All in Interni

La Voce del Ribelle 80 - Marzo 2017

Sommario

Censura? Forse è arrivato il momento di quel media che manca

Democrazia diretta. Ma diretta da chi?

Ergastolane, ma non piegate

Disuguaglianza ancora più polarizzata: 0,1% Vs 99,9%

#NunFamoStoMostro (de cemento)

Terza via e altre fandonie progressiste

Nel tramonto di François Hollande il crepuscolo dell’ideologia liberale

Minaccia islamica: così utile che pare quasi inventata

Molto, molto oltre il referendum del 4 dicembre

Tutti nella Rete. Quasi tutti irretiti

Storie di ordinaria amministrazione

È arrivata l’ora di rallentare*

Ciò che non era avvenuto al primo turno delle elezioni Amministrative è accaduto al secondo nei ballottaggi: il Partito Democratico è stato umiliato. Che lo sia stata anche la coalizione del centrodestra non è neanche una notizia, vista l'esiguità di una proposta politica che da quest'ultima parte non arriva ormai da mesi e mesi. Ma insomma il dato politico che emerge è, da una parte, il messaggio tutto rivolto al clan di Matteo Renzi, checché ne dica il Presidente del Consiglio, dall'altra parte l'ascesa del MoVimento 5 Stelle a ruoli sul serio governativi.

Gli scenari che si aprono a questo punto sono di due ordini, da un lato ciò cui i risultati delle Amministrative possono condurre in ottica di governo, dall'altro lato riguardo le capacità di governare che il M5S a questo punto è sul serio obbligato a dover dimostrare.

MoVimento 5 Stelle: e ora?

di Valerio Lo Monaco

(con interventi di Federico Zamboni)

Dopo Grillo. E dopo Casaleggio 

I nodi ancora da sciogliere

I volti che possono riuscirci

Perché

Grillo ha dichiarato da tempo di volersi fare da parte, e il suo nome non compare più nel simbolo del MoVimento 5 Stelle. Casaleggio è morto. Porsi qualche domanda sul futuro di questa realtà politica è d’obbligo. 

È quasi un decennio ormai, se consideriamo anche la fase preparatoria dei meetup, che il MoVimento originato da Beppe Grillo è presente nel panorama del nostro Paese. E la sua presenza si è estesa anche a livello più propriamente politico, con l’ingresso in Parlamento del 2013. Si possono fare delle prime sintesi, e si devono fare proprio adesso, momento nel quale stanno intervenendo cambiamenti di notevole spessore, sia per la diffusione di questa realtà politica, sia per la maturazione di alcuni suoi esponenti sia, soprattutto, per le ultimissime vicende che abbiamo appena richiamato, la prima voluta, la seconda subita.

Unioni Civili: e il nuovo mondo etico e sociale

di Sara Santolini

Tra diritti di coppia e adozioni,
tra le rivendicazioni gay e l’utero in affitto. Gli altri Paesi, i casi, i dubbi
e le questioni irrisolte. 

Introduzione

L’ambito giuridico delle Unioni Civili è in corso di modifica sensibile anche nel nostro Paese. Non è affare di poco conto, o che riguarda unicamente lo status di chi è toccato direttamente da questa normativa. Perché si tratta, con tutte le implicazioni che porta (o porterà) con sé, di un ambito che è in grado di cambiare significativamente il quadro della nostra società civile. 

In questo testo cerchiamo di fare chiarezza sul processo attualmente in corso in Italia, ma soprattutto su quello che avviene negli altri Paesi, e allargheremo l’orizzonte, fatalmente, agli altri temi collegati alle vicende, ai desideri e alle rivendicazioni delle coppie omosessuali in merito agli aspetti dell’adozione e a quello, niente affatto trascurabile dal punto di vista etico e sociale, del marketing dell’utero in affitto.

