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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
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    Entries in MoVImento 5 Stelle (195)

    martedì
    mar252014

    Europee: unica chance, MoVimento 5 Stelle. Con tanti dubbi

    martedì
    mar182014

    Sì alle Macroregioni ma in un'Europa unita e neutrale

    mercoledì
    mar052014

    M5S: illusione, delusione, e qualche speranza

    venerdì
    feb282014

    M5S, un anno dopo: Un'occasione persa

    lunedì
    feb172014

    Professione indignato a targhe alterne

    martedì
    feb042014

    Tutti contro Grillo. Mistificando regolarmente il linguaggio

    venerdì
    gen312014

    Elogio del “boia”

    mercoledì
    gen222014

    Maggioritario & bipartitismo. Che altro?

    lunedì
    gen132014

    I «dettagli» dei media. E quelli di Grillo

    martedì
    dic102013

    Grillo e l'accusa al giornalismo: e allora?

    giovedì
    nov142013

    Nassiriya. Il problema è politico, non “umano”

    È il tipico caso in cui, tra i due litiganti, non ha ragione nessuno dei due. Di qua i numerosissimi imbonitori dell’establishment impegnati, per l’occasione, a celebrare il decennale della Strage di Nassiriya; di là una deputata del M5S, Emanuela Corda, che al pari di svariati suoi colleghi di partito (pardon: di movimento) dà fiato alle trombe senza riflettere un granché: una bella tirata altisonante, affermando che nel novero delle vittime del massacro andrebbe ricompreso anche l’attentatore suicida, e poi si vedrà.

    Si è visto, infatti. Le sue parole sono state subito enfatizzate, e strumentalizzate, facendo finire nel mirino dell’FLP (Fronte Liberista Patriottico) sia lei che il MoVimento. Che orrore! Che scandalo! Che mancanza di rispetto sia per gli “eroi” caduti sul campo, a maggior gloria dell’Italia, e a maggior vantaggio degli USA, sia per i loro famigliari tutti!

    Chi tuonava di qua, chi tuonava di là, e ben presto ai censori in servizio permanente effettivo si sono aggiunti quelli di complemento. Per esempio, ieri mattina ai microfoni di Radio 24, Luca Dini e Paola Saluzzi. Entrambi assai autorevoli, del resto: lui è il direttore di Vanity Fair, lei la conduttrice dello spazio pomeridiano di Sky Tg24. L’accorata indignazione del momento li affratella, ma sanno ritagliarsi degli exploit da solisti. «Uno schiaffo in faccia ai famigliari delle vittime», rimbrotta lui. Lei è ancora più drastica: «Hai avuto un fratello morto a Nassiriya? No. E allora stai zitta».

    Una dialettica da Domenica In, ma al loro intervistatore va bene così. E quindi non lo sfiora nemmeno l’idea, il dubbio, la consapevolezza che la lapidaria intimazione della Saluzzi andrebbe semmai ribaltata: è proprio se «hai avuto un fratello morto a Nassiriya» che faresti meglio a stare zitto, o almeno a domandarti dieci-cento-mille volte se quel coinvolgimento così diretto, e doloroso, non ti privi della lucidità necessaria ad andare al di là dell’ovvio. Fino a diventare capace di affrancarti dagli schemi correnti, secondo i quali gli eserciti occidentali sono sempre e comunque i “buoni”, mentre quelli che osano ostacolarli, quand’anche a difesa della loro patria invasa, sono invariabilmente i “cattivi”.  

    Ed è appunto questo, il tema che Emanuela Corda avrebbe dovuto mettere al centro del suo intervento, invece di sfiorarlo o poco più. Perché questo, e solo questo, è il vero nodo politico di tutta la vicenda: non la commozione a senso unico, che ne è solo un riverbero emotivo, ma l’interpretazione capziosa che accredita gli USA e i loro alleati/servi come i paladini del Bene.

