Il leader palestinese Abbas ha dichiarato a Mosca, ultima tappa del suo tour europeo, di essere favorevole all’esistenza di due stati, indipendenti e sovrani in Palestina, dissociandosi così dagli estremismi islamici che vorrebbero la distruzione di Israele, incuranti della sorte dei palestinesi.
Dopo i successi all’ONU e, soprattutto, all’UNESCO Abbas ha dimostrato, ancora una volta, il sensato realismo necessario per individuare una soluzione alla querelle israeliano-palestinese. Che, come è evidente a chiunque non sia ottenebrato dall’ideologia o dal fanatismo religioso, può giungere solo con la creazione di due stati con piena sovranità.
Purtroppo, com'è noto, quella di Abbas è una posizione isolata, fra falchi di opposte fazioni interessati a strumentalizzare la questione palestinese per giochi geopolitici di più ampio respiro, che hanno bisogno di una situazione di crisi permanente nel quadrante.
(red)
Anche l’ANP contro la libertà di stampa
Vittima della Autorità Nazionale Palestinese è stata la libertà di stampa, nella persona di Youssef Shayeb, incarcerato per una settimana, e poi rilasciato su cauzione, per aver insinuato casi di corruzione nell’ANP.
Shayeb non ha fatto in tempo ad essere liberato che Ismat Abdul Khaliq, studente universitario, è finito dentro per aver dato ad Abbas del traditore su Facebook: immaginiamo quanti italiani potrebbero finire dentro se la nostra sgangherata giustizia incarcerasse per commenti denigratori sul governo a mezzo FB. Sull’abbrivo sono stati arrestati anche un altro giornalista e tre studenti, che avevano denunciato ulteriori casi di corruzione e criticato i gruppi giovanili radicali palestinesi.
Sono eventi gravi per l’ANP, che così perde di credibilità, e non solo quando tributa onori alla giornalista Helen Thomas, la cui lunga carriera era terminata nel 2010 per un controverso articolo sulla questione palestinese.
Queste azioni di repressione della libertà di opinione sono un’arma in più data al sionismo, come se ne avesse bisogno.
(fm)