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LA VERSIONE di Fini - Novembre 2011

Gheddafi

È la prima volta che si lincia un uomo in mondovisione. Uno spettacolo orribile. In realtà, prima che ci fosse l'altra aberrazione di Norimberga, il processo dei vincitori ai vinti che è sempre un falso processo, i capi dei nemici catturati si portavano in qualche caserma e si fucilavano: era una norma di civiltà.

E non vale nemmeno il confronto con Mussolini, come è stato fatto da alcuni, perché egli fu fucilato, anche se poi quel criminale di Valerio fucilò anche la Petacchi e altra gente che non c'entrava nulla, oltre alla vergogna di piazzale Loreto. Insomma la cosa fu molto differente.

I capi dei vinti si fucilano ma non si linciano, né si processano. E poi è chiaro, ovvio ed evidente che comunque lì si voleva far fuori Gheddafi perché avrebbe potuto trascinare e tirare in ballo mezzo mondo se ci fosse stato un processo. Come per Milosevic: il processo iniziò con grandi fanfare e dopo un po' non se ne seppe più nulla perché egli si difese da solo - peraltro era avvocato - e insomma  per molti diventava imbarazzante ascoltare le sue parole. Poi, infatti, provvidenzialmente morì di infarto e la cosa finì lì.

 

Stessa cosa con Bin Laden

Una roba ancora più grottesca, perché certamente non è morto lì in quel blitz, ma sicuramente tra il 2003 e il 2004, come non saprei dire, ma insomma lì gli serviva, in quel momento intendo, far morire Bin Laden perché essendo gli americani in grande difficoltà in Afghanistan, il fatto fosse stato ucciso il capo dei terroristi gli avrebbe permesso di rendere più credibile la exit strategy tanto comunicata. Ma non si dà al mondo che catturi Bin Laden, che cerchi da dieci anni, e non ne fai vedere il corpo, anzi lo butti in mare in modo che non si possa riconoscere. Se l'avessero ucciso davvero quel giorno allora in quel giorno lo avrebbero fatto vedere.

 

In Afghanistan comunque le cose non vanno molto bene

Bin Laden non centra nulla dal 2001 in poi con l'Afghanistan: il problema non è che lì c’è il terrorismo: è che c'è una resistenza e una insurrezione che va molto al di là dei talebani. Questa ha ripreso l'80% del Paese. Non può impadronirsi di Kabul solo perché la disparità di armamenti è troppo grande, ma l'Afghanistan gli Usa lo hanno già perduto di fatto. L'80% del  Paese è in mano talebana, la giustizia nelle campagne è quella talebana, non quella di Karzai.

 

Mesi fa dissero che il Mullah era morto

La notizia è stata smentita nello stesso giorno dagli stessi servizi segreti pakistani che avevano dichiarato di averlo ucciso, dicendo "no, non è stato ucciso e nemmeno ferito, però sappiamo che è qualche giorno - cose ufficiali, sia chiaro - che non è più nel suo rifugio".

Ora, se avessero saputo, e se sapessero tuttora dove è il rifugio del Mullah Omar, visto che lo cercano da 10 anni, evidentemente lo avrebbero già preso. Dunque non solo non è morto, ma come dicono tutte le notizie che arrivano dall'Afghanistan, gli americani stessi stanno trattando con il Mullah Omar, avendolo promosso a "talebano buono", perché non hanno altra alternativa se vogliono uscire dall'Afghanistan.  Hanno tentato di trattare con delle scartine talebane, o pseudo talebane raccolte per strada, e la cosa non ha avuto alcun esito. O tratti col capo dei talebani insomma, o è inutile, in più siccome avevano messo in piedi un grottesco "alto consiglio di pace" a cui avevano messo a capo Rabbani, cioè l’ex presidente dell'Afghanistan all'epoca di Massud (ovvero totalmente inadatto in quanto combattuto per anni) i talebani per far capire che apprezzamento avevano di questa mediazione lo hanno fatto fuori, senza mezzi termini.

 

 

E ora l'Iran

Come si sa è il nuovo bersaglio. Adesso ci sono notizie pubblicate da un giornalista israeliano molto ben informato, che poi sono state riprese dal Guardian oltre a essere state confermate dal presidente israeliano Shimon Peres, premio Nobel per la pace, che americani, israeliani e inglesi starebbero preparando un attacco anche nucleare contro l'Iran. Che questi piani ci fossero è cosa nota da due anni, la novità è che ci sono gli inglesi, che non erano mai entrati nella cosa, e che garantirebbero sottomarini, missili Tomahawk e anche eventualmente reparti speciali sul terreno. L'impressione è che vogliano fare con l'Iran, almeno questo il progetto di qualcuno, quello che hanno fatto con la Libia. Ma è un progetto totalmente folle per molti motivi. L'Iran non è la Libia. L'Iran è un grande Paese di 100 milioni di abitanti,  armato in modo moderno anche se non ha l'atomica.

