Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Ah, il "benaltrismo"

D

Anche se personalmente non sarei favorevole a parificare le coppie gay alle famiglie tradizionali, è chiaro che il problema va affrontato e qualcosa andrà fatto.

Quest'articolo mi sembra però un classico esempio di benaltrismo.
Non si tratta di una priorità, le cose importanti sono ben altre, e allora? Questo problema non si pone mica in competizione con gli altri. Affrontarlo, anche subito, non toglierebbe certo tempo e risorse per fare anche il resto, le cose importanti (che tanto nessuno vuole fare lo stesso).

Se non si è d'accordo nell'affrontare questo problema per ragioni ideologiche o religiose lo si dica chiaramente, accampare una questione di priorità in questo caso sembra solo un pretesto.

Vittorio Paniccia

 

R

Potrà anche sembrare un pretesto, affermare che la questione dei matrimoni omosessuali non rientra fra le priorità collettive, ma ciò non toglie che l’osservazione sia assolutamente fondata. E se la si deve rimarcare – esponendosi all’accusa di benaltrismo – è appunto perché questa tematica è stata via via enfatizzata, fino a presentarla come un obiettivo irrinunciabile e urgentissimo. Peggio: come un indicatore del grado di civiltà raggiunto dall’Italia, alla quale viene rimproverato, con la solita esterofilia intermittente e spesso ottusa, di non essersi ancora allineata a quanto avviene in parecchi altri Stati occidentali. 

Lo stesso approccio (la stessa distorsione) si ritrova del resto in un’infinità di altri casi, che rientrano nella categoria dei cosiddetti “diritti civili”. E il vero fenomeno da stigmatizzare, in effetti, non è tanto l’eccessivo risalto che viene dato alle nozze gay, da parte di chi ne caldeggia una perfetta equiparazione a quelle eterosessuali, quanto il fatto che la stessa sensibilità, la stessa attenzione, la stessa ansia di giustizia, non vengono manifestate neanche lontanamente nei confronti di chi rimane vittima del sistema economico liberista. Laddove – ma su queste pagine è quasi superfluo ricordarlo – il numero di tali vittime è in continuo aumento, a conferma che la crisi in cui siamo sprofondati non è transitoria ma strutturale. 

Ciò che si verifica, dunque, è una delirante asimmetria di valutazione “etica”: ci si preoccupa moltissimo di alcuni aspetti, innalzandoli a traguardi decisivi di una convivenza più attenta e rispettosa, e se ne ignorano bellamente altri, che pure non sono certo meno determinanti ai fini di una vita dignitosa. Così, per esempio e per restare in tema, si direbbe che per i paladini dei suddetti “diritti civili” la priorità sia che due omosessuali siano liberi di sposarsi: ma se poi non trovano un lavoro decente e stabile, per cui fanno la fame e sono costretti a vivere in alloggi di fortuna (come le roulotte che nei civilissimi USA sostituiscono le abitazioni e danno luogo a vasti insediamenti formati da “casette” a quattro ruote), problemi loro. L’importante è che non siano discriminati rispetto agli eterosessuali. Una volta rimossa la/le disparità di trattamento in ambito giuridico, si è fatto tutto ciò che si poteva fare. Essendo evidente che, al contrario, non c’è verso di modificare gli spietati meccanismi su cui si basano i mercati.

È questa, l’ipocrisia fondamentale – e per nulla casuale – cui rimandava l’articolo di Fiorenza Licitra. È la pretesa, anch’essa tipicamente statunitense, di essere i campioni dell’uguaglianza e della democrazia, sorvolando invece su tutte le iniquità e le sopraffazioni che scaturiscono dal sistema economico. Pura aberrazione: ci si sdegna per i buu razzisti allo stadio, ma non per il neoschiavismo interrazziale; ci si strugge per gli sgomberi dei campi-nomadi abusivi, ma non per gli sfratti delle famiglie che non riescono più a pagare il mutuo; ci si scaglia contro il fumo delle sigarette, che fanno venire il cancro, ma molto meno, o per niente, contro l’inquinamento in stile Ilva.

Delicatissimi dove ci autorizzano/incentivano a esserlo. Fatalisti, e quindi imperturbabili, su tutto il resto. 

L’incompetenza degli M5S è un male. Punto

Lettere: "Noi, l’M5S e i “coglioni” filo Pd"