Martedì si vota e Romney prova pure questa: mica vorrete fare la fine di Spagna e Italia?
Ultime cartucce, per i due candidati alla Casa Bianca. Il countdown scorre inesorabile, in vista dell’appuntamento decisivo del 6 novembre, e dopo la momentanea sospensione delle ostilità, a causa dell’uragano Sandy, ecco che la sparatoria riprende.
Ad aprire il fuoco è lo sfidante repubblicano. Che nell’intento di screditare il rivale democratico fa espresso riferimento all’Europa. O per meglio dire a quella parte di Europa che annaspa maggiormente sotto i colpi della crisi.
«Se siete un imprenditore e state pensando di avviare un'attività dovete chiedervi: l'America è sulla strada della Grecia? Siamo sulla strada di una crisi economica come quelle che stiamo vedendo in Europa, in Italia e Spagna? Se continuiamo a spendere 1.000 miliardi di dollari in più di quanto entra, l'America di fatto si troverà su questa strada».
Ottime domande, Mitt. Ma che qui «in Europa, in Italia e Spagna» andrebbero rovesciate e che ci si sarebbe dovuti porre tutti quanti. E già da molto tempo. O da sempre.
Per esempio: «Se siete dei cittadini liberi e volete rimanerlo, senza diventare schiavi delle multinazionali e delle banche, dovete chiedervi: siamo sulla strada degli Stati Uniti? Siamo sulla strada di una crisi economica come quelle che, dal 1929 in poi, hanno origine nei deliranti meccanismi speculativi di Wall Street? Se continuiamo a permettere che in pochi si arricchiscano a scapito di tutti gli altri, l'Europa si troverà su questa strada».
Tra Obama e Romney preferivo Sandy
Non riesco a capire come si possa prendere sul serio quel grande Barnum che sono le elezioni presidenziali americane, cui in Italia per giorni e giorni sono state dedicate dozzine di pagine, talk show e notturne ed estenuanti dirette. Sono una sorta di SuperBowl politico, altrettanto kitsch. Mancavano solo le puttanone scosciate a cavalcioni degli elefant e sarebbe stato perfetto. “Michelle, non ti ho mai amato tanto in vita mia come in questo momento” è una frase che, pronunciata nel più importante discorso alla Nazione, nemmeno Silvio Berlusconi avrebbe osato permettersi.
In Archivio Massimo Fini