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2:07PM

Una boccata d'aria

Cara redazione de "La Voce del ribelle",
Caro direttore Fini,

da circa un mese sono un vostro abbonato (sia "cartaceo" che online). Mi pare giusto esprimervi qualche parola su questa esperienza.
Quello che apprezzo nel leggere il vostro giornale è la possibilità di accedere a opinioni di largo spettro, su diversi argomenti, e decisamente fuori schema, che esprimono concetti decisamente "non inqudrabili", ma spesso neppure impresentabili, con quelli offerti comunemente da altri mezzi di informazione. E tenete conto che provvedo io per un buon 90% alla mia informazione online, quindi di base vi confronto con le classiche fonti "dissidenti" (chessò, voglioscendere.it, Beha, Micromega online, ... citando giusto qualcuno in ordine sparso).

Di più, quello che apprezzo è anche un salutare ventaglio di opinioni, e il capire che se dissento da un vostro articolo, cosa che invero capita spesso, è perchè l'autore esprime un concetto suo oppure particolarmente non-ortodosso: per usare una vecchia espressione, non sento "puzza di tartufo". Quella la sento leggendo certi articoli de "L'unità" (ultima versione).

Non ultimo, complimenti per la rubrica musicale del giornale; almeno per le fonti attuali (ma anche molte di quelle del passato, forse non remoto dato che ho appena compiuto 30 anni), siete gli unici che danno quel minimo di dignità a tale argomento, da poter essere pubblicato a fianco di un articolo di attualità politico o geoeconomica. FInalmente.

cordiali saluti,
Fabrizio Pizzolato
Che dire? Grazie! Soprattutto di aver capito appieno lo spirito del giornale.
red

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Reader Comments (3)

Stimatissimo Dottor Fini,
Gradirei un suo commento su quello che le vado a scrivere.
Per mezzo della campagna di stampa che Repubblica sta conducendo contro il nostro premier sono arrivato al forum di Opendemocracy dove si commentavano le dieci domande che il giornalista inglese Geoff Andrews ha posto a Berlusconi.
Inutile rimarcarle che i partecipanti a questo dibattito erano tutti Italiani o quasi, come dire era un blog di Italiani in terra straniera.
Bene, anzi poco bene; le cose che ho letto mi hanno fatto riflettere su quella che è la vera natura del popolo Italiano.
Si leggevano appelli alla stampa straniera affinché almeno quella che si considera libera intensifichi campagne di stampa come quella che sta facendo il Times e Opendemocracy.
Si leggevano appelli agli statisti stranieri affinché isolassero l’imperatore italiano, addirittura appelli affinché venisse boicottato il prossimo G8 che dovrà tenersi in Italia, e allocuzioni del tipo Help mi, SOS e via implorando.
Sono rimasto nauseato, sicuramente ciascuno è libero di criticare l’operato del nostro primo ministro, sicuramente ciascuno è libero di operare come più gli aggrada affinché il nostro primo ministro lasci il potere, ma andare a questuare questo in terra straniera mi sembra un po’ troppo;
diamo sempre l’immagine di essere un popolo senza dignità, di fregnoni, opportunisti, provinciali.

Nessuno di questi che si sia permesso di dire che Berlusconi è al potere perché la maggioranza degli italiani l’ha votato, e se la maggioranza degli italiani l’ha votato vuol dire che questa è come lui, o perlomeno le assomiglia e ne condivide le gesta; se gli italiani lo fanno governare vuol dire che hanno partiti all’opposizione che non valgono una cicca, immersi anche loro nei loro ed esclusivi conflitti d’interessi.
E’ mai possibile che per liberarsi del Berluska bisogna sfogarsi in un blog inglese?
Dobbiamo chiedere aiuto agli Inglesi e agli altri paesi europei affinché vengano a liberarci?
Siamo Italiani; non ci smentiamo mai, non solo ci ridono all’estero perché abbiamo un personaggio che ci governa che è una barzelletta, ma anche per il nostro atteggiamento vittimistico, per essere un popolo che non ha le palle, insomma pastasciutta e mandolino.
La storia si ripete, sempre abbiamo invocato le altre nazioni affinché venissero a liberarci da questo o da quell’altro tiranno e questo tipo di lamentele e ripetute invocazioni di aiuto hanno lo stesso sapore.
Suvvia un po’ di dignità

mercoledì, giugno 3, 2009 | Registered CommenterAngelo Deriu

Se fosse vero che "la maggioranza degli italiani è come lui", cosa tutta da verificare e che appare verosimile solo guardando la realtà attraverso le lenti distorte dei media, ebbene questo giustificherebbe ancor più le richieste d'aiuto all'estero.
Perchè l'alternativa è mettere mano alla fondina. E non mi sembra che si possa biasimare chi cerca in ogni modo di evitare questa soluzione estrema senza dover rinunciare a qualunque altra soluzione.
A meno che non ci sia una soluzione compatibile con la "dignità" diversa dalla violenza. Lei, Angelo, la conosce? Se sì, ce la racconti; pendiamo dalle sue labbra.

venerdì, giugno 5, 2009 | Registered CommenterGabriele Buogo Andreella

La risposta a questa lettera, postata per errore nei commenti a un'altra, è presente nella sezione "linea diretta con Fini e la redazione", nella sezione abbonati, con il titolo "La natura del popolo italiano".

venerdì, giugno 5, 2009 | Registered Commenter[Redazione]
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