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Il popolo di internet: una idea da sottoporvi.

Salve, sono un abbonato alla versione online (vivo in Francia) de "La Voce del Ribelle". Mi rivolgo a Massimo Fini ed alla Redazione. Da quello che ho potuto capire avvicinandomi a questo giornale, voi siete per il superamento di questo "sistema". Voi siete per una nuova coscienza, per un pensiero "non conforme", per un nuovo popolo. Ebbene, a mio avviso questo popolo, ad una condizione, esiste. È il popolo di internet. La condizione è che si trovi il modo di riunirlo, perché nessuno finora è riuscito a farlo, a compattarlo in un unico blocco di consenso (o di dissenso) che pesasse sulle decisioni di lorsignori. Ci sono stati e ci sono quà e là degli episodi i quali fanno intuire che si tratta di un popolo con potenzialità straordinarie, ma che finora è rimasto fondamentalmente disunito. Ora, io credo che "La Voce del Ribelle" dovrebbe prestare grande attenzione a questa questione, perchè se la testata davvero auspica il "cambiamento", bisogna che si adoperi affinchè il popolo di internet, di cui fa innegabilmente parte, si muova unito. Come fare? Io avanzo la mia, mi piacerebbe sentire la vostra. Bisogna sottoporgli questioni specifiche ed una alla volta. Se guardiamo ai siti di opinione ed ai blog più famosi, si nota certamente che sono animati (e frequentati) da gente con opinioni diversissime tra loro. Si notano tuttavia anche dei punti in comune, dei punti di possibile aggregazione. Mi sembra di poter citare la voglia di legalità, la nausea per la corruzione imperante, la battaglia agli sprechi, la richiesta di energia pulita (i primi che mi vengono in mente). Sono cose di buon senso che non hanno difficoltà ad essere condivise da menti non ottenebrate dalla propaganda mediatica messa in atto dai nostri oligarchi; pur nella diversità di opinioni, anche politiche. Ora, immaginate che "La Voce del Ribelle" si faccia promotrice di un esperimento; che chiami a raccolta i bloggers e gli opinion makers più seguiti della rete su una questione condivisa (non c'è che l'imbarazzo della scelta); mi sembra che non avreste difficoltà a chiamare Marco Travaglio o Beppe Grillo o altri che conoscete personalmente per coinvolgerli; a quelli che non conoscete personalmente potreste sicuramente parlare in virtù della serietà, della credibilità e della statura intellettuale che caratterizzano la vostra iniziativa editoriale e le vostre storie personali. Immaginate che si trovi una questione condivisa su cui tutti si impegnano all'unisono ed in maniera esclusiva, con una homepage comune dove si spiega l'iniziativa ai frequentatori dei diversi siti, ognuno invitando i propri lettori a sottoscrivere la stessa petizione, ad inviare la stessa mail a chi di dovere, ad aderire alla stessa iniziativa comune. Senza soluzione di continuità. Senza mollare l'osso. Una questione specifica, senza dispersioni. Fino al raggiungimento del risultato. Immaginate la Commissione Europea bombardata senza sosta da email che chiedono ragione del perdurare in Italia di un sistema televisivo illegale; o la Presidenza della Repubblica sommersa da richieste di centinaia di migliaia di cittadini sovrani affinchè non lasci passare una "riforma della giustizia" incostituzionale e criminogena. Non so se queste potrebbero essere questioni condivise, sono solo degli esempi. Una cosa è certa, un' iniziativa del genere sarebbe di una potenza devastante. Badate bene, lo so che azioni del genere sono all'ordine del giorno sul web. Il problema è che sono scollegate, dispersive, isolate. Io sto parlando di una decina o più di siti web (con i loro frequentatori) tra i più influenti della Rete italiana che si muovono compatti per uno scopo comune. Ripeto, uno scopo comune ma circoscritto; lungi da me l'idea di aggregare sine die persone la cui distanza su certi argomenti risulta impossibile da colmare. A mio avviso questo sarebbe l'unico modo per raggiungere una "massa critica" capace di pesare in maniera decisiva. Mi sembra di capire che siete alla ricerca di nuove formule, di nuove possibilità di aggregazione, di una nuova forma di consenso, libera dai vecchi schemi che ormai non significano più niente. È tempo di testarle, queste nuove forme di aggregazione. Noi lettori e frequentatori della Rete abbiamo solo bisogno di essere guidati ed aggregati in maniera efficace. Se voi leaders vi unirete la Rete vi seguirà. Io non so se la mia idea per raggiungere questo obbiettivo è la più sensata. Di sicuro è solo questo che manca, l'unione, la "massa critica". La diffusione delle idee, delle informazioni, sebbene importante, indispensabile, non è più "il" problema. Tanti, più di quanti si possa immaginare, sanno. Solo che non riusciamo minimamente ad incidere sulla situazione in cui si trova il nostro Paese. Riflettere sulla soluzione di questo problema è un compito a cui "La Voce del Ribelle", per sua stessa natura, non può sottrarsi. Sono sicuro che non lo farà. Cordialmente. Enrico Calandrelli P.S. Qualche settimana fà ho visto Paolo Ferrero ed Antonio Di Pietro (!) portare insieme le firme raccolte per il referendum contro la legge Alfano. Se sono riusciti loro a trovare un punto in comune sul quale battersi insieme.....

Caro amico,

non lo faremo. Non ci stiamo sottraendo. Ne parleremo presto.

Grazie per lo spunto.

Vlm

"Discuto del malessere..."

Crisi economica