    Inoltre – e qui si passa dal caso specifico al tema generale della comunicazione politica, che non può non tenere conto dei tempi e dei modi in cui si svolge – la “cittadina” Corda era tenuta a sapere che, dicendo quel che ha detto in quel posto (il Parlamento) e in quel giorno (il decennale della strage), sarebbe stata immediatamente attaccata nel modo più aggressivo e sdegnato. Tanto per riaffermare il dogma della superiorità morale dell’Occidente, quanto per screditare, tramite lei, il M5S nel suo insieme. Prima di andare all’assalto, quindi, si sarebbe dovuta chiedere  dieci-cento-mille volte se il gioco valesse la candela. Se cioè quella sua pietosa istanza di commemorazione XXL, al fine di far ottenere una briciola di ricordo, e di compianto, anche a favore dell’esecutore materiale della strage, giustificasse il vespaio che ha suscitato.

    Da parte nostra la risposta è evidente. Per così poco no, non ne valeva la pena. A maggior ragione se poi, di fronte al fuoco di fila degli Scandalizzati di ogni ordine e grado, non si trova di meglio che rifugiarsi in una variante dell’omologazione occidentale: «Sono contraria a qualunque fanatismo e nella mia idea di società, laica e plurale, non c'è spazio per il fondamentalismo religioso e per l'affermazione delle proprie idee attraverso l'uso della violenza», e perciò «se le mie parole hanno soltanto minimamente offeso i familiari delle vittime di Nassiriya, chiedo scusa loro perché questo non era in alcun modo mia intenzione».

    Suvvia, un ultimo sforzo. Delle scuse ancora più esplicite e poi mancherà solo un abbraccio collettivo, in favore di telecamera, per far sì che anche questa puntata della fiction (pardon, del talkshow) possa lietamente concludersi.

    Federico Zamboni
    martedì
    nov052013

    Scalfari e l'attacco indecente a Grillo

    Commento di Federico Zamboni e Valerio Lo Monaco estratto da La Controra del 04/11/2013

     

    martedì
    ott222013

    SOCIALISMO E NAZIONALISMO EN FRANCE

    DI GZ
    cobraf.com

    Gli ultimi sondaggi danno il M5S di Grillo al 21-22% in Italia e probabilmente qualche punto di più nella realtà visto che i sondaggi lo hanno sottostimato alle ultime elezioni.
    In Francia Marine LePen è nell'ultimo sondaggio al 24% quindi virtualmente identica al M5S e come dice Evans-Pritchard sta diventando una valanga ed è oggi il principale ostacolo alla Troika

    Se confronti il sito del Beppe con quello della Marine Le Pen noti la differenza evidente: lei tappezza il suo di dozzine video di discorsi, ma sopratutto di dibattiti che tiene in radio e televisione da Liberation alle reti TV nazionali.

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    lunedì
    ott142013

    LA SGRADEVOLE QUESTIONE DELLA “SOLIDARIETA’” AI MIGRANTI CLANDESTINI

    DI FRANCESCO SANTOIANNI
    francescosantoianni.it

    La cosa abominevole è che, alla fine della giostra, tutto questo starnazzare contro le deliranti dichiarazioni di Grillo&Casaleggio, – urlato anche da chi non se ne è mai fregato nulla della democrazia nei partiti o dei diritti dei migranti – sarà servito soltanto a sponsorizzare una nuova “guerra umanitaria”. Una guerra commissionataci, già ad aprile, da Obama (per disarmare le bande degli ormai incontrollabili “ribelli” e supportare l’abietto Governo Zeidan) oggi riciclata, in nome dell’emergenza migranti, da Letta.

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    lunedì
    ott142013

    Cinque stelle e due buchi neri

    Il M5S in una deriva populista per la massimizzazione di un successo elettorale. Il marketing si sta ingoiando la politica. [Paolo Bartolini]

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    venerdì
    ott112013

    Quando Grillo giustificava e lodava gli immigrati

    Il leader M5S definiva in un video gli immigrati in fuga per la disperazione: un maremoto per riprendersi ciò che noi occidentali gli abbiamo tolto per 200 anni.

