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Crisi finanziaria

Caro direttore,
le scrivo perché durante la crisi finanziaria il nostro Presidente del Consiglio rilasciava interviste dicendo che gli italiani non avrebbero perso un solo euro perché lo Stato garantiva che nessuna banca sarebbe fallita.
Basta leggere i dati pubblicati dalla Banca d'Italia per capire che lo stato non può garantire nulla: ad agosto 2008 il debito delle amministrazioni pubbliche era di 1.667.213 milioni di euro.
Di questo enorme debito pubblico circa il 40% è in mano alle stesse banche (residenti in Italia), il 18% ad altri residenti italiani (famiglie ed imprese) ed il restante 42% ? in mano a non residenti (è da presumere che buona parte di questi non residenti siano banche...).
Come si vede, le banche rifinanziano buona parte del debito pubblico italiano ma, allora, se le banche andassero in crisi il primo a soffrirne dovrebbe essere proprio lo stato italiano, quello che secondo il premier dovrebbe essere invece il salvatore...
Da ciò arriviamo a questa conclusione: il nostro salvatore stato italiano sta assorbendo la poca liquidità rimasta alle banche per rifinanziare il debito pubblico quindi se le imprese italiane stanno chiudendo (già oltre 330.000 da inizio anno secondo la CGIA di Mestre) forse è perché non c'è più liquidità per finanziare le imprese.
Tutto ciò si traduce in licenziamenti ovviamente.
A questo punto però comprendiamo tutti quanti che il premier aveva ragione!
Gli italiani non perderanno un euro ma solo il posto di lavoro.
Cordiali saluti
Daniele Battisti

Crolla tutto (per fortuna?)

vlm

Il signoraggio?

"Sono già dei vostri"