Se contano poi sul dissenso interno iraniano, che c'è anche se in forme molto meno diffuse di quanto si sbandieri in occidente, allora non conoscono quel popolo, perché gli iraniani si considerano innanzi tutto persiani e poi hanno un fortissimo senso nazionale. Quando ero lì mi ricordo che un pasdaran che aveva combattuto lo scià a suo tempo, mi disse "eppure non riesco a odiarlo fino in fondo perché comunque era un persiano": quindi un attacco compatterebbe al regime degli ayatollah anche il più acerrimo nemico del regime.

 

Le motivazioni?

Intanto il pretesto: solito, cioè sulla base di un rapporto dell'Aiea, secondo americani e israeliani l'Iran non starebbe facendo solo il nucleare civile ma costruendo l'atomica. Ora, questo rapporto dell'Aiea non dice in realtà nulla di nuovo che non si sapesse, cioè che certamente hanno l'uranio impoverito, ma nessuna ispezione ha mai certificato che lo usino nelle loro centrifughe oltre il 20% di arricchimento. Per fare l'atomica ci vuole un arricchimento al 90%. Questo rapporto contiene semmai qualche vago indizio che dal 20% potrebbero passare al 90%, ma è un processo alle intenzioni. Un po' come la cosa di Saddam, che "aveva le armi chimiche" e che poi naturalmente non si sono trovate. Situazione paradossale, perché l'Iran ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare, accetta le ispezioni, possono tranquillamente verificare se escono dai binari e invece di arricchirlo del 20% per usi civili e medici lo arricchiscono al 90. Dall'altra parte invece c'è uno Stato, Israele, che non ha firmato il trattato, che ha la bomba atomica, e che pretende di attaccarne un altro che la bomba non ce l'ha sulla base che ipoteticamente potrebbe farsela. Una cosa pazzesca.

Naturalmente Israele sente l'Iran come una minaccia, anche se è da escludere nel modo più totale che gli iraniani attacchino Israele. Possono dire che "deve sparire", queste cose qui - parole, appunto - mentre non sono affatto parole i missili israeliani nucleari puntati su Teheran. 

Per gli altri Paesi, America e Inghilterra, il motivo è accaparrarsi il petrolio come in Libia. L'Iran è uno dei più grandi fornitori di petrolio. Per fortuna - non c'è mai limite al peggio - bisogna affidarsi alla Cina che è contraria, anche perché riceve dall'Iran un sacco di petrolio. Insomma Russia e Cina sono contrarie anche perché, parliamoci chiaro, questa contro l'Iran sarebbe la quarta guerra di aggressione in un decennio. Se poi divenisse anche un attacco nucleare, seppur con "bombe nucleari tattiche", che ovviamente non si capisce che cazzo siano, sarebbe lo smascheramento definitivo dell'Occidente, ovvero di chi è il vero terrorista.

 

Berlusconi

Il regime di Silvio Berlusconi, che sembrava eterno come il suo protagonista, è caduto sulla Carlucci. Cioè una fine nell'avanspettacolo come era cominciato. Non c'è nessuna uscita di scena con grandezza, senza nemmeno quell'aura di dramma che c'è stata in altre occasioni della storia italiana recente passata.

 

E il berlusconismo

Questo il punto: l'uscita del capocomico non significa la fine del berlusconismo. Ce lo trascineremo dietro per molti anni, perché ha infettato profondamente il nostro Paese, togliendo al popolo italiano quel poco di senso della regalità che gli era rimasto, violentando la logica più elementare, binaria, aristotelica, come dice Marco Travaglio, "il mondo alla rovescia". Elevando la menzogna sistematica e la spudoratezza a virtù personali politiche, involgarendo in modo irrimediabile il Paese.

Però sarebbe ingiusto e poco credibile pensare che tutto questo disastro, compreso l'abbattimento di ogni dignità nazionale e di ogni identità a favore del peggio dell'americanismo, sia addebitabile al solo Berlusconi: è vero che ha avuto per decenni tutto il comparto televisivo privato nazionale per educare gli italiani alla sua cultura, ma è anche vero che gli italiani non aspettavano altro. Quindi c'è una responsabilità collettiva molto forte, e dubito che cambi rapidamente.

A parte il fatto estetico di aver eliminato l'"energumeno" - che qualche cosa di meglio comunque porta, magari non avremo più scene da bagaglino - nella sostanza non cambierà nulla: i partiti continueranno a occupare illegalmente la Rai, gli uomini politici si stanno già riposizionando per spartirsi le spoglie dell'impero berlusconiano. È ritornato all'onor del mondo persino Scajola…

In quanto agli intellettuali, che sono i principali responsabili di questa storia, perché il compito non è quello di aggiogarsi a questo o quel partito ma cercare di chiarire le idee alla gente invece di confondergliele, è già qualche mese che i vari Panebianco e Della Loggia & company si stanno a loro volta riposizionando. E saranno sempre lì insieme ai soliti Vespa eccetera. Nella sostanza cambierà molto poco.

Novembre 2011 - anno 4 - Numero 38

E ORA ci impongono la “governance”