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"Sentire il Ribelle una 'cosa' nostra"

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Ciao Valerio,

in questi giorni, leggendo le mail degli altri abbonati, ho riflettuto un po' sull'evoluzione del progetto Ribelle.

Partiamo dal presupposto che sarebbe bello riuscire a fornire tutto il materiale free con l'appoggio, economico, degli abbonati, ma oramai ho capito che è una soluzione utopistica.

Le altre soluzioni, ahimè, non so come e se riusciranno nell'intento: usare un linguaggio più "semplice" in radio va bene ma quando queste persone si ritrovano poi davanti ad un vostro articolo che succede? È giusto che vi abbassiate voi di livello? Come riusciranno poi a "crescere" queste nuove leve?

Fornire i contenuti free ha il rischio di abotuare gli utenti ad avere qualche informazione gratis e che questo li "accontenti" senza far loro venire voglia di abbonarsi.

Tutte queste parole solo per dirvi che voi state già facendo uno sforzo enorme, non so ancora cosa possiate inventarvi, veramente.

L'unico modo che mi viene in mente per dare una mano è una partecipazione più attiva di noi abbonati, è ora di imparare a non essere più spettatori passivi, fruitori del vostro lavoro e basta; se ci si crede nel progetto bisogna impegnarsi, non solo economicamente, ma anche nella diffusione.

Bisogna che noi diventiamo un po' i promotori del giornale nelle nostre città, facendolo conoscere per la strada e nei luoghi di lavoro.

Esempio: negli ultimi due giorni sono passate da me quattro persone che si son dette interessate al progetto, dopo aver sentito Federico qui ad Arma di Taggia, ma siccome non più giovanissime non erano in grado di sottoscrivere l'abbonamento on line da sole.

Mi sono preso il compito di iscriverle io al giornale.

Dobbiamo fare un ulteriore passo avanti, io per primo, penso che i consigli su come gestire la parte online siano inutili, siete voi che conoscete quella realtà, siete "sul pezzo" tutti i giorni, sapete come pensano o come funziona il mare magnum della rete e specialmente sapete voi quali sono le risorse a disposizione e come usarle.

Il nostro compito è attivarci sul territorio, dimostrare di aver recepito il messaggio da voi lanciato in questi 5 anni.

Utopia? Di difficile attuazione? Può essere, anzi sicuro che lo sia, ma se non proviamo non sapremo mai cosa potremmo fare.

Non so se ho scritto un delirio, se ho scritto cazzate, se così sei pregato di dirmelo chiaramente, non so neppure come comunicare questi pensieri agli altri abbonati, ma io ci credo nel progetto ed in voi e vorrei riuscire ad aiutare in modo attivo al suo prosieguo.

Ciao,

Davide

R

Caro Davide,

con te il "gioco" è facile: sei abbonato e sostenitore da tempo e conosci praticamente dall'interno quasi ogni aspetto del progetto, oltre ad aver conosciuto Federico Zamboni ad Arma di Taggia. Già l'aver organizzato quell'incontro è la dimostrazione eloquente di cosa si possa fare per il Ribelle. È così: questo giornale è letteralmente una "cosa" di proprietà di ogni abbonato. 

Il criterio per aiutare è il seguente: cosa posso fare per questa realtà che è mia e che voglio continui a vivere e crescere? Ed è, esattamente, quello che hai fatto e fai tu per il Ribelle da tanto tempo. Così come altri sostenitori fanno.

