Ultimi Commenti dei lettori
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Opinioni dei Lettori
LETTURA LIBERA FREE

La Voce del Ribelle On-Line (ed Free)

Entries in Siria (90)

giovedì
mag312012

Siria: la beffa degli ambasciatori di Damasco

Una nota di colore che stemperi il rosso sangue del carnaio siriano può non guastare: gli ambasciatori di Damasco hanno beffato Parigi e Bruxelles.

I due ambasciatori espulsi dalle sedi diplomatiche siriane presso Francia e Belgio resteranno in sede e continueranno a godere dello status diplomatico, con tutti i privilegi e garanzie che ne derivano, questo perché erano accreditati rispettivamente presso Unesco e UE e le autorità nazionali non possono toccarli.

Il poter restare in sede e non dover rientrare in patria è una fortuna soprattutto per l’ambasciatrice a Parigi, Lamia Chakkour, che dall’età di 16 anni vive in Francia, dove ha studiato fino alla laurea in urbanistica salvo una breve parentesi a Torino. Nella Siria del futuro non le si prospetterebbe una vita facile, essendo donna e cristiana, nonché figlia di un laico generale baathista, in un paese che rischia un futuro rigidamente sunnita.

(fm)

giovedì
mag312012

Siria. Gli insorti ci provano: «il Piano Annan è fallito»

I ribelli prima hanno lanciato un ultimatum ad Assad, intimandogli di rispettare il piano Annan entro 48 ore, poi, forse spinti dai loro sponsor stranieri, lo hanno annullato chiedendo che sia annunciato il fallimento del piano. A sentir loro, infatti, «non c‘è motivo per continuare a rispettare l’accordo unilateralmente», cosa che peraltro non hanno mai fatto, in quanto «Il piano di Annan per la Siria è stato ignorato da Assad che ha commesso massacri di fronte al mondo».

In effetti, il governo siriano non ha rispettato i termini del piano ed ha continuato con le azioni militari, tuttavia non è stato il solo a boicottare Annan: sembra esserci la volontà di far precipitare la situazione prima che l’opzione militare possa passare dal controllo degli “amici della Siria” a quello dell’ONU, il che rischierebbe di vanificare i piani espansionistici di alcuni Stati.

Dopo Houla, intanto, continuano le esecuzioni sommarie, con altri tredici morti. Mentre i contendenti si scambiano reciproche accuse sui massacri, l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jafari, comunica che «Per far luce sul massacro di Hula abbiamo istituito una commissione d’inchiesta che ci fornirà i suoi risultati in tre giorni. Non tre mesi o tre anni, ma tre giorni. Coloro che hanno commesso crimini tanto odiosi saranno giudicati in base alla legge siriana». Speriamo non sia una commissione d’inchiesta di comodo all’italiana.

Anche i bombardamenti proseguono e si registrano 60 persone uccise ad Houla. Solo 16, invece, nell’ennesima autobomba a Baghdad, in uno stillicidio che nel solo mese di aprile è arrivato a quota 126: certo non sono i numeri siriani dell’ultimo anno, però la sistematica strage degli sciiti non sembra preoccupare più di tanto la comunità internazionale.

L’eccidio di Houla pare aver oscurato tutto, ma in fondo è giustificabile, soprattutto ora che arrivano le prime testimonianze dei superstiti, in maggioranza bambini che si sono salvati solo perché ritenuti morti. I sopravvissuti riferiscono di miliziani e civili che, dopo la strage, si sono dati al più becero saccheggio strappando denaro e gioielli ai cadaveri.

Abbandonare ora il piano Annan sarebbe un grave atto criminale perpetrato contro il popolo siriano.

(fm)

mercoledì
mag302012

Houla: chi è il vero responsabile?

Sull’orrendo massacro di Houla le parti in causa si sono rimbalzate reciprocamente la responsabilità del crimine, rendendosi conto non tanto che nuoceva alla parte che lo aveva commesso, ma piuttosto del successo propagandistico se lo si fosse potuto addossare al nemico.

Assad si è dichiarato estraneo ai fatti, ma l’obiezione russa, mossa dal ministro degli esteri Lavrov, è più che motivata: «Il governo ha la maggiore responsabilità per quanto sta succedendo; ogni governo in ogni paese ha la responsabilità della sicurezza dei suoi cittadini».

Fatta questa doverosa premessa, che inchioda il dittatore alle sue responsabilità, che vanno oltre il singolo evento, bisogna uscire dagli isterismi propagandistici, che lo vogliono come il macellaio di Houla: ha commesso molti crimini, ma esistono forti indizi che questa volta sia realmente estraneo ai fatti.