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    venerdì
    ott112013

    INACCETTABILE

    DI GIULIETTO CHIESA
    megachip.globalist.it/

    Leggo anch'io, come molti stanno facendo, l'ultimo post di Grillo-Casaleggio che critica pesantemente i due senatori del M5S che hanno promosso l'emendamento sull'abolizione del reato di clandestinità. Non entro nel merito degli argomenti che riguardano i metodi interni del M5S. Non mi riguardano: ciascuno sceglie i criteri di disciplina interna che ritiene opportuni, e se ne assume la responsabilità. Intervengo dunque sul merito di alcune affermazioni che - per esprimersi in modo urbano - risultano stupefacenti quanto rivelatrici. "Opinione pubblica" e "volontà popolare", come esse si manifestano nella attuale società manipolata, sarebbero dunque sacri punti di riferimento?

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    giovedì
    ott102013

    Clandestinità: Grillocaos

    Nuovo corto circuito, tra Grillo e i parlamentari del M5S. E a questo punto dovrebbero capirlo anche i più ottusi: il problema non è (solo) nell’indisciplina dei singoli eletti ma, per rimanere nella metafora elettrica, nell’impianto complessivo. Che evidentemente è stato allestito in tutta fretta e senza andare tanto per il sottile, connettendo i cavi alla meno peggio e infischiandosene dei possibili, anzi prevedibili, errori di collegamento. 

    Nel caso specifico il tema è quello dell’immigrazione e, più in particolare, del reato di clandestinità previsto dalla Bossi-Fini. I senatori Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, “portavoce” del MoVimento in commissione Giustizia, hanno presentato di loro iniziativa un emendamento per sopprimere la norma, scatenando le ire dello stesso Grillo. Il quale, con un certo ritardo, ha pubblicato oggi un post (qui), firmato anche da Casaleggio, in cui si rigetta completamente quella posizione e la si liquida come una sortita «del tutto personale». 

    Sarà. Ma si tratta comunque dell’ennesima conferma di quanta confusione vi sia all’interno del M5S. Una confusione che d’altronde è inevitabile, visto che a tutt’oggi non è mai stato chiarito se il MoVimento abbia o non abbia dei contenuti precisi e inderogabili, a cominciare da una propria visione dell’economia, o se invece si proponga come semplice megafono di una parte della popolazione. 

    Un’ambiguità che diventa sempre più evidente e imperdonabile, e che riemerge puntualmente anche in quest’ultimo intervento dei due leader: «Sostituirsi all'opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra». E ancora: «Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico» (qui).

    Messa così, è solo marketing elettorale. Oppure è un’allucinazione: quella di credere che la maggioranza dei cittadini abbia già aperto gli occhi sugli inganni del sistema dominante, o che sia prossima ad aprirli, per cui la “rivoluzione” sarebbe dietro l’angolo. Il M5S dà la parola al malcontento diffuso, e tendenzialmente superiore al fatidico 50 per cento dei votanti, e il gioco è fatto. Via i partiti preesistenti, con in testa il Pd e il Pdl, ed ecco pronta la nascita di una Terza repubblica rigenerata in lungo e in largo. 

    Su quali valori e con quali obiettivi, si vedrà. Il popolo è sovrano e il popolo deciderà di testa sua. E se poi si dovesse scoprire che purtroppo ha le idee quanto mai confuse e omologate al liberismo galoppante, a causa degli svariati decenni di manipolazione collettiva, pazienza. Grillo e Casaleggio, a quanto dicono, si accontentano di portare le comparse in primo piano: sulla natura di ciò che andrà in scena, a quanto sembra, preferiscono non pronunciarsi.

    “Uno vale uno”, olé.  

     

    mercoledì
    ott092013

    Amnistia e indulto: le aspirine contro il cancro

    giovedì
    ott032013

    Ah, l'antipolitica...

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