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Vaccino? No grazie

Primo dato. Fino ad oggi, venerdì 6 novembre, le morti legate al virus A/H1N1 sono state in Italia ventisei. 26 su quattrocentomila casi stimati, dice la fonte ufficiale ossia il Dipartimento alla Salute per bocca del viceministro Ferruccio Fazio. Lo scorso anno, dice sempre Fazio, la normale febbre stagionale ha fatto 4 mila morti su 8 milioni di malati.

Secondo dato. Secondo un’indagine periodica del Monitor Biomedico del Censis fatta prima della psicosi scoppiata negli ultimi giorni, il 61,4% degli italiani non aveva paura dell’influenza A. Più del 37% di chi non ha paura dell’influenza A riteneva che, in realtà, i rischi siano gonfiati dai media, mentre oltre il 24% era convinto che le nostre tutele sanitarie siano adeguate.

Terzo dato, questo purtroppo più nebuloso. Il Dipartimento della Salute ha commissionato 24 milioni di dosi di vaccino Focetria (uno dei tre approvati dall’Unione Europea) alla multinazionale svizzera Novartis. L’esatta cifra sborsata dallo Stato è avvolta nella nebbia, tanto che neppure la Corte dei Conti è riuscita a venirne a conoscenza. Tuttavia, la Corte ha dovuto dare via libera alla decisione del governo sull’onda dell’«eccezionalità» e dell’«urgenza» del problema. Le indiscrezioni circolate sulla stampa parlano di 200 milioni di euro. La Corte però scrive che, dato che il contratto con la Novartis è stato stipulato prima ancora che il vaccino esistesse e fosse autorizzato dall’Ue, esso include «la possibilità di mancato rispetto delle date di consegna del prodotto senza l’applicazione di alcuna penalità» e sarebbe «carente del parere di un organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi».

Un pandemia non più grave della normalissima influenza che ogni anno fa stare a casa qualche milione di italiani, e che miete vittime fra chi è già affetto da gravi patologie. Una campagna di terrore che sta seminando il panico fra la gente, che fino ad ora, giustamente, nutriva una sana e scettica tranquillità. E un colosso dei farmaci che sta facendo montagne di soldi nella più sfacciata irresponsabilità, complice un governo pronto a regalarglieli. Altro che vaccinarsi: se me la becco, questa benedetta febbre suina, sarò felice di rigirarmi nel letto come un maiale nel suo fango.

 Alessio Mannino

Novembre 2009 - Anno 2 Numero 14

Altro che crisi finita...