Un ex ufficiale dell’intelligence britannico, una fonte non propriamente neutrale quindi, ha dichiarato che le modalità del massacro, decapitazione, sgozzamento e mutilazioni varie, sono aliene all’Islam levantino, cui appartengono Siria e Libano, ma sono invece tipiche dell’Anbar, una provincia dell’Iraq, da cui proverrebbero alcuni dei combattenti stranieri che sostengono i ribelli. Non va dimenticato che l’Iraq, come la Siria, è teatro della guerra religiosa fra sciiti e sunniti che sta insanguinando l’Islam.

Se è vero, come conferma la dura condanna del Consiglio di sicurezza, che l’artiglieria governativa bombardava Houla, è altresì vero che questa non può essere responsabile di omicidi compiuti a distanza ravvicinata e dei gravi abusi fisici sui civili. Dei 109 uccisi molti sono stati trovati con fori di proiettile in testa, fatto tipico più di esecuzioni mirate che di un bombardamento indiscriminato; inoltre la maggioranza delle vittime erano donne e bambini, rispettivamente 34 e 49, il che fa pensare ad una raccapricciante selezione delle vittime da “giustiziare”.

Da questi primi, pochi e nebulosi, dati emersi dalle indagini sul massacro emergerebbe una probabile – non accertata ma probabile – responsabilità diretta dei ribelli, ma la posizione più sensata appare quella russa. Che li condanna sì, ma insieme ad Assad: il quale, incaponendosi, ha permesso che la situazione degenerasse fino a questo punto, quando invece gli era stata aperta una soluzione di tipo yemenita.

(fm)

mercoledì
mag302012

Siria. Si profila l’intervento armato, ma dell’ONU

I fatti di Houla rischiano di far precipitare la situazione siriana e l’ipotesi di una presenza militare straniera si fa sempre più realistica, almeno da quanto trapela dalle dichiarazioni del neo presidente francese.

Secondo la Reuters, Hollande avrebbe dichiarato che «Non è possibile permettere al regime di Assad di continuare a massacrare il suo popolo», e fin qui nulla di nuovo, ma avrebbe anche aggiunto «voglio che quanto accaduto in Libia sia percepito come la prova che un intervento straniero è possibile. Homs oggi è quello che Bengasi era ieri». La novità è che il tanto bramato scenario libico viene evocato esplicitamente per la prima volta.

 

di Ferdinando Menconi

(nel Quotidiano)

martedì
mag292012

Scacco alla Siria

Espulsi gli ambasciatori in diversi Paesi occidentali, tra cui l’Italia

Una decisione evidentemente coordinata, da parte di un nutrito gruppo di Stati che comprende l’Australia, il Canada e svariate nazioni europee. Ivi incluse, oltre alla nostra, Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna.

La motivazione ufficiale è quella che si legge in un comunicato della Farnesina: «ribadire l'indignazione per le efferate violenze contro la popolazione civile ascrivibili alle responsabilità del governo siriano». L’intento, sempre in teoria, sarebbe quello di indurre Damasco a «cogliere l'occasione offerta da piano Annan".

Come abbiamo spiegato più volte, però, dietro le apparenze c’è una strategia molto meno pacifica. E mettere nell’angolo Assad potrebbe servire solo ad accelerare il precipitare degli eventi.



martedì
mag292012

La BBC Beccata a fare Falsa Propaganda sul Massacro in Siria

"Da Prison Planet le prove di una vecchia storia che si ripete: la falsa propaganda cerca di scuotere le coscienze per legittimare un'altra guerra. L'agenzia di stampa BBC utilizza vecchie foto di bambini Iracheni morti per rappresentare le presunte atrocità del governo Siriano di Paul Joseph Watson I media Britannici sono stati beccati ancora una volta con le brache calate.

(Leggi tutto)

lunedì
mag282012

Massacro di Houla: ferma condanna dell’ONU

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato, «nei termini più forti possibili», l’immondo massacro di Houla, che ha macchiato le mani dell’esecutore del sangue di 90 vittime innocenti, fra le quali 32 bambini.

Non è stato difficile raggiungere un accordo anche con Russia e Cina, comunemente spacciate come sostenitrici di Assad, che hanno solo richiesto che la condanna fosse relativamente generica, finché non sarà provata la responsabilità dell’atto, pur riconoscendo che la strage è avvenuta durante «un attacco che ha comportato un bombardamento di artiglieria governativo». Fortunatamente anche i “paesi amici della Siria”, di fronte all’efferatezza, del gesto hanno accettato di fermare per un attimo la loro inesorabile macchina propagandistica e sottoscritto un documento fermo ma equilibrato.

 

di Ferdinando Menconi

(nel Quotidiano)

venerdì
mag182012

La mano di Al Qaeda sulla Siria

Le ONG continuano a contestare ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del governo e iniziative contro le proteste degli studenti, che si sono mobilitati ad Aleppo approfittando, giustamente, della presenza degli osservatori ONU, che ha bloccato la macchina repressiva del regime.