Cosmo di valori

di Valerio Lo Monaco

Una delle caratteristiche antropologiche dell’Homo Sapiens è quella della capacità riflessiva. Intellettuale oltre che istintiva, animale. Nulla a che vedere, per quello che ci riguarda in questa circostanza, con capacità mnemoniche. La creatività, il ragionamento astratto, il linguaggio e l’introspezione. Insomma a partire da ciò che, secondo le teorie dell’evoluzione e della storia del paleolitico medio, permisero alla specie Sapiens di capire, in seguito a una riduzione della popolazione globale per via di un evento particolare (che è tutt’ora in fase di studio ma che è stato ben delineato dalle teorie di Linneaus nel 1758), che era necessaria una migrazione dai posti originari. Che c’era bisogno di muoversi, ovvero di “fare qualcosa”. Dall’Africa, attraverso quello che è stato definito corridoio mediorientale, quell’uomo iniziò a colonizzare la Terra intera. Quell’uomo in definitiva subì una azione, se ne accorse, la capì, ipotizzò una strategia da attuare e decise una reazione.

Il BLUFF del Jobs Act

di Sara Santolini

Introduzione

«È una giornata storica, un giorno atteso per molti anni da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato: superiamo l’articolo 18 e i co.co.co., nessuno sarà più lasciato solo, ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buonuscita entrano nel vocabolario di una generazione che ne era stata esclusa»

Le parole pronunciate da Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014, al via libera dei primi due degli otto decreti attuativi del Jobs Act, suonano come autentica propaganda. Risultavano tali già durante la conferenza stampa nella quale sono state pronunciate, e lo risultano ancora più chiaramente oggi, mentre la nuova legge sul lavoro dispiega i suoi effetti. Lo diciamo subito: il precariato è la regola, i contratti capestro sono ancora facilmente applicabili grazie alle mille deroghe inserite nei decreti, la cassa integrazione non è più per tutti gli ex dipendenti, la concessione di un mutuo è quasi del tutto esclusa con un contratto a tutele crescenti - che in quanto tale non garantisce la continuità del reddito - i diritti sono stati calpestati alla luce del sole e sacrificati sull’altare della convenienza delle aziende. 

Il Partito Democratico può essere ancora definito di sinistra? Il PD è oggi un partito carnivoro che ingoia tutto. Un partito che, per dirla alla Veltroni, ingloba i banchieri ma anche gli operai, gli intellettuali ma anche gli analfabeti, i cattolici impegnati ma anche gli atei e gli agnostici. Non a caso Renzi vorrebbe farne il Partito della Nazione, una sorta di contenitore pigliatutto, quale era la Democrazia Cristiana collassata in Mani Pulite. Un Moloch che, come tale, sarebbe in grado di offrire a iscritti ed elettori, non soltanto interessi ma anche scuse ed alibi per una adesione. Ma che significa oggi dirsi di sinistra? O di destra? Da decenni tali distinzioni lasciano il tempo che trovano ed hanno perso di significato non tanto nel linguaggio politico quanto nella percezione dei cittadini.
Bancari, sì. Non banchieri. Non è un errore. Parliamo proprio di quelle persone che in una banca ci lavorano, non di quelle che una Banca la possiedono. Gli impiegati, proprio loro. E per essere precisi non di quelli alle operazioni di sportello, ma di quelli che sono lì per vendere i prodotti finanziari ai clienti. Quelli che vi accolgono in quelle simil salette riservate, che in qualche caso vi chiamano anche al telefono, perché magari si sono accorti che sul conto corrente avete più di qualche migliaio di euro. E che dunque sono prontissimi a consigliarvi di investirli in qualche modo. Ecco, è a questi che ci riferiamo. Perché questi non sono i proprietari della Banca, non sono ricchi possidenti. Hanno un contratto di lavoro di tutto rispetto, lo sappiamo, mensilità multiple e tutto il resto. Ma è gente come noi. I cui genitori sono magari esempi coincidenti delle stesse persone alle quali consigliano di acquistare i prodotti che propongono.
Il suicidio di Luigino D'Angelo, il pensionato di Civitavecchia che, a causa del decreto 183 che ha salvato quattro banche dal fallimento ma che, nel caso specifico, ha fatto volatilizzare tutti i suoi risparmi (ben 110 mila euro investiti nei cosiddetti “bond subordinati” della Banca Popolare dell'Etruria) e quelli di altre migliaia di obbligazionisti, ha innescato tutta una serie di reazioni dove la rabbia diffusa per l'episodio in sé si è mischiata all'indignazione per le iniziative di un governo che, di fatto, si trova sempre schierato a fianco dei vertici bancari e contro i cittadini. 
Quella delle Ferrovie dello Stato è solo l’ultima, in ordine di tempo, tra le privatizzazioni che i vari governi succedutisi dopo la fine della seconda guerra mondiale portano a compimento. Non stupisca se indichiamo così lontana nel tempo la data di “inizio lavori” per queste operazioni, perché è esattamente lì, in quello spartiacque storico non solo per l’Italia ma anche per l’Europa intera e, indirettamente, per tutto il mondo, che si situa la svolta del percorso relativo alla vera originaria svendita degli Stati. Prima di allora, in Italia, il processo era stato esattamente inverso: lo Stato prima di ogni altra cosa (sino alle volontà autarchiche che, seppure allora in qualche caso ingenue, sono guarda caso esattamente quelle, oggi, cui si riferiscono buona parte delle teorie sulla Decrescita e sul bio-regionalismo).
Il Patto di Stabilità resta un tabù intoccabile per la Commissione europea ma con alcune eccezioni. Se gli investimenti in opere infrastrutturali continuano infatti a dover essere conteggiati nel disavanzo pubblico, lo stesso non varrà per le spese militari straordinarie effettuate in funzione della sicurezza. Gli attacchi dell'Isis a Parigi, e quelli che sono stati annunciati nella Londra guerrafondaia e nella Roma del Giubileo che vedrà l'arrivo di milioni di infedeli, hanno spinto Jean Claude Juncker a compiere il fondamentale passo. Oltre alle spese per armarsi e per reclutare nuovi effettivi, in maniera tale da alzare i livelli di sicurezza interna, continueranno ad essere conteggiate a parte anche le spese sostenute per affrontare l'emergenza migranti, come deciso lo scorso 28 ottobre. Che per l'Italia comporterà un aggravio dello 0,2%.