In merito alla parte free il discorso è chiaro, ed è ancora aperto: per ora andiamo avanti così, alcune cose free, e tutto il resto per gli abbonati. Un domani potremmo fare un appello del genere: "Chi vuole acquistare il Ribelle?". Ecco, una sorta di cooperativa, cui possano partecipare e diventare soci tutti quelli che vogliono. Raggiungessimo un numero minimo di adesioni potremmo pensare a rilasciare il tutto free. Sarebbe la volontà dei "soci" a realizzare una cosa per il puro obiettivo di diffonderla. Il rapporto di visite e diffusione - e questi sono numeri generali e accertato del mondo di internet - della nuova versione "aperta" sarebbero clamorosi rispetto a ora. Si parla comunemente di un rapporto 1000 a 1. Hai idea di cosa voglia dire per noi? Passeremmo di colpo da 8-10 mila visite al giorno a quasi centomila. E l'effetto moltiplicatore giorno dopo giorno farebbe il resto. E poi magari, oltre ai soci, potremmo lasciare per tutti gli altri la possibilità di contribuire liberamente e autonomamente (ma sapendo che anche in questo caso, i numeri, sarebbero gli stessi già noti nell'editoria del web: di solito, soluzioni del genere hanno rapporto 10 mila a uno. Diecimila visite, 1 contributo di sostentamento. È così…).

Credimi, è comunque una operazione alla quale stiamo pensando. 

Così come, a livello di WebRadio (ah, come mi manca…) stiamo pensando esattamente a una cosa del genere. Solo che a questo punto non possiamo che partire dall'inverso rispetto al Ribelle: in quest'ultimo caso la realtà già esiste ed è conosciuta, aprire i rubinetti dopo aver arruolato i soci sarebbe immediatamente efficace per la diffusione; per la radio, invece, dovremmo fare l'opposto: prima una chiamata alle armi, del tipo "per partire e garantire una stagione intera abbiamo bisogno di raccogliere 40 mila euro. Ci siete?", e poi lasciar passare un anno, dandoci dentro, per vedere quello che accade.

In merito ai toni, inoltre, è un dilemma dal quale non si esce, se non per grosse linee: dobbiamo necessariamente evitare di volare troppo alto perché questo è (o almeno così lo pensiamo) un giornale a larga diffusione, dunque non diretto ad addetti ai lavori o ad ambienti accademici, e allo stesso tempo, però, non possiamo banalizzare troppo perché i temi che affrontiamo, che non sono evidentemente di infotainment, richiedono comunque una certa complessità ed esercizio per essere compresi: chi non vuole sforzarsi almeno un po', come per quasi tutto, non troverà mai, qui, pane per i suoi denti. Potremmo magari fare una sezione apposita, per esempio il progetto (mai partito) delle FAQ in tal senso: rapide domande e rapide - e il più possibile semplici - risposte, per una maggiore fruizione anche da parte di chi "preferisce" linguaggi ancora più semplici. Ci piacerebbe, è nella lista delle cose da fare ma, al solito, al momento non possiamo proprio dedicarci alla cosa.

Dunque che fare?

Per ora, si va avanti così: stiamo letteralmente scalpitando per riuscire a vedere di trovare qualche risorsa per "ingaggiare" immediatamente almeno altri due collaboratori esterni di un certo peso. Non appena - davvero: non appena - potremo li vedrete tutti firmare articoli sul Ribelle.

E questo è quanto dovrebbe essere almeno sino all'Estate: sicuro usciremo con almeno uno o due altri speciali, e il Quotidiano andrà avanti così come ha iniziato ad andare dalla sospensione delle trasmissioni radio a oggi. E magari - magari! - tra qualche settimana vedremo se riusciremo, stanti così le cose, a riprendere almeno una trasmissione quotidiana in radio, sebbene rivista nel format, come abbiamo detto.

Ma insomma, la sintesi è questa: noi di qua spingiamo più che possiamo. Voi, di là, contribuite a "remare" così come state facendo e come vi verrà in mente di fare. È un processo iterativo che va avanti da cinque anni. E grazie a voi e alla nostra abnegazione continua a vivere mentre il mondo dell'informazione perde pezzi enormi ogni giorno. Sino a ora - tutti noi - siamo stati tosti, o no?

Chissà se, a forza di spinte sempre nella stessa direzione, prima o poi il tutto prenda velocità come un volano. 

Ma te lo immagini, cosa potremmo fare, con qualche risorsa in più? Altro che Terzo Polo televisivo…

A presto,

vlm

Ritorno alla Lira: e i nostri "risparmi" come possiamo salvarli?

Riflessioni sul giornale e sulla radio