Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Istinti. E ragionamenti

Su Radio Cuore la notte trasmettono una semplice trasmissione dove viene citato un pensiero subito prima di mandare la canzone, e uno di questi diceva: "la democrazia è una forma di religione dove c'è l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari".

il fatto è che la gente prima di informarsi tramite i libri o tramite internet dovrebbe puntare di più sul proprio istinto.

mercoledì, agosto 29, 2012 | Emanuele Marconcini

Questione interessante, ma quanto mai complessa – e insidiosa.

Il problema, infatti, è capire che cosa sia oggi l’istinto, e se possa essere ancora una bussola affidabile per sfuggire agli inganni disseminati dai media. Intendendo questi ultimi nel senso più ampio del termine e facendovi rientrare, quindi, la miriade di messaggi verbali e non verbali che vengono diffusi per ogni dove. E che, al di là della stessa consapevolezza di chi li produce o li rilancia, sono funzionali al mantenimento della cultura dominante e degli assetti di potere che la utilizzano a proprio vantaggio.

Personalmente temo (eufemismo…) che ai giorni nostri l’idea dell’istinto come residuo incontaminato di una sapienza “naturale”, che è riposta fin dalla nascita nella mente o nel cuore di ognuno, sia una mera illusione. Forse poteva essere vero una volta, quando gran parte della popolazione viveva ancora in maniera meno artefatta, ma nel mondo odierno di matrice statunitense la manipolazione si è spinta così in profondità da portare a quella che è stata definita, assai efficacemente, “colonizzazione dell’inconscio”.

Quello che molti definiscono istinto, perciò, non è affatto il nucleo originario e tuttora integro in cui sopravvive la migliore essenza di ognuno, ma il deposito caotico e quanto mai inquinato in cui si sono accumulati, mescolati, confusi, i resti di tutto ciò che si è percepito nel corso della propria esistenza all’interno della società contemporanea.

Quale sarebbe, ad esempio, l’istinto su cui dovrebbe "puntare" un giovane venuto su a reality show e fast food e techno? Oppure – apparentemente a enorme distanza, ma in realtà vicinissimo allo stesso deserto interiore – il/la 40enne in carriera che aspira solo a guadagnare di più e a inebriarsi con l’eccitazione posticcia del denaro e del potere?

Io non escludo affatto che ci si possa liberare dei disastrosi condizionamenti che si sono subiti, ma credo che nella quasi totalità dei casi si tratterà di un lavoro duro e prolungato. Spesso, molto duro e molto prolungato. Un lavoro pieno di incognite e da affrontare ricorrendo, di volta in volta, a tutte le risorse più adatte allo scopo. Esperienze dirette e impegnative per irrobustire il carattere e scoprire la vacuità del superfluo. Studi approfonditi per temprare il cervello e farlo funzionare davvero. E poi chissà quante altre cose, che non possiamo mai sapere, prima, se saranno utili oppure no. Se saranno illuminanti o ingannevoli.

Ancora prima, però, credo che sia indispensabile non illudersi di essere già a posto così come si è, per il semplice fatto che ci sta sui coglioni il sistema in cui ci è capitato di vivere

mercoledì, agosto 29, 2012 | Federico Zamboni

Liquidità. E inflazione

Il sistema (da cambiare) e il M5S