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Avvertenze pubblicitarie

Il fumo nuoce alla salute, siamo tutti d’accordo è scritto anche sui pacchetti, nonostante nessuno lo ignori, giusto così. Meno pacifico è che un’alimentazione sbagliata, specie quella legata ai prodotti maggiormente pubblicizzati in televisione, può fare altrettanto male ed avere un costo sociale probabilmente superiore. Di questo, però, nessuna avvertenza sulle confezioni o nelle pubblicità. Nessuna in Italia. In Francia, invece, un “warning” è presente sullo schermo durante ogni pubblicità.

Naturalmente non dirà che “il cibo uccide”, a certi assurdi ancora non siamo arrivati, ma si limiterà a far notare, per esempio, che “per la propria salute occorre  praticare un regolare esercizio fisico”, che, presente durante tutto lo spot, magari farà riflettere sul fatto che la “magica barretta ai cereali” probabilmente non basta a far diventare strafiche come la modella, specie se mangiate in eccesso. Così come la Marlboro non bastava a far diventare fichi come il Cow Boy della pubblicità, ora vietata come tutte le pubblicità del tabacco.

Ora, vietare le pubblicità alimentari sarebbe eccessivo, anche se per tante merendine, specie se fanno leva sui sensi di colpa delle madri lavoratrici, verrebbe quasi voglia di chiederlo. Far, però, notare, durante ogni spot, che “per la salute” è meglio evitare “di mangiare fra i pasti” o “mangiare troppo grasso, zuccherato o salato”, sarebbe opportuno: magari la mamma messa in colpa perché il suo bimbo non è felice perché lei lavora, come reazione potrebbe avere non già di renderlo felice con una insensata merendina, ma di sentirsi madre migliore se non lo lascia ingozzare di robaccia.

Certo una piccola striscia sotto uno spot ideato da creativi, geni della persuasione, è piccola cosa, ma è, comunque, qualcosa, che spinge almeno ad un attimo di riflessione. Un attimo che può forse, in qualche caso, salvare un bimbo dall’obesità e un adulto dal sostituire un po’ di sano movimento con abbuffate di cibi sedicenti ipocalorici che, in eccesso, fanno ingrassare come ogni altro cibo che, magari, è più sano perché meno “innovativo”.

In Italia questo momento di riflessione non viene indotto nella vittima del messaggio pubblicitario e, duole dirlo, la Francia si dimostra ancora una volta - su punti come questo - almeno un passo avanti a noi. Non resta quindi che consigliare il sito web francese che viene proposto al termine di ogni spot: www.mangerbouger.fr 

Occidente Vs. Europa

Novembre 2009 - Anno 2 Numero 14