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"Dono e controdono"? Eccome!

D.

Ho scritto al Ribelle questa mattina per avvertire che gli articoli di Fuschini e di Menconi non si aprono, nella convinzione che la redazione avrebbe presto letto il mio messaggio e provveduto a sistemare. Capisco bene che, dopo la pubblicazione, non sempre si ha tempo e voglia di riguardare il lavoro fatto per vedere se va bene.

Mi accorgo che al momento la mia segnalazione non è stata guardata.

Purtroppo mi avete risposto con un programma automatico " grazie, leggeremo la sua mail", ma la lettura effettiva chissà se e quando… 

Sono sicura che state facendo il massimo e che non sarà questo particolare a far recedere la grande stima che ho di tutti voi.

Quando posso cerco di essere costruttiva e così vi dico impulsivamente quel che mi è saltato in testa.

Sono una convinta decrescista e credo che anche il vostro giornale dovrebbe applicarne i principi fin da subito. Insomma non lasciamoli all'agricoltura soltanto.

Mi sembra di capire che siete in difficoltà, pur tenendo in gran conto l'opera fin qui svolta, per me egregia. 

C’è, d'altra parte, una cerchia di persone che pur non potendo partecipare con incrementi finanziari, potrebbe aiutarvi, applicando il principio del dono e del controdono. Potrebbe svolgere (potrei essere anche smentita su questo) alcune attività di supporto. 

Avete detto che non ce la fate più a seguire il ritmo e che state facendo tutto da soli per risparmiare tutto il risparmiabile. Ora valutate un po' voi se sostituire lavoro vivo a lavoro svolto attualmente da macchine della rete non potrebbe essere un buona idea. In cambio potreste far leggere il giornale gratis alle persone che vi aiutano. 

In generale sono dell'idea che la risposta monetarista alla crisi non sia quella giusta. Forse serve anche quella, ma per me la spinta verso la sobrietà non deve essere solo rinuncia bensì accompagnarsi alla creazione di una rete alternativa che utilizzi di meno il denaro.

Se a casa può voler dire pulirsi la strada o l'aiuola che si vede dalla finestra, nell'ambito di un'opera collettiva dovrebbe voler dire aiutarsi e aiutare chi crede in voi.

Le attività sostituibili nel caso di un giornale non potrebbero essere quelle del fare pubblicità al giornale sulla rete e non, attraverso persone che comunque lo fanno per conto proprio? Raccogliere il gradimento e le critiche e ordinarle per trarne spunti? Segnalare gli errori e le disfunzioni? Farsi carico di rimediare alle segnalazioni? Raccordare i commenti agli articoli, che a volte sembrano sterili appendici? E chissà quante altre cose. È chiaro che ci vorrebbe un regista molto valido, non semplice da trovare.

Scusate se vi sono sembrata presuntuosa, ma in realtà vorrei sinceramente modestamente contribuire.

Mi scuso di questo mio sfogo e mi auguro di poter leggere gli articoli suddetti.

Il grazie automatico non mi serve, ma ugualmente vi mando il mio sincero ringraziamento per tutte le belle informazioni e idee che avete fin qui trasmesso.

Un'abbonata della prima ora.

Ciao.

Daniela Salvini

 

Abbiamo risposto privatamente a Daniela in merito al disguido tecnico in oggetto nella prima parte della email, e cogliamo l’occasione per scusarci con tutti i lettori che dovessero aver incontrato lo stesso problema (che abbiamo ovviamente risolto). 

In quanto al messaggio e alle email, il ritardo (e la risposta automatica) dipende dal fatto che non abbiamo una segreteria per smistarci la corrispondenza: siccome il rapporto qui è “uno a molti”, le email che riceviamo sono parecchie, e talvolta abbiamo dei ritardi nel rispondere perché siamo primariamente impegnati con il lavoro giornalistico del Ribelle.

Per le altre riflessioni invece vale veramente la pena di estendere il ragionamento e coinvolgere tutti i lettori eventualmente interessati alla cosa. 

