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Un grillino risponde ad Alessio Mannino

Carissimo Alessio in risposta al tuo buon articolo sui limiti del nostro movimento, rimango un po' perplesso, vorrei controbattere. Ogni singolo cittadino dovrebbe essere dalla nostra parte e sembra assurdo che non riescano a capirlo tutti, dopo più di cinquanta anni di governi inconcludenti divisi da stupidi pretesti o miopi ideologie o nostalgie di regime. Finalmente c'è un partito di giovani onesti pieni di entusiasmo e di idee, concentrati solo sulle urgenti cose da fare invece che dividersi dietro a concetti ideologici che poi come diceva Giorgio Gaber, il più delle volte si ha più in testa che sulla pelle. Per tornare a citare Gaber, c'è da spostare una sedia, anzi scrollare molte poltrone, oggi occupate da volgari servi del mercato, per tentare di costruire finalmente una democrazia reale dove a decidere sia la gente grazie alla trasparenza e al coinvolgimento diretto. Ascolteremo i suggerimenti di ogni categoria intellettuale e lavorativa per cercare di migliorare il sistema partendo dal basso, medieremo i contrasti tra le categorie invece di fomentarli, perchè una società ha bisogno del contributo di tutte le parti sociali per funzionare nessuno escluso in quanto interdipendenti, non si può continuare a fare politica in base ad una rigida ideologia. La nostra ideologia unisce le classi sociali, non le contrappone. Beppe l'ha sempre detto, stiamo attraversando un momento storico difficile, non solo economico, in quanto l'adolescenza teconologica e industriale si è dimostrata deleteria e il sistema urge una revisione e tutti dobbiamo essere pronti a rimboccarci le maniche, nessuno escluso ed essere pronti a fare grandi sacrifici se vorremo uscirne a testa alta invece che cadere nel solito tranello dello sfoltimento bellico della popolazione grazie ad una nuova guerra civile o mondiale, contro un nemico scelto a caso e opportunamente demonizzato dalla propaganda mediatica. Questa è correttezza e il giusto ottimismo viene stimolato solo nel credere che il cambiamento sia possibile e realizzabile; molto meglio del falso ottimismo di chi continua a dire al paese che va tutto bene e che questo è il miglior mondo possibile e che bisogna consumare e fare le grandi opere per rilanciare l'economia. Abbiamo un programma chiaro e valido a differenza di quello dei partiti della casta anche se fatichiamo e non poco a far sentire la nostra voce, viste gli scarsi budget autofinanziati e visto che per dovere di coerenza e senso di responsabilità verso gli elettori e il paese abbiamo rifiutato i rimborsi elettorali, mentre la classe politica incompetente che sta mandando in malora il paese, ridicolizza il nostro impegno e minimizza i nostri risultati pur di soffocare il suono di una sveglia che suona sempre più forte. Che poi ci si venga a dire che non siamo uomini ma topi dietro un pifferaio questo detto da altri non mi tocca ma detto da voi mi offende visto che ogni individuo che decide di mettersi in gioco si informa e sviluppa la propria consapevolezza, dimostrando di avere carattere e personalità da vendere, soprattutto quando rifiutiamo di farci dividere dai soliti disturbatori di regime che per non parlare del programma attaccano l'ideologia cercando di buttarla in rissa invece di impostare un dialogo costruttivo volto al confronto o alla risoluzione dei problemi. La casta comincia a tremare anche se minimizza. Daccordo ci sono dei limiti oggettivi, visto che viviamo in un paese dove impera un mediocre ceto medio o che si disinteressa completamente o che si dimostra succube del media dominante, ma del resto i ribelli nella storia sono sempre stati in minoranza, ristrette cerchie di individui pronti ad opporsi alle assurdità del potere, intellettuali, idealisti, profeti, eremiti, o folli visionari, che oggi rivendicano il proprio diritto a assere considerati individui e non conusmatori. Abbiamo un leader che ci ha imbeccati, sostenuti e coordinati grazie al suo carisma e alla capacità divulgativa e mediatica di cui dispone abbiamo potuto abbattere il muro del “tanto è tutto inutile” e abbiamo ritrovato la fiducia scoprendo di essere in tanti a pensarla allo stesso modo e quindi di non essere quegli sfigati e disadattati idealisti che invece pensavamo di essere ma nuovi carbonari che ora operano per il risveglio delle coscienze e il sovvertimento del sistema. Non siamo certo senza idee, quando sarà il momento, le tireremo fuori e le metteremo sul tavolo, ma adesso dobbiamo pensare all'urgenza delle cose. Ognuno conta uno ed è padrone del proprio pensiero e non è costretto a pensare come dice il partito come capita altrove ma deve necessariamente condividere il programma e la priorità degli interventi che detta. Non tolleriamo più chi tratta la gente come polli in batteria, proponendo un modello di vita basato sul lavoro e continui stati di disagio solo per alimentare i consumi per questo non permetteremo oltre a questi falsi politici di sperperare impunemente il frutto delle nostre fatiche e raggirare la volontà popolare. Non si può dunque sciendere a patti con tali persone che oltraggiano giorno dopo giorno la costituzione alla quale hanno giurato fedeltà. La nostra costituzione è meravigliosa ma nessun governo ha mai fatto nulla per farne la vera colonna vertebrale del paese così come dovrebbe essere, visto che ciò che fa di un gruppo di omini un popolo, non sono i legami di sangue, determinate tipologie etniche o raziali, i confini geografici o la propaganda nazionalista di miopi governi sciovinisti ma il riconoscersi del singolo citadino nei suoi principi. Noi vogliamo, fare proprio questo, degli italiani un popolo unito nella difesa della legalità e della diversità per unire nord e sud, ricco e povero e ridare dignità a questo maledetto bel paese. Per questo parliamo di signoraggio, internet libero e gratuito per una libera informazione, moralizzazione e trasparenza di ogni attività pubblica, biotecnologie, energie pulite e rinnovabili e risparmio energetico, raccolta differenziata porta a porta, riciclaggio, acqua pubblica, limitazione dei diritti intellettuali e scientifici, sistemi di controllo dell'economia per evitare nuovi crack speculativi. Purtroppo anche se abbiamo preso batoste dai professionisti della politica, e altre ne prenderemo, la correttezza e la buonafede di chi opera tra le nostre file, ascoltando i comitati dei cittadini le cui richieste vengono sistematicamente ignorate e i diritti violati, presto darà i suoi frutti vedrete. Loro non molleranno mai, NOI NEPPURE.

