Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Lettere della settimana (16/02/2009

Nel tuo blog il bell'articolo che hai scritto sulla Nazione sul divieto dei ristoranti etnici a Lucca?

Lo condivido totalmente, tuttavia non ti ricordavo cosi' global e liberista. Anzi, ti avrei detto piu' morbido verso la "tradizione" locale.

ciao

Mauro Suttora

Ciao Mauro.

Io resto assolutamente no-global. Ma finché esiste la globalizzazione deve valere almeno la reciprocità. Quando gli imprenditori lucchesi o italiani o di qualunque paese occidentale la smetteranno di invadere con le loro economie e con le loro fabbriche puzzolenti i paesi del cosiddetto Terzo Mondo, allora anche i lucchesi avranno diritto di impedire che nel centro della loro città sorgano ristoranti contrari alla loro tradizione.

Non so se è chiaro il concetto, spero di sì.

Un abbraccio caro globalissimo Mauro

Massimo Fini

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Ho sentito stamane  a radionew24 la drammatica testimonianza  del senatore Pietro Marcenaro, Presidente della Commissione per la promozione e la tutela dei diritti umani sulla sua visita al centro di Lampedusa avvenuta ieri. Erano presenti anche i senatori Bodega e Fleres. I Marcenaro ha chiesto a Maroni (che non è mai stato a Lampedusa) di visitare  il CPA  e la Base Loren adibita a CIE. Ha descritto la situazione come insostenibile ed irrispettosa dei diritti delle persone. Una condizione di degrado, luoghi di degradazione umana della quale dovrebbe vergognarci verso il mondo. La politica della cattiveria è in piena funzione.

Ma, a quanto pare, nonostante la denunzia autorevole questa situazione perdurerà. Mi chiedo se la Magistratura abbia il potere di emanare un provvedimento di chiusura  di un luogo di sofferenza di dolore e di maltrattamenti. Se la Magistratura ha questo potere dovrebbe intervenire subito per chiudere i centri di Lampedusa.

Intanto il Sindaco dell'Isola è a Bruxelles a denunziare l'allarmante situazione che fa dell'Italia una nazione di razzisti.

Pietro Ancona

MF

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Caro Massimo,

consentimi di darti del tu, visto che è da moltissimo tempo che ti seguo, memorabile il tuo "duello" con Cesare de Carlo su " La Nazione", praticamente condivido tutto il tuo pensiero ad eccezione sul problema immigrazione. La mia opinione in proposito è, porte aperte a chi ha un contratto di lavoro, a chi rispetta le nostre leggi e la nostra cultura, a chi delinque e vive di espedienti rimpatrio immediato, cosa che a te invece, ti trova tollerante. Se vuoi mi puoi rispondere. Cordiali saluti

Salvatore Tornabene

Caro Salvatore,

l'immigrazione è un effetto diretto della globalizzazione. Se i capitali hanno diritto ad andare nei paesi in cui trovano la loro migliore remunerazione, lo stesso diritto devono avere gli uomini, molti dei quali oltretutto vengono da paesi che sono stati destrutturati economicamente proprio da quei capitali. A meno che non si voglia sostenere l'aberrante principio che il denaro ha più diritto degli uomini. Chi è per la globalizzazione deve accettare necessariamente l'immigrazione, senza se e senza ma, salvo punire non i clandestini ma chi commette reati nel nostro Paese, che vale, ovviamente, anche per gli italiani a cominciare dal Presidente del Consiglio. Trovo anche abbastanza infame che siano accettati, anzi considerate "RISORSE", gli immigrati che vengono a fare qui gli schiavi salariati per lavori che gli italiani non accettano più. Secondo me ognuno dovrebbe restare a casa sua , e i primi a doverlo fare sono gli occidentali che hanno invaso con la loro devastante economia il mondo intero, distrutto le economie locali di sussistenza, creato la fame in quei paesi, e quindi di conseguenza le migrazioni degli immigrati. 

Massimo Fini

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Gentile direttore, cosa ne pensa del referendum per permettere all'attuale presedente venazuelano di presentarsi all'infinito all'elezioni? Non è la fine della democrazia per quel paese, di fatto il presidente può governare fino alla morte come un monarca o un dittatore.

Grazie Maura


È quello che vorrebbe fare con metodi più subdoli e sofisticati, Berlusconi in Italia. In ogni caso Chavez, dittatore o meno, è il leader della riscossa dei paesi latino americani nei confronti delle secolari prepotenze degli Stati Uniti. E questo, a mio parere, è più importante del fatto se sia un dittatore o un autocrate (come io credo che sia) o un esemplare e perfetto democratico. 

Massimo Fini

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