Tanto per iniziare: il principio del dono e del controdono ci è nelle vene. E Daniela, che ci legge dalla prima ora, lo sa benissimo. Tempo fa chiedemmo al nostro commercialista se sarebbe stato possibile far sottoscrivere ai nostri lettori una sorta di abbonamento in cambio, invece che di denaro, di prodotti o servizi che con il denaro possono avere poco a che fare. Ci rispose che era molto rischioso, ai fini fiscali, e dovemmo desistere nostro malgrado dalla cosa. Ma il concetto, che è del tutto fuori dalla logica economicista nella quale viviamo, è naturalmente presente in noi in modo costante.

Figuriamoci se non siamo d’accordo nel creare una rete alternativa che non utilizzi denaro: è esattamente il mondo che vorremmo. Probabilmente non riusciremo a realizzarlo in questa unica vita, viste le difficoltà che il moloch moderno ci mette davanti, ma si può senz’altro tentare di creare delle oasi, in tal senso. Sia ognuno di noi nella propria cerchia personalissima di conoscenze e parentela sia, in qualche modo, per quello che riguarda anche questa comunità che si esprime, almeno qui, attorno al progetto del giornale.

E allora: ci sono una infinità - veramente: una infinità - di cose che date le nostre forze esigue non riusciamo a fare e che invece sarebbero utilissime alla diffusione e al miglioramento del Ribelle. E, certo!, è una ottima idea quella di donare degli abbonamenti (visto che “abbonamenti omaggio” il fisco ancora ci permette di farne) ricevendo in cambio dei servizi che possono essere utili al giornale e in senso allargato a tutta la nostra comunità. 

La proposta di Daniela diventa dunque un nostro appello personale a quanti vogliano contribuire in qualche modo.

Facciamo solo un paio di esempi, anzi tre, ma speriamo che ne arrivino altri da tutti i lettori.

Il primo: qui “manchiamo” da sempre di una persona che possa dedicarsi con una certa regolarità e metodica alla diffusione del Ribelle sui social network, Facebook in particolare. Noi siamo riusciti a dedicarci alla cosa sporadicamente, in modo poco ortodosso, non metodico e alla fine (ovviamente…) non efficace.

Il secondo: esattamente quello che ha proposto Daniela: qualcuno che, dotato di buona memoria, e qualche capacità tecnica, riuscisse a moderare, cioè tenere sott’occhio abbastanza frequentemente, i vari commenti che arrivano al sito e riuscisse, questo il punto, a integrare gli articoli stessi che pubblichiamo e i commenti che vi arrivano inserendo qualche link specifico che rimandi a qualcuno delle migliaia di articoli che abbiamo pubblicato negli anni. Si tratta di riuscire a sondare il nostro archivio (cosa tutto sommato semplice, con le parole chiave, i tag, le categorie) tirare fuori i pezzi a complemento o approfondimento a quello ultimo pubblicato, e magari suggerirli a tutti, sempre attraverso i commenti e le risposte agli stessi.

Il terzo: dovessimo riuscire a far ripartire la radio, ci sarebbe di estremo aiuto che qualcuno si facesse carico di diffondere, più volte nella giornata, ciò di cui stiamo parlando proprio su Facebook e Twitter: magari gente di passaggio viene ad ascoltarci e decide di passare un po’ di tempo con noi. E poi magari di fare un abbonamento…

Oppure, ancora, qualcuno che potesse spendersi per trovare qualche “brava persona” che magari produce qualcosa o servizi che con il nostro modo di vedere le cose ha qualcosa in comune, e che magari fosse disposto a fare un po’ di pubblicità sul sito della radio (della radio, non del giornale). 

Ecco, sono solo tre esempi. E sicuramente vi verrà in mente qualcos’altro. Oltre alle tante cose che ha proposto la nostra lettrice stessa. A proposito: c’è qualcuno che può prendersi l’incarico di verificare la nostra casella postale della redazione e magari aiutarci nello smistare il tutto? 

In altre parole: chi se la sente e può fare qualcosa di pratico e di utile per il giornale e per la nostra comunità?

Tutti noi, qui e lì, vi saremo eternamente grati… (e poi ci sarà un abbonamento omaggio!).

Aspettiamo proposte, allora.

Red

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