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    Entries in Obama (94)

    giovedì
    ott172013

    A rapporto da Obama: Enrico Letta a Washington

    «Essere ricevuti alla Casa Bianca equivale oggi, in Occidente, a quello che un tempo significava essere ammessi a corte», ha scritto giustamente il giornalista Manlio Dinucci in un articolo pubblicato dal quotidiano Il Manifesto.

    Che l’Italia fosse uno Stato satellite dell’Impero statunitense già si sapeva, pertanto l’incontro di oggi a Washington tra Enrico Letta e Barack Obama è sintomatico. Tra i due c’è una reciproca stima, hanno la stessa visione del mondo, entrambi sono conservatori nella misura in cui vogliono preservare lo “status quo” e portare a compimento il progetto globale libero-scambista e imperiale.

    Il presidente afro-americano – appena uscito dal “rischio default” grazie alle votazioni al Senato e alla Camera dei rappresentanti che hanno portato ad un accordo tra i due partiti per alzare il tetto al debito quanto basta per coprire gli impegni di cassa fino a metà gennaio – ha messo sul tavolo dell’incontro con il premier italiano due tematiche fondamentali. Prima fra tutte il progetto, sostenuto dal think tank Transatlantic Policy Network (Tpn), che prevede la costruzione di un grande mercato transatlantico nel quale prevarrebbe il diritto statunitense su quello europeo. Dopodiché è stato affrontato il tema legato alla Nato, che ruota intorno alla candidatura di Franco Frattini come segretario generale, e agli interessi nordamericani in Italia - dal sistema satellitare Muos all’acquisto degli F-35, passando per le basi militari a stelle e strisce presenti sul territorio italiano – fino ad arrivare alla partecipazione dell'Italia alle “missioni di pace” nell’area nordafricana e mediorientale.

    Visti gli argomenti, non è difficile individuare la direzione di marcia e i punti di arrivo.  

    S.C

    mercoledì
    ott092013

    Obama il conservatore e una cattura libica

    Non e' per volerlo chiamare Barack Obush, ma l'inquilino della Casa Bianca, anche ora, continua gli stessi lavoretti del predecessore [di Pino Cabras]

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    giovedì
    ott032013

    Usa: resta l'impasse sullo "shutdown". Obama non negozia sulla riforma sanitaria

    Ancora nessun accordo in vista negli Stati Uniti sul bilancio, a oltre due giorni dalla paralisi di parte dei servizi federali. La riunione alla…

    Leggi tutto

    lunedì
    set162013

    Siria, gli errori di Obama figli della mania Usa di ergersi a gendarmi

    mercoledì
    mar202013

    Mo: Obama, corteo protesta a Gaza

    Slogan anti americani per sostegno unilaterale a Israele

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    giovedì
    gen172013

    Usa: le misure di Obama infuocano il dibattito sulle armi

    "Ancora prima che Obama parlasse, la NRA aveva già lanciato il suo affondo: un video nel quale il Presidente democratico è definito 'ipocrita"

    da Euronews

    mercoledì
    dic192012

    Obama a favore del bando sulle armi d'assalto

    Come ha promesso alle famiglie straziate di Newtown, Barack Obama si muove in fretta. E si schiera a favore del ritorno al bando sulle armi

    da Euronews

    giovedì
    dic062012

    Ecco il piano di Obama per prendere Damasco assieme ai ribelli siriani

     

    elicopt-MEIl Foglio rivela: 'Gli americani addestrano unità di disertori dell’esercito siriano in una base in Giordania, vicino al confine'. Nell'articolo, che pure descrive uno scenario verosimile, ci sono anche dosi della paura più attizzata del momento: le 'armi chimiche di Assad', uno dei presumibili casus belli di dubbia origine che potrebbero essere usati per fare un salto infernale al conflitto siriano.

    di DanieleRaineri - Il Foglio Quotidiano.

    L’Amministrazione Obama partecipa all’addestramento e all’equipaggiamento di unità di disertori dell’esercito siriano in Giordania, in vista della spinta finale su Damasco. La Casa Bianca in questi ventuno mesi di rivoluzione contro il presidente Bashar el Assad è stata cauta, al limite dell’indifferenza, ma ora che è arrivata la fase terminale della guerra civile vuole intervenire in modo più aggressivo. Dove si preparano le forze dell’opposizone siriana che dovranno prendere Damasco?

    Leggi tutto

    mercoledì
    nov072012

    Obama: storia di un Presidente e della sua doppia conquista

    Obama: storia di un Presidente e della sua doppia conquista: "http://it.euronews.com/ Era Il 5 novembre 2008 quando Barack Obama venne eletto per la prima volta Presidente degli Stati Uniti. La vittoria commosse fino alle lacrime il reverendo Jesse Jackson. Obama fu il primo afroamericano della storia ad arrivare alla Casa Bianca.
    Durante il discorso, parlò di un sogno divenuto realtà; un sogno che questanno si ripete per la seconda volta.

