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    venerdì
    mar282014

    Sul Veneto, e l’articolo di Alessio Mannino

    D

    L'articolo di Alessio Mannino sulla raccolta firme per il Veneto indipendente è esattamente come lo scriverebbero i media di regime. I media internazionali, almeno, sono andati alla ricerca dei motivi storici, culturali, economici di questa volontà popolare, chiariamoci, senza giustificarla, voi invece avete bollato le ragioni di questo choc all'avidità  da schei "tipicamente" veneta.

    Non ho mai letto niente del genere in nessuno dei libri del sig Massimo Fini, perché di faziosità, di ignoranza e di mancanza di rispetto di tratta, e dal vostro giornale certamente non me lo aspettavo.

    Questa è la storia che fa il suo corso, siate degni di chiamarvi giornalisti liberi.

    Saluti

    Marco Cecchetto

     

    R

    Alla Voce del Ribelle ognuno pensa con la sua testa, e questo ce l’ha insegnato col suo esempio proprio Fini. Nel merito, ho fatto presente che un’iniziativa estemporanea, isolata, sedentaria e un po’ facilona come un sondaggio web non è sufficiente per raggiungere l’obbiettivo ambizioso della secessione. Sulla quale, essendo un convinto critico della globalizzazione, posso anche essere d’accordo in linea teorica, ma allora espedienti mediatici come il “plebiscito” online dovrebbero essere inseriti nella strategia di una forza politica compatta (i partitini indipendentisti sono molto italiani, nell’azzuffarsi come cani fra loro) e decisa a fare quel che a un certo punto bisognerebbe fare: una sollevazione, fiscale e violenta. Non bastano i click sulla tastiera. E lo dico a maggior ragione perchè vivo in Veneto, sono veneto da una vita, dei venetisti apprezzo l’aspirazione all’autogoverno (il mio ideale sarebbe uno Stato federale all’interno di una Confederazione dei Popoli d’Europa), e dei veneti conosco pregi e difetti. Fra i quali, spesso, rispondere non con contro-argomentazioni, ma limitandosi all’accusa di ignoranza e addirittura mancanza di rispetto. Le tasse non rappresentano la spinta profonda? Mi si provi il contrario.

    A.M.

     

    D

    Attenzione, la secessione è altra cosa rispetto all’indipendentismo. Si secede per interessi economici o incompatibilità con lo stato unitario, senza per forza avere ragioni identitarie, infatti la Lega ha usato il termine secessione per la “Padania”, non indipendenza. Ma quando si tratta di un popolo riconosciuto, avente una storia, tradizioni alle spalle, lingua propria (esistente prima dell’italia), allora non si può parlare semplicemente di secessione, si parla di indipendenza della nazione. Arrivo al punto.

    Giustamente lei abbina il termine eversione al termine secessione, l’eversione è di fatto verso lo stato unitario, verso Roma per staccare una porzione di suolo. Per il Veneto la questione è diversa, il Veneto non secede, ma ritorna ad essere indipendente secondo la sua storia. L’alternativa è integrarsi all’Italia, ma questo l’abbiamo già visto che non succede, esattamente come il sud tirol. Questa è una differenza enorme, e il fattore unico dei schei come spinta indipendentista è un errore volontario della retorica nazionalista, nonchè mancanza di rispetto verso i veneti dipinti come avidi fino al midollo. La volontà veneta non va vista come eversione verso Roma, è eversivo invece nei confronti dei veneti chi la mette su questo piano.

    La Padania secede per i schei, il Veneto ha motivi identitari, storici alla base del voto dell’altro ieri per volere l’indipendenza. E ovviamente anche economici. Se conosce bene i veneti allora sa che sono tranquilli e portando pazienza (e molte volte subendo) proseguono nel loro tram tram... hanno accettato di far parte dell’italia finora subendo tutte le italianerie ma pur mantenendo, e questo è l’importante, la loro identità. Ora che la carenza di lavoro mette a fuoco l’ingiustizia del venire derubati di una parte consistente delle nostre risorse, i veneti quella pazienza e tranquillità la mettono via, e per fortuna dico io, rivendicano contemporaneamente la loro identità e le truffe storiche alla base della situazione attuale. La pazienza è una virtù ed è silenziosa, dietro c’è l’identità, la fame invece (i schei) è rumorosa in una regione virtuosa, perciò non titoli gli articoli in quella maniera per favore!.. A risentirci

    Marco Cecchetto

     

    R

    Sinceramente mi sfugge la differenza, all’atto pratico, fra indipendenza e secessione: la seconda è il presupposto della prima, mi sembra. Non ho mai scritto di avidità, la mia non era un’analisi moralistica, ma sociale. L’identità, a parer mio, si difende anche contro altri “occupanti”, militari o finanziari che siano: Ue, Bce, Nato. E invece la maggioranza dei secessionisti virtuali ha votato a favore della trojka nostrana. Da federalista convinto e amante del Veneto (che sa ragionare politicamente, oltre a lavorare e produrre), è la prova tombale che simili iniziative, senza spessore, hanno un senso, ahimé, molto relativo.

    A.M.

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