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"Made in Italy" e delocalizzazioni

Buongiorno direttore Lo Monaco,
vorrei che mi leggesse e che mi rispondesse se possibile. E' un continuo parlare ancora di crisi economica, del fatto  che si sta sempre più espandendo nella economia reale, nelle aziende che chiudono perchè non hanno lavoro. In parte è vero ma cosa dire di quelle grandi aziende e firma"prestigiose" che delocalizzano portando la produzione manifatturiera all'estero, in paesi dove non ci sono nè tutele nè sicurezze nè per il lavoratori nè per l'ambiente ( non mi raccontate la bufala che la Cina si sta convertendo all'energia "verde" perchè non ci credo), ma facendosi pagare carissimo le merci come fossero prodotte effettivamente in Italia? Anzi da veri furbetti, o meglio furboni, ai vari menufatti aggiungono l'etichetta "Made in Italy" ed il gioco è fatto, così Cavalli, Prada, Dolce e Gabbana e company ci fanno pagare 1000 quello che a loro costa 1. Ma dico le pare giusto ? Ci hanno preso tutti per fessi? Da parte mia non sono mai stata molto attratta dalle sirene della moda firmata, pur non essendo vecchia ( 46 anni) e pur stando attenta a ciò che indosso, per cui con me questi signori si sono arricchiti poco, ma "fessi" in giro ce ne sono parecchi. Sa cosa le dico, una cosa veramente ribelle sarebbe riuscire a convincere più persone possibile che "Non firmato è bello", ma si uno "sciopero" contro le Griff, che le pare? Grazie per l'attenzione e mi perdoni lo sfogo.
Maura Del Torrione
Il discorso è duplice. E lo facciamo da tempo. Le delocalizzazioni sono una delle storture dell'attuale sistema di sviluppo, contro il quale, ovviamente, ci battiamo senza sosta. Almeno da queste parti...
Per quanto attiene ai grandi marchi, lo stesso, non è che ci sia molto da dire: chi si sente migliore perché acquista un oggetto di grande marca ha un deficit culturale e psicologico. 
Non c'è bisogno di richiamare a scioperi contro i grandi marchi. Un ribelle sa come comportarsi in tal senso - e lei lo dimostra - , gli altri sono spacciati. Possiamo tentare di convincerli, con cultura e informazione, tenendo a mente sempre bene una cosa: è inutile (o quasi) innaffiare l'asfalto, difficile che cresca qualcosa.
vlm

 

Su Tremonti: servo o combattente?

Buon lavoro