Non è però Assad il solo colpevole del carnaio siriano: ci sono anche le bombe terroristiche, come quelle che il 10 maggio hanno causato a Damasco la morte di 55 persone ed il ferimento di altre 372, dietro le quali ci sarebbe la mano di Al Qaeda.

A sostenerlo è Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’ONU, che non può essere certo tacciato di essere un sostenitore di Assad, anche se il piano di pace delle Nazioni Unite è boicottato da molti dei sedicenti “amici della Siria”.

La situazione nel paese resta molto complessa – parrebbe addirittura che forze militari ribelli vengano addestrate in Kossovo – e va complicandosi ogni giorno che passa, ma se è vero che il regime di Assad è sanguinario e dittatoriale, è altrettanto vero che non siamo di fronte a un quadro in bianco e nero: forse l’unico dato di fatto è che nessuna delle forze in campo ha a cuore la libertà del popolo.

(fm)

lunedì
mag142012

LA CORSA DELLE POTENZE MONDIALI PER SPINGERE LA SIRIA AD UNA GUERRA

DI PEPPE ESCOBAR
asiatimes.com

(attenzione: satira)

DAMASCO – Le potenze mondiali sono impegnate in una corsa contro il tempo per gettare la Siria in una guerra civile a tutto campo, il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon, come un 'cane da guardia' ha riportato di “migliaia” di uccisioni su YouTube da parte del regime Siriano.

Parlando dopo un incontro chiave al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, diversi funzionari hanno descritto nei dettagli la “brutalità” del presidente Bashar al-Assad ed hanno detto che gli attacchi da parte dei gruppi di opposizione sono “inesistenti”.

A seguito, 'La fabbrica siriana delle news' (Marinella Correggia, ilmanifesto.it);"

(Leggi tutto)

giovedì
mag102012

Siria. Due ordigni fanno strage a Damasco

L’esercito ribelle siriano ha sempre accusato i regolari di violazioni del cessate il fuoco, ma le due bombe che sono esplose oggi, presso il centro dell’intelligence governativa, difficilmente potrà essere attribuito ad Assad.

Nonostante i 55 morti e gli oltre 370 feriti, non lo si può chiamare un gesto terroristico, ma un vero e proprio atto di guerra mirato a colpire un obiettivo governativo sensibile, senza curarsi di quegli effetti collaterali devastanti cui la NATO ci ha abituato.

Se si può dubitare della buona fede di Assad nel seguire il piano di pace ONU, è evidente che questo sia apertamente boicottato dai ribelli e delle nazioni che li armano e supportano: esistono forze determinate a farlo fallire per poter dare il via a quella “guerra umanitaria” che tanto bramano, e che serve a gettare la Siria in un caos di tipo libico.

(fm)

mercoledì
mag092012

Elezioni in Siria: una farsa, naturalmente

Lunedì, dopo oltre 50 anni, si sono svolte le prime elezioni multipartitiche in Siria, ma senza neppure attendere i risultati sono state giudicate una farsa, sia dalla opposizione che dagli USA, sempre pronti a non riconoscere le elezioni altrui, quando non danno i risultati sperati, così come non riconoscono quando la farsa elegge i loro presidenti.

È indubbio che non si tratti di elezioni regolari e pienamente democratiche, tuttavia lo si sarebbe potuto considerare come un passo avanti, così come è stato fatto per le elezioni birmane, che non hanno certo rovesciato un regime che nulla ha da invidiare a quello di Assad, ma tuttavia hanno dato voce e legittimità alle opposizioni.

 

di Ferdinando Menconi

(nel Quotidiano)

mercoledì
mag022012

Siria: anche la questione curda sul tappeto

giovedì
apr262012

Consiglio di Sicurezza ONU: finalmente una risoluzione sulla Siria

Il Consiglio di sicurezza ONU si è finalmente sbloccato ed ha votato, all’unanimità, una risoluzione sulla Siria: prevede l’invio di 250 osservatori che dovranno godere di una libertà di movimento “completa, senza ostacoli ed immediata”, altrimenti l’ONU si riserva di agire nei modi che riterrà opportuni per il rispetto della risoluzione.

Click to read more ...

venerdì
apr202012

Siria. La Russia sostiene il piano Annan

Il Ministro degli Esteri russo, a fronte delle continue violazioni del cessate il fuoco, ha dichiarato che «È necessario restare riuniti attorno al Piano Annan, attorno alle decisioni del Consiglio di Sicurezza che lo approvano, e fare il possibile per far passare una seconda risoluzione che dovrebbe approvare una missione di osservazione su larga scala».