Per demerito del Nuovo Centro Destra del ministro degli Interni, Angelino Alfano, il governo ha fatto tornare di attualità il Ponte sullo Stretto di Messina. Un'opera al quale Alfano tiene molto per acquisire prestigio e clientele in Sicilia e che il traballante Matteo Renzi non può che sostenere, avendo bisogno in Parlamento dei voti del partito guidato dall'ex democristiano e forzista. 

Da parte sua, l'ex sindaco ha assicurato che il Ponte si farà “certamente”, pur avendo messo le mani avanti sostenendo che prima bisognerà completare la Salerno-Reggio Calabria e risolvere il problema del rifornimento di acqua a Messina. Una precisazione che fa ben sperare per il futuro sul fatto che l'opera in questione, il Ponte per antonomasia, non verrà realizzata.

Imponete una logica – ossia una chiave di lettura di certi fatti e di certi processi, in vista di certe finalità che diventano vincolanti e inderogabili – e avrete un vantaggio decisivo nell’orientare ogni sviluppo successivo. Imporre una logica, infatti, equivale a fissare le regole del gioco, e chi stabilisce quelle regole stabilisce anche, per definizione, a quale gioco si dovrà giocare. Con quali obiettivi. Con quali punteggi. Con quali penalità e persino, in ultima istanza, con quali modalità di esclusione, nonché di auto esclusione, dal gioco stesso.

Fuor di metafora: nella politica italiana degli ultimi vent’anni, che sotto l’egida della Seconda repubblica ha promesso una rinascita morale per poi sfociare in un tracollo sia morale che economico, si è fatto di tutto per imporre un principio tanto nitido quanto ingannevole. Quello che fa coincidere il successo politico con l’ottenimento del governo.

Chi avesse avuto la tentazione di sostenere la Lega di Salvini o Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, dopo la manifestazione di Bologna dovrebbe abbandonare ogni illusione di trovare un’alternativa vera a Renzi in quell’ammucchiata.

La presenza di Berlusconi e delle sue cariatidi dovrebbe convincere i benintenzionati e le persone in buona fede che lo schieramento della destra italiana è quello di sempre

Questo è un periodo di forti campagne mediatiche. Non che ci siano tanti momenti in cui i media mainstream non siano a servizio o alla mercé di qualche convinzione, abbaglio o interesse, ma ci sono volte in cui il martellamento si fa più pressante. Questo preciso istante è uno di quelli. Prima si è cominciato con i vaccini, poi con la carne rossa, ora siamo in attesa della prossima eclatante novità.