    Barack Obama nasce alle isole Hawaii il 4 agosto 1961 da un keniano e da una statunitense orginaria del Kansas. I genitori si separano nel 1963. Molto importanti per la sua formazione di quegli anni sono i nonni, che lo crescono nel mito del sogno americano.

    Trovatosi a gestire la più grave crisi economica dal 1929, il democratico Obama riesce a risollevare in parte le sorti del paese. Ma i primi risultati positivi arrivano solo nel settembre di questanno: il tasso di disoccupazione cala dall8,1% al 7,8%. È il dato più basso dal gennaio 2009.

    La riforma che viene considerata più importante è quella della sanità. La speaker della Camera Nancy Pelosi parlò dei grandi progressi che avrebbe comportato.
    Tra le decisioni prese: unassicurazione sulla salute per tutti e laumento del numero di persone tutelate dal sistema sanitario, 32 milioni in più.

    A chi gli rinfaccia di non aver fatto abbastanza in politica estera, Obama risponde: 'Chiedetelo a Osama Bin Laden'. Il capo di Al Qaeda, luomo più temuto al mondo dopo gli attacchi dell11 settembre 2001, viene catturato e ucciso durante un blitz in Pakistan nel maggio 2011. LAmerica e il mondo intero esultano.

    Altro cavallo di battaglia: il voto anticipato. Secondo i sondaggi, gli americani che hanno seguito il meccanismo dellearly vote si sono dimostrati favorevoli a Obama. Si tratta soprattutto di minoranze come neri e cittadini latinoamericani, le fasce della popolazione più svantaggiate. E lui stesso, Obama è stato il primo presidente degli Stati Uniti a votare prima della data delle elezioni.

    Si seguono:
    Su Youtube http://bit.ly/wV2enX
    Su Facebook : http://www.facebook.com/euronews.fans
    Twitter: http://twitter.com/euronewsit"

    (Via http://gdata.youtube.com/feeds/api/playlists/1BFB7BB6CF3C354D.)

    martedì
    ago282012

    Complotto militare per uccidere (o rieleggere) Obama

    mercoledì
    ago012012

    AGOSTO A OCCHI BENE APERTI

    I più sono in ferie, o comunque distratti dal clima vacanziero. I potenti no, da Obama a Monti

    Succede regolarmente, di questi tempi. E di per sé sarebbe anche naturale: visti gli innumerevoli problemi che ci assillano per tutto l’anno, almeno ad agosto il desiderio è quello di occuparsi di altro. O magari di non occuparsi proprio di un bel nulla. Pura disattenzione, nei confronti dell’economia e della politica, e massima attenzione solo per se stessi e i propri cari.

    Ci si riposa. Ci si svaga. Ci si rigenera, o almeno ci si prova.

    Del tutto naturale.

    Del tutto insidioso.

    Assai più che in passato, infatti, questo mese di agosto potrebbe essere utilizzato per portare a termine – appunto nella disattenzione generale – alcune mosse decisive sul versante della riorganizzazione europea. Mentre le folle seguono le Olimpiadi, o il calcio estivo, o le cronache spicciole ivi incluso il gossip, quelli che tirano i fili sono e rimarranno in piena attività per portare avanti il loro lavoro.

    Ci sono da stringere alcuni nodi. Ossia alcuni capestri. C’è da spianare la strada all’ulteriore offensiva neoliberista che verrà scatenata, esplicitamente, a partire da settembre.

    I cittadini qualsiasi se ne restano sotto il sole.

    I cittadini qualsiasi se ne restano sotto.  

     

    martedì
    lug312012

    30/7: Pressing della Casa Bianca su scudo Bce

    "Geithner vede Schaeuble e Draghi, bene Italia e Spagna"

    (Qui la notizia)

    venerdì
    giu292012

    Sanità USA: Obama non ha nulla da festeggiare

    martedì
    giu192012

    Siria. Vertice Putin-Obama

    I presidenti russo e statunitense si sono incontrati a margine del G20 e si sono rinchiusi per oltre due ore a discutere principalmente della crisi siriana. Un difficile incontro fra due caratteri opposti e inconciliabili, come hanno potuto notare i giornalisti anche per il diverso stile con cui hanno riportato i risultati dell’incontro: gelido e concreto Putin, enfatico Obama, che ha tenuto una dichiarazione quattro volte più lunga del suo omologo.

    Nella sostanza i due hanno convenuto che è necessaria una «immediata cessazione» delle violenze in Siria e che sono «uniti nell’idea che il popolo siriano dovrebbe poter scegliere il suo futuro in maniera indipendente e democratica». L’incontro fra i due è stato particolarmente lungo e per questo gli analisti concordano sul fatto che siano scesi fin nel dettaglio, ma, anche se le dichiarazioni sono apparentemente generiche, è fondamentale il fatto che gli USA abbiano implicitamente riconosciuto che la Russia sia per la pace in Siria e che il futuro siriano debba essere nelle mani del popolo.

