Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Quel senso di disperazione... che farci?

Caro Mannino,

ho scelto lei come destinatario perchè, mi trovo molto spesso d'accordo con quello che scrive, ed a volte, ciò che scrive è, diciamo , controcorrente. Ha presente quei pallloncini colorati che si usano per le feste ed i compleanni, sa quelli colorati che si gonfiano con fatica e ci lasciano senza fiato, e che, i bambini spesso si divertono a far esplodere ( almeno mio figlio da piccolo ci provava)? Bene io mi sento come uno di quei piccoli palloni colorati, sul punto di esplodere, sono stufa ed arcistufa di questo paese e della gente che lo abita,  per paese intendo l' Italia intera, con i suoi pregiudizi e i suoi stereotipi. Non so come si viva all'estero, ho fatto pochi viaggi fuori Italia e , comunque, il tempo di permanenza non è stato sufficiente per capire le abitudini degli abitanti. Non ne posso più di sentire che conta solo chi lavora , chi ha un'attività che sia produttiva, o meno non importa, l'importante è che sia fuori casa e remunerata. Quelli che non lavorano fuori casa, la casalinghe, per esempio, sono da considerare poco o niente, come fantocci senza valore e se  si ritrovano ad avere qualche bene materiale di loro propietà vengono perseguite come se si trattasse del peggior criminale, perchè, come si sa, la casalinga, per definizione è povera ed ignorante.  Quando cambierà il modi di pensare della gente? Quando riusciremo a parlare di "persone" smettendo di distinguere fra uomini e donne, siamo persone, non oggetti, nè automi. La vera parità di diritti sarà solo quando useremo la parola persona per indicare indistintamente l'uomo o la donna, senza preconcetti su cosa possa fare in base al proprio sesso. Solo allora saremo veramente alla pari.

Grazie, Maura

R:

Cara Maura,

la sensazione che lei prova è quel disagio, quel non farcela più, quel senso d'insopportabile che si fa sempre più bruciante in molte persone. Una minoranza, certo, ma più diffusa di quello che vorrebbero far crederci. Se lo tenga stretto, tuttavia, questo suo malessere. Perchè se coltivato e messo in comune con quello di altri con una sensibilità simile alla sua, la faranno sentire meno sola. E magari, chissà, un giorno potremmo, tutti noi "disagiati" e incazzati, trovarci a ballare sulla tomba di questo sistema disumanizzante e votato - questa, più che una speranza, è una certezza - al crollo inesorabile.

A.M.

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Ma allora cosa ci aspetta?