alle banche stesse per coprire i debiti effetto delle proprie speculazioni. 

    Questo scenario futuro è ben chiaro anche ai politici italiani ma nessuno di loro, specie i neo convertiti al Libero Mercato, sembra preoccuparsene troppo. Non è il caso per costoro lamentare la stretta creditizia o criticare l'intoccabile Mario Draghi. Quello che dicono il Fmi e la Bce deve essere infatti preso come vangelo. E se ci chiedono di ridurre il lavoro a merce, bah, cosa volete che sia. È la tendenza in atto in buona parte del mondo. Ed anche l'Italia dovrà adeguarsi.

    Irene Sabeni
    giovedì
    apr032014

    La ripresa... della disoccupazione

    La disoccupazione al 13% è di fatto una non notizia. Una non notizia perché è davanti agli occhi di tutti la continua chiusura di imprese di ogni tipo. E perché ognuno di noi conosce qualcuno che in questo ultimo anno ha perduto il lavoro.

    Il dato del 13% si riferisce a febbraio scorso e rappresenta una impennata non da poco rispetto ai senza lavoro di febbraio 2013 (11,9%).

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    giovedì
    mar202014

    Lavoro: appalti low cost, prodotto low value

    lunedì
    mar172014

    Più innovazione non porta più occupazione

    venerdì
    feb212014

    Le sfide impossibili: la disoccupazione

    martedì
    feb112014

    FRONTE DEL LAVORO su RAZ24 con Filippo Ghira

    Controra un programma di Valerio Lo Monaco dalle 15 alle 17 tutti i giorni su raz24.com

    Filippo Ghira
    nato a Roma nel 1955. Laureato in Scienze politiche è giornalista professionista dal 1999. Attualmente è capo servizi agli Interni nel quotidiano Rinascita. In precedenza ha lavorato nelle redazione de l?Umanità, l?Avanti e del Giornale d?Italia.

    Cast: La Voce del Ribelle

    Tags: lavoro, italia, news, filippo ghira, valerio lo monaco, raz24, Entertainment, Politica, Events, Current, Title and Media

    lunedì
    feb032014

    Lavoro: il ritorno dei “padroni delle ferriere” in Europa

    giovedì
    gen162014

    Lavoratori partecipi alle imprese: la politica senza cultura e senza memoria

    giovedì
    dic122013

    Il lavoro è schiavitù. Ripensiamolo

    lunedì
    dic092013

    Sfiduciati e disoccupati

    venerdì
    nov292013

    Lavoratori sfruttati, pensionati poveri

    venerdì
    nov222013

    Germania: la cancelliera Merkel apre a introduzione salario minimo

    La formazione del governo tedesco passa per il salario minimo: la cancelliera Angela Merkel ammette che dovrà fare una concessione ai…

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    lunedì
    nov182013

    Scuola, cresce l'esercito dei precari

    122mila insegnanti e 15mila tra amministrativi, tecnici ed ausiliari. Un aumento del 10 per cento in un anno. L'Anief richiama le indicazioni della Ue: le ragioni finanziarie non giustificano l'abuso dei contratti a termine

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    mercoledì
    nov132013

    Disoccupazione Italia sale al 12,5%, giovani al 40,4%

    Continua ad aumentare la percentuale di under 25 senza lavoro: in Italia sono il 40,4% (contro il 40,2% del mese precedente, e nell'area euro il 24,1% (contro 24%). Padoan, capoeconomista dell'Ocse: il 2014 sarà l'anno della ripresa

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    giovedì
    nov072013

    I MINI-JOBS ALL'ITALIANA

    DI CLAUDIO MARTINI
    il-main-stream.blogspot

    Nella puntata di Ballarò del 22 ottobre scorso la trasmissione di Giovanni Floris fece quello che probabilmente sarà ricordato come il primo servizio giornalistico della sua storia: un'inchiesta sulla diffusione dei mini-jobs in Germania. Andatela a cercare. È molto interessante. La giornalista descrive quello dei mini-jobs come un "meccanismo infernale", una specie di "tunnel", "dal quale è difficile uscire". Il fatto è che la retribuzione prevista da tali contratti è talmente ridicola (nella maggior parte dei casi sotto i 500 euro al mese) da non garantire la sussistenza del lavoratore che la riceve; conseguentemente, per vivere, questi lavoratori hanno assoluto bisogno di percepire tutta una serie di aiuti e sussidi da parte dello Stato, che comprendono redditi di integrazione del misero salario, aiuti per il pagamento dell'affitto, buoni per il mantenimento dei figli ecc ecc.

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    giovedì
    nov072013

    Spagna. Tv Valencia in rivolta contro la chiusura con 1.600 licenziamenti

    Il direttivo della Radio Televisione Valenciana e i giornalisti si ribellano contro la decisione del governo autonomo della provincia spagnola di…

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    mercoledì
    ott302013

    Ripensare la società del lavoro. Proposte

    Un articolo sui temi del lavoro che Alberto Castagnola, economista, ha inviato a Comune.info. La possibilità di aprire un confronto con altri punti di vista.

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    giovedì
    ott242013

    Francia: +54.000 disoccupati a settembre

    Dopo una riduzione dell'1,3% ad agosto

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    lunedì
    ott212013

    Tecniche di guerriglia

    «Non c’e' da essere soddisfatti, i livelli di guardia sono travalicati. I tempi corrono e ci indicano un lavoro che non c’e' più.» [Filippo Violi]

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    lunedì
    ott212013

    Andrea Fumagalli: Lavoro male comune

    Il reddito di base incondizionato diviene così lo strumento immediato di emancipazione in questo primo secolo del terzo millennio. [Gianni Giovannelli]

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