Saluti da Mauro un semplice attivista del meet up di Rimini.

Mauro Macrelli

 

 

R

Caro Mauro,
anzitutto ti ringrazio per la passione che hai infuso in questa tua lettera, segno che il mio articolo è riuscito nel suo intento, che era appunto di stimolarla. Ma sul fatto che voi "grillini" abbiate passione da vendere non ho mai avuto dubbi, e difatti l'ho scritto. Ma quel che io sostengo è che l'entusiasmo non basta. Rivendichi di non seguire nessuna ideologia, e poi dici che la vostra unisce invece che dividere. Di cosa stiamo parlando, allora? Forse dobbiamo intenderci sul significato della parola. Nel senso marxiano del termine, indica la sovrastruttura falsificante che abbellisce e fa accettare agli sfruttati la realtà cruda dello sfruttamento. No, non è di questo che parliamo. In un'accezione neutra, è l'insieme delle idee che caratterizzando una visione del mondo. Ecco, io la intendo semplicemente così. Tu invece la usi nel significato corrente di "sistema chiuso e rigido di pregiudizi", come ha voluto far credere a tutti la propaganda tecno-capitalista degli ultimi decenni, secondo cui se non sei a favore del pensiero unico pragmatista, efficientista, tutto cifre, fatti e cose e zero ideali, allora sei "ideologico". Purtroppo anche tu sei mentalmente intrappolato in questo ricatto. Il pensiero unico del sistema di vita occidentale è anch'esso un'ideologia. Solo che è quella che ha vinto, e come sempre accade nelle cose umane, a contare in fin dei conti è solo la forza (la "potenza", diceva Nietzsche).
Quindi, per favore, lasciamo perdere la demonizzazione infantile dell'ideologia. Intesa innocentemente, tutti ne abbiamo una, e a maggior ragione una deve averne un gruppo di persone che ambisce a grandi cambiamenti politici. Il problema è che voi non ce l'avete. Il vostro programma, in gran parte condivisibile nel merito, non affronta i grandi nodi esistenziali del nostro folle modo di vivere. Perchè, dico esagerando, se si installano ovunque pannelli solari ma non si afferma chiaro e tondo che bisogna decrescere, quei pannelli non serviranno a un tubo. Ma Grillo di decrescita parla pochino, anzi nulla, ultimamente. Il signoraggio? Sparito anche quello da molti anni. In ambito istituzionale la democrazia diretta è una formula vaga, non c'è una proposta che vada al di là dell'auspicio. La capitale questione della globalizzazione viene praticamente ignorata, mentre, anche qui, sarebbe urgente dire una parola netta a favore del piccolo, del locale, di quello che a me piace chiamare il "sacro particolare" (con tanti saluti alla globalizzazione "buona" di sinistra, che si strastulla con l'illusione che ne possa esistere una). E sul lavorare meno per vivere di più, sull'espropriazione del Tempo da parte di una tecnologia utile ma che voi idolatrate come panacea di tutti i mali, sullo sganciamento dell'Europa dalla servitù Usa? Ogni tanto un accenno, ma sostanzialmente zero carbonella, sul blog di Grillo.
So bene che fra voi di tutto questo e di molto altro si discute, anche pubblicamente. Ma l'agenda la detta lui, ed è tutta concentrata sulla giusta, ma parziale e insufficiente, battaglia anti-berlusconiana, legalitaria, genericamente ambientalista, contro gli sprechi, le truffe e la corruzione. E' un dato incontestabile, ed è il vostro grande limite. Te lo dico brutalmente ma, ti giuro, con tutta la simpatia: non me ne può fregare di meno della raccolta differenziata porta a porta se poi non si rivolta come un calzino questa finta democrazia, se non si ridimensiona l'apparato tecnologico e industriale, se non si rivoluziona il sistema economico in un senso più umano, se non si ritrova la ragione di stare insieme attraverso il recupero delle comunità locali autogestite, insomma se non si abbandona la modernità che ormai di moderno, di attuale, non ha più nulla. Non di correttivi, di riforme, di miglioramenti abbiamo bisogno, ma di cambiare l'orizzonte, la prospettiva, la direzione. Altrimenti non si è ribelli: si è riformisti, e allora basta iscriversi al Pd.
Ciao
 
Alessio Mannino


 

 

 

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