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Il vuoto da riempire (Grillo & Usa)

Commento all'articolo: Ciò che piace davvero, agli USA, di Grillo & C.

D

E se questo vuoto non riuscissero riempirlo?
E' così scontato che ci riescano? Dal momento che un parlamento ha piena coscienza e volontà a risolvere il problema dei cittadini, i Padroni dei Media potrebbero attaccarsi al "tram".
Sono, le mie, supposizioni con il condizionale, ma lo stesso discorso vale anche per gli "altri".
Oppure, dove sbaglio con il mio ragionamento?

venerdì, marzo 15, 2013 | Simone Revello
R

Ciao Simone. 

Lo sbaglio, secondo me, è nel confondere il voto al M5S con una dimostrazione di affrancamento collettivo dai modelli dominanti. Quando invece, sempre a mio giudizio, si tratta per lo più di una scelta scarsamente consapevole e, proprio per questo, tutt’altro che stabile. 

Le conseguenze di questa adesione “precaria” sono numerose, ma basta citarne due. La prima, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, è che la futura crescita dei consensi elettorali non è affatto una certezza, per cui lo è ancora meno la seducente ipotesi di successi plebiscitari. La seconda, anche nel caso in cui un domani si dovesse raggiungere una maggioranza assoluta alla Camera e al Senato, è che rimane a dir poco dubbio che si tratterebbe di «un parlamento [che] ha piena coscienza e volontà di risolvere il problema dei cittadini». 

Quella «piena coscienza», infatti, presuppone un alto grado di comprensione, e di rifiuto, dei meccanismi e dei condizionamenti che ci hanno portati alla situazione odierna. Non basta voler spazzare via i partiti e il loro perverso sistema di potere a suon di favoritismi o peggio. E non bastano nemmeno le battaglie, di per sé ineccepibili, contro la privatizzazione delle risorse naturali o di altre proprietà collettive che tali devono restare, dal territorio al patrimonio immobiliare e alle aziende pubbliche.

Ciò che bisogna rigettare, innanzitutto dentro di sé e nel proprio modo di vivere, è la concezione economicistica che ci è stata instillata attraverso una manipolazione capillare e incessante. I cui messaggi inconsci, purtroppo, sono penetrati assai più profondi di quanto ci piaccia pensare. 

Quando ho scritto “i Padroni del Media”, infatti, non volevo certo intendere i proprietari dei singoli canali di produzione e diffusione editoriale, bensì i centri di potere che se ne avvalgono. E che, ancora prima di dominarci con gli strumenti espliciti delle leggi, dei governi statali e delle pressioni sovrannazionali in stile Troika, ci controllano tenendoci avvinti a un’idea di esistenza che è funzionale ai loro scopi. Ricchezza, notorietà, consumismo: questo ci hanno insegnato a privilegiare, non solo a forza di messaggi pubblicitari (relativamente) espliciti, e questo continueranno a propagandare, con ogni mezzo a loro disposizione. 

La questione che andrebbe posta con maggior forza, oggi, non è cosa farà il M5S in Parlamento. Ma cosa sono pronti a fare i suoi aderenti/simpatizzanti/elettori per iniziare a cambiare la realtà sociale nella quale vivono, e sulla quale possono incidere già adesso.  

Federico Zamboni

 

Ancora sul "caso Messora"

E ora che succede, con Grillo?