Lavrov ha anche ribadito la volontà russa di impedire uno scenario libico ed ha messo in guardia «i tanti, dentro e fuori il paese, che puntano a far fallire il Piano Annan».

(red)

giovedì
apr192012

Siria. Ban Ki-Moon chiede più osservatori

Viste le ripetute violazioni della tregua, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha chiesto un incremento a 300 degli osservatori da inviare in Siria, ma chi maggiormente sembra poter trarre profitto dal proseguire degli scontri è il Consiglio Nazionale siriano che, tramite il suo  leader Burhan Ghalioun, manda a dire: «Credo che dovremmo ritornare sull’idea di proteggere i civili, è stato fatto in Kosovo e altrove», rilanciando così l’ipotesi di invasione stranera sotto le mentite spoglie dell’ONU.

Anche Hillary Clinton dà l’impressione di non aver mai abbandonato questa ipotesi, nelle sue dichiarazioni a margine della partecipazione del club degli “amici della Siria” di Parigi, anche se le ammanta di un’asserita volontà di sostegno al piano di Kofi Annan, l’inviato speciale di Nazioni Unite e Lega Araba.

(fm)

lunedì
apr162012

Consiglio di Sicurezza ONU: finalmente una risoluzione sulla Siria

Il Consiglio di sicurezza ONU si è finalmente sbloccato ed ha votato, all’unanimità, una risoluzione sulla Siria, che prevede l’invio di 250 osservatori che dovranno godere di una libertà di movimento “completa, senza ostacoli ed immediata”, altrimenti l’ONU si riserva di agire nei modi che riterrà opportuni per il rispetto della risoluzione.

Il blocco posto dai veti russo-cinesi è stato superato, ma ciò è stato possibile perché i sedicenti “amici della Siria” sono stati costretti a più miti consigli e a lavorare per la transizione, non per la sostituzione della dittatura con un Quisling.

Continuano, tuttavia, gli scontri fra opposte milizie e Assad viene accusato di non voler rispettare i piano Annan, tuttavia è difficile stabilire se sono i lealisti o, piuttosto, i disertori i primi violatori della tregua, visto che il Consiglio nazionale siriano non riconosce il governo di Damasco e che gli amici della Siria incitano a boicottare ogni iniziativa governativa.

Quanto sia sincero Assad non è ancora dato sapere, ma quanto gli “umanitari” lo siano è dimostrato dalla Turchia, che pare intenzionata a chiedere l’intervento NATO per difendere i suoi confini, su questa basi non è difficile discernere chi, fra Russia e “amici”, sia il vero nemico della pace.

(fm)

lunedì
apr162012

Siria:attivisti,30 uccisi da forze Assad

"Bilancio piu' sanguinoso in provincia nord-ovest di Idlib"

(Qui la notizia)

venerdì
apr132012

Siria: la fragile tregua sembra tenere

Nonostante sporadici scontri, in Siria le cose appaiono più calme di quanto previsto: era utopistico, infatti, pensare che non sarebbe stato sparato più un proiettile dopo il cessate il fuoco.

Gli scontri sono limitati a scaramucce fra militari, lealisti e disertori, che si addossano reciprocamente la responsabilità di aver aperto il fuoco per primi, ma la “feroce repressione” sembra terminata. Anche ieri sono state registrate delle vittime, una decina, tuttavia rispetto alle cifre cui eravamo “abituati” l’inversione di tendenza è tangibile: Assad sembra stia mantenendo quanto promesso.

Nonostante le accuse di non aver completamente ritirato le sue truppe, il dittatore, contro ogni previsione degli “Amici della Siria” sta tenendo fede all’impegno preso e potrebbe veramente essere l’inizio di quella pace che può scongiurare il bagno di sangue di una guerra civile.

(red)

giovedì
apr122012

Comincia la pace in Siria?

mercoledì
apr042012

Amici della Siria, nemici della pace

Gli stati che si sono autoproclamati “Amici della Siria”, dopo aver spinto per l’intervento armato straniero, stanno minando le iniziative di pace che l’ONU sta faticosamente conducendo, almeno secondo il Ministro degli esteri russo Lavrov. Il quale ha fatto notare che, mentre tutti hanno sostenuto il piano (di pace) di Annan, gli Amici della Siria si sono immediatamente riuniti ed hanno sollecitato l’opposizione a respingere ogni negoziato ed armarsi, promettendo sanzioni.

Manovre come queste sabotano ogni tentativo di evitare ulteriori spargimenti di sangue e spingono verso una guerra regionale.

 

di Ferdinando Menconi

(nel Quotidiano)

Prima Pagina - Riunione di redazione - Biblioteca Ribelle - Opinioni dai Lettori - Audio - Video - Quotidiano on-line (abb) - Mensile On-Line (abb) - Archivio Massimo Fini (abb)