    Altra dichiarazione chiave è che fra i «numerosi punti in comune», rilevati da Putin, sia emerso che «bisogna creare un processo politico per evitare la guerra civile», nonostante questa sia già in atto sembra quindi che anche gli Stati Uniti si siano resi conto che la soluzione yemenita, e non quella libica, sia da applicare in Siria: come ha ribadito Putin nella sua dichiarazione alla stampa, sottolineando che solo un dialogo fra governo e opposizione può risolvere la crisi.

    L’incontro fra i due potrebbe rappresentare la svolta nella crisi siriana, dove la missione ONU è invece sempre più in difficoltà, visto che doveva vigilare su un cessate il fuoco accettato da entrambi in contendenti, ma da questi costantemente violato, in una continua escalation funzionale alle opposte propagande.

    Il mondo dell’informazione deve continuare a vigilare sulla Siria, ma le macchine della propaganda dovrebbero prendersi una pausa e permettere che le diplomazie lavorino per la pace, ammesso che ne abbiano realmente voglia.

    (fm)

    martedì
    giu192012

    Obama-Putin: tregua a G20, prove disgelo su Siria

    martedì
    giu192012

    G20, BATTIBECCO USA/UE

    In Messico salta il confronto con Obama. Ridicola la spiegazione: il protrarsi della cena

    Metà teatrino, di quart’ordine, e metà lite da condominio.

    La Casa Bianca continua ad atteggiarsi a maestra di management, richiamando i vertici europei a una maggiore efficienza nella gestione della crisi, e gli “scolaretti” insorgono. Barroso, il presidente della Commissione Ue, ricorda che «questa crisi è stata originata in Nord America e molti dei nostri istituti finanziari sono stati contaminati a causa delle non ortodosse pratiche delle strutture finanziare Usa», concludendo con un lapidario «Non siamo venuti qui al G20 a prendere lezioni da nessuno».

    Dietro le baruffe di giornata, però, ciò che conta sono i numeri. Quelli degli ulteriori fondi assegnati all’Fmi. A fronte di un totale di 456 miliardi di dollari, la grande Cina della crescita a due cifre ne metterà 43.

    L’Italia di Monti e Napolitano, e delle riforme “lacrime e sangue”, la bellezza di 31.

    mercoledì
    giu062012

    Obama vs Ue: pura arroganza Usa

    Il fatto che sia stato il solo Hollande, certamente non un personaggio di alto profilo malgrado la recentissima elezione all'Eliseo, a replicare alle ultime dichiarazioni di Obama in merito allo stato pietoso dell'economia europea, la dice lunga sulla totale nullità, dal punto di vista politico, della Ue.

    I fatti sono noti: Obama si dice fortemente preoccupato del fatto che in Europa non si riesce a superare la crisi, tanto da minare persino la ripresa Usa, e ha addirittura proposto di poter intervenire personalmente, ai piani alti delle capitali europee, per indicare ai vari paesi in crisi come uscirne.

    Un’ipotesi, dal punto di vista diplomatico, di una violenza e rozzezza inaudite.

     

    di Valerio Lo Monaco

    (nel Quotidiano)

    giovedì
    mag312012

    L’economia USA in tempo di Presidenziali

     È ormai certa l’investitura di Mitt Romney, repubblicano, come contendente di Barack Obama nella corsa per la conquista della Casa Bianca per il quadriennio 2012-2016. In gioco c’è dunque la guida di quella che viene definita “la più grande potenza economica e militare del mondo”.

    Una formula che non è più chiaro come un tempo quanto sia fondata, per lo meno sotto il primo aspetto. Se infatti l’apparato militare americano rimane il più ampio, sofisticato e attrezzato del mondo, dal lato economico ciò che si dice degli USA, a guardare i dati, potrebbe corrispondere a un retaggio mitico del passato più che alla realtà dei fatti.

    Sul piano economico le caratteristiche oggi dominanti sono due: disoccupazione e bassa crescita.

     

    di Davide Stasi

    (nel Quotidiano)

    giovedì
    mag312012

    Fox contro Obama, si ricomincia

    "Ieri Fox News ha trasmesso due volte bella fascia mattutina una clip di quasi 4 minuti che ricordava promesse elettorali della campagna 2008 del presidente Barack Obama e le accostava a statistiche negative dell'economia americana. Il montaggio, la grafica, la sequenza di dichiarazioni estrapolate e immagini di disperazione e dolore era quella tipica di uno spot elettorale. Ma così non era"

    (Qui la notizia)

    giovedì
    mag312012

    Una bella telefonatina con Obama

    A quanto pare i summit non bastano mai: in aggiunta a quelli veri e propri, in cui ci si incontra di persona, ci vogliono anche quelli in teleconferenza, come è accaduto ieri tra Obama, Merkel, Hollande e Monti.

    I resoconti, purtroppo, sono scarni. Il poco che viene lasciato filtrare riguarda l’argomento – che manco a dirlo è l’enigmatica, per non dire mitologica, conciliazione fra rigore e crescita – e le ulteriori pressioni statunitensi per un rilancio delle economie europee. Il punto di vista del presidente USA è arcinoto: fate quel che vi pare ma rimettete in moto il Pil.

    di Federico Zamboni

    (nel Quotidiano)

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