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T.V.A. “trasparenza valore aggiunto”

Capitando in Francia e fermandosi in un bistrot può accadere di vedere sul menu riportati due prezzi, uno più elevato barrato e, di fianco, uno più basso. 
Non è, però, una promozione limitata nel tempo del ristorante che abbassa i prezzi per fronteggiare la crisi. È stata la Francia ad abbassare la TVA (tassa sul valore aggiunto, la nostra IVA) sulla ristorazione per fronteggiare la crisi di un settore con ricadute dirette sui consumatori, altrettanto colpiti dalla crisi. Cambiando ristorante si noterà che anche lì c'è il doppio prezzo, come in quasi ogni ristorante. L'operazione è stata compiuta in piena trasparenza: il consumatore può verificare direttamente se all'agevolazione fiscale è corrisposta la relativa diminuzione del prezzo, non c'è stato bisogno di scomodare autorità di controllo che poco possono e ancor meno fanno: è il cittadino stesso a vigilare e scegliere. 
Doppio prezzo, quello che sarebbe dovuto avvenire con l'Euro, per impedire che una manovra fiscale, intesa a vantaggio di tutti, vada a profitto solo di alcuni, come malignamente, ma legittimamente, possiamo supporre andrebbe se la stessa iniziativa fosse presa in Italia. 
È ancora presto per tirare bilanci, la riduzione TVA è solo di luglio, ma i primi indicatori sono positivi: anche se non c'è stato l'aumento occupazionale almeno si è fermata l'emorragia che aveva colpito il settore, fra licenziamenti e chiusure, e le sere di Parigi continuano ad essere uniche. Molto differenti da quelle italiane…

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