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    lunedì
    giu152015

    Ma l'M5S "ci è o ci fa"?

    Una domanda interessante da parte di un nostro lettore. Pone un interrogativo (irrisolto) che ci poniamo da tempo. E che consente qualche riflessione di carattere generale e di interesse collettivo.

    D

    Caro Valerio,

    domanda un po’ articolata e lunga: secondo te perché a continua e ripetuta domanda a quelli del M5S (dai parlamentari che si prodigano a rispondere emozionati e compiaciuti ad ogni complimento ricevuto su facebook per quello che stanno facendo in politica, ai candidati di casa mia (Umbria) che si impegnano a denunce e controdenunce contro l'attuale giunta regionale per le prossime imminenti elezioni, fino a scrittrici passate nelle loro fila che da sempre hanno trattato temi scottanti denunciando anche il TTIP e altre porcate direttamente da Bruxelles) sul loro programma di politica estera e su quello che pensano della NATO e degli USA nessuno mi risponde?

    Parlano di mafia e denunciano mafiosi in parlamento (con tutti i rischi anche personali che si prendono); parlano di referendum per uscire dall'euro ma non di vera riacquisizione (se mai c'è stata) di sovranità nazionale, visto la nostra vera identità di colonia NATO americana (perché allora non fare un referendum per uscire dalla NATO?). 

    C'è un'omertà nel M5S che mi lascia perplesso: nonostante il gran lavoro di scoperchiare la pentola italiana in ebollizione qualcosa di losco si nasconde, un ingrediente che lascia ancora del sapore di grasso e rancido a quel brodo ben filtrato. Cos'è?

    Andrea Pucciarini

    Caro Andrea,

    credo che la domanda sia interessante per tutti i nostri lettori. Certamente lo è anche per noi che al Ribelle lavoriamo e che sul MoVimento 5 Stelle ci interroghiamo professionalmente da diversi anni, ormai. Lascio a te, invece, la conclusione che mi hai scritto, e che non condivido per un semplice motivo: non potendo fare un processo alle intenzioni, e non essendo nella testa degli esponenti dell’M5S, molto semplicemente non posso trarre delle conclusioni simili alle tue. 

    Cerco di spiegarmi meglio, ribadendo da principio che le domande che poni (e come le argomenti) sono correttissime. Per quanto riguarda alle conclusioni cui tu arrivi, e mi riferisco alla “omertà” che ti lascia perplesso e a quell’”ingrediente” di cui parli, invece, mi pare che tu abbia accreditato all’M5S, o meglio ai vari esponenti cui ti riferisci, una capacità analitica molto superiore a quella che io suppongo che abbiano. Ci sarebbe, seguendo il filo del tuo discorso, una comprensione così elevata della situazione generale tanto dal portare poi, dal punto di vista strategico (almeno in merito alla comunicazione), la volontà di non affrontare direttamente quelle problematiche e anzi quella di “omettere” di farlo. Io questo non lo credo. 

    Naturalmente posso sbagliarmi, visto che siamo ancora nel campo delle supposizioni, ma sono più portato a credere che invece, sui temi cui fai riferimento, ci sia una enorme confusione all’interno dell’’M5S. Sicuramente nella “base” (ai vertici davvero non saprei).

    Voglio dire che se la logica ha un senso, è chiaro che posto un problema si debba cercare di affrontarlo e risolverlo con una metodologia precisa, la quale non può che essere quella di portare il ragionamento fino in fondo

    Appare chiaro, spero almeno a tutti i nostri lettori, e certamente lo è a te, che la Nato è il braccio armato degli Usa, sia dal punto di vista prettamente militare sia dal punto di vista diplomatico, e che noi non potremo che continuare a essere sotto scacco, dal punto di vista della sovranità politica, sino al momento in cui non verrà ridiscussa in toto la nostra partecipazione coatta a tale organizzazione a guida U.S.A. Ed è altrettanto chiaro che, ad esempio attraverso l’immonda vicenda del TTIP, il tutto ruota sempre e unicamente attorno al potere - lobbistico, finanziario, mediatico, politico e anche militare, a guida statunitense - contro il quale noi europei e dunque anche noi italiani, non possiamo assolutamente nulla. Nulla fino al momento in cui, e torniamo a bomba, non ridiscuteremo tutto l’architrave della nostra storia attuale che è perennemente prona ai desiderata d’oltre Oceano.

    Temo che indire un referendum per “uscire dalla Nato” sia una cosa assurda anche solo da immaginare per l’M5S, sia per motivi intellettuali sia per motivi strategici. Il primo perché non sono affatto convinto che questo partito abbia una visione d’insieme della storia e del mondo nel quale viviamo in grado di fornire una chiave di lettura, e dunque una proposta politica, di portata tale da concepirsi e proporsi a livello metapolitico, geopolitico e macroeconomico. Sia perché, anche se la avesse, potrebbe aver deciso facilmente di metterla da parte, vista la natura disastrosa della coscienza dei cittadini del nostro Paese cui pur, per motivi elettorali, si rivolge. Per intenderci: è molto più facile, elettoralmente, parlare di mafia e di corruzione da abbattere piuttosto che raccogliere consensi attorno a temi che capiscono in pochissimi. L’M5S ha deciso di rivolgersi alle masse, per poter andare in Parlamento e per andarci con numeri importanti, e dunque è alle masse (incolte) che maggiormente si rivolge. I temi più profondi non fanno presa, non tirano, non generano grandi consensi.

    Poi, certo, c’è una enorme confusione sotto al sole (che non abbiamo mancato mai di sottolineare), vedi l’esempio delle ultime Europee in cui da una parte, nel programma, si parlava di referendum per uscire dall’Euro e dall’altra si parlava della istituzione degli Eurobond… Roba da dissociazione mentale. Ma tant’è.

    In definitiva, non credo affatto che vi sia del “dolo” in quella omertà (seppure… dobbiamo pur sempre essere pronti a tutto, e semmai lo vedremo in futuro) quanto appunto una mera mancanza cognitiva. Il che forse è anche peggio, visto che è un partito che si candida a guidare il nostro Paese e nel quale molti ripongono le proprie speranze. 

    Sulle difficoltà di selezionare i candidati e i comunicatori dell’M5S, e sui loro errori grossolani sia dal punto di vista politico sia da quello comunicativo, ci siamo espressi in varie circostanze e non ci torno sopra in questa, ma devo sottolineare onestamente che le cose, almeno in termini di loro esponenti che vanno in televisione per spiegare le proprie posizioni, recentemente sono migliorate parecchio, soprattutto grazie a Luigi Di Maio e ad Alessandro Di Battista, che qualcosa di più, di più efficace e di meglio argomentato, riescono pure a dire.

    Resta il fatto che ancora oggi non è dato sapere quale sia la concezione del mondo dell’M5S, il meta-messaggio di peso che porta avanti, e la sua intenzione a livello globale. Livello che è l’unico da affrontare se si vogliono cambiare le cose. Come dico spesso: inutile dibattere dei problemi dello stabile nelle riunioni di condominio quando la città e il paese intero stanno per essere rasi al suolo.

    Valerio Lo Monaco 

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