Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Votiamo con le preferenze

In un paese in cui si urla contro il regime, mi meraviglio si parli ancora poco del problema di andare al voto e votare assegnando le proprie preferenze, piuttosto che votare sulla base di liste bloccate.

Salvo rare eccezioni, mi sembra che ci sia sull'argomento, un silenzio assordante.

Il problema non è a mio avviso secondario, perché, sempre e solo a mio avviso, l'aver tolto la possibilità di assegnare il proprio voto di preferenza a candidati del territorio, ha creato le basi per far sì che la casta dei politici, si autoperpetui e divenga sempre più una oligarchia autoreferenziale.

Con il voto di preferenza, l'eletto, espressione del territorio (ancorché sempre scelto dal partito) sentiva comunque il dovere di rispondere ai suoi elettori, al suo territorio, ..avvertiva il bisogno di mantenere un legame con le fonti della propria elezione...girava nei comuni...parlava con la gente...se non altro per garantirsi una seconda elezione.

Oggi il candidato è beneviso al capo...riferisce al capo...guarda in alto...ignora elettori, territori...problemi.

Oggi uno yesman ha più possibilità di accedere agli scranni parlamentari...basta sia referente con il decisore ed ossequiente con le linee politiche decise non più democraticamente.

La casta politica è anelastica verso il basso.

La qualità  è scaduta in maniera preoccupante.

Oggi i capaci sono emarginati..in parlamento siedono parenti, fisioterapisti, attori, veline, ...e comunque personaggi in carriera e poco preoccupati del bene comunque.

Un vero attentato alla democrazia...senza voler enfatizzare, ma io penso questo abbia significato aver tolto l'ultima possibilità  di decidere chi mandare a Roma a rappresentarmi.

Spero se ne discuta di più e si minimizzi di meno.

Marcello Domesi

 

Guerriglia culturale

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