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    (qui sotto i numeri dall'1 al 51)

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    mercoledì
    nov142012

    La Versione di Fini - novembre 2012

    Grillo: cambiamo il modello o rinnoviamo l'organizzazione di quello che c'è?

    Ovviamente anche nel caso di Grillo ci sono incongruenze: il modello di sviluppo lui lo contesta solo in alcuni settori ma non nella sua globalità, ma non si può pretendere di più. Anzi, è già parecchio. Grillo dopo il fenomeno Lega del '92 è il primo movimento di un certo spessore, che si pone di spazzare via i partiti e mi sembra già una grande novità.

    Naturalmente si deve vedere cosa succede. Nel programma di Grillo ci sono diverse cose, alcune buone altre meno, poi certo, siccome dietro non c'è un impianto teorico solidissimo, e lui lo sa benissimo, ci sono di fatto alcuni obiettivi che contrastano tra di loro.

    Dentro o fuori il sistema?

    Lui combatte fuori dal sistema, utilizzando molto bene questo "fuori", e probabilmente per riprodurre un altro sistema ma depurato dalle sua nefandezze. Ripeto: non vedo Grillo, che è un tecnoecologista, come un cambiamento radicale, come una rivoluzione. Però quando avrà spazzato via tutto quello che c'è ora, dopo potrà succedere di tutto, e al di là della volontà di Grillo stesso.

    Movimento o partito?

    Certamente ormai è un partito politico, e Grillo non è più un comico, ma un politico di primissimo ordine e secondo me, in realtà, è più una questione terminologica e irrilevante.

    Esiste un gruppo dirigente nel partito di Grillo?

    Secondo me no, nel senso che c'è Grillo e basta, e anche il ruolo di Casaleggio è stato molto enfatizzato apposta per mettere in difficoltà il tutto, ma Casaleggio funziona da struttura e organizzazioni, e poi sul piano del marketing. Ma dire che Casaleggio è l'ideologo di Grillo è assolutamente fuori luogo. Io lo conosco bene, e il suo ruolo è prettamente tecnico e logistico. Ecco, Casaleggio fa questo, poi è anche un uomo di una certa finezza intellettuale, e in questo senso lui sì che è utopico, ma non credo che abbia su Grillo questo tipo di influenza.

    Tutta la dietrologia che viene fatta è fuori luogo ed è fatta apposta per intorbidare le acque e attaccare meglio il MoVimento 5 Stelle. Quando uno ha una attività come quella di Casaleggio è evidente che entri in contatto con certi soggetti, come qualsiasi società come la sua.

    E ora la politica, per difendersi, passa al super porcellum

    Sì ma non credo che ce la faranno, anzi gli si ritorcerà contro. Grillo prenderà uno strafottio di voti.

    Più che in Sicilia?

    Assolutamente sì. Teniamo presente due cose che si legano. Una è l'astensione siciliana, altissima, che poi non è mai stata differente che nel caso delle seguenti elezioni Politiche nazionali. Dunque alle Politiche l'astensione sarà di questo calibro e anche superiore. Idem il voto per Grillo che, siccome è pur sempre un voto di protesta contro i partiti, si deve sommare al primo. Sia l'astensione sia il voto per Grillo sono voti di protesta, ma quello per Grillo è anche di proposta. In sostanza, si devono sommare perché sono pur sempre espressioni dirette contro l'esistente.

    Tempo fa sono stato a colazione a casa di Grillo, prima della nuotata nello Stretto, e riferendoci alle Amministrative del maggio gli ho detto che in realtà aveva salvato tutti i partiti, perché se non si fosse presentato con il suo movimento tantissima gente in più non sarebbe andata alle urne e sarebbe stato evidente già allora che la metà della popolazione italiana non crede più alla democrazia rappresentativa, perlomeno.

    Grillo punta al Parlamento, può dunque fare a meno della tv?

    Quella di Grillo con la tv è una sua astuzia notevole: non andandoci fa parlare la tv di lui e del suo movimento molto più che se ci andasse. Ne parlavamo già tanti anni fa: lui era stato già cacciato e non la faceva più, la televisione. Siccome io all'epoca ancora venivo invitato qualche volta, lui mi disse che stavo commettendo un errore. «Non dovresti andarci», mi diceva, perché l'astenersi è molto più forte che andarci. Partecipare significa confondersi con tutti i vari alfani, casini, bersani e compagnia bella, così invece il fuoco è tutto su di te.

    Ma non si preclude di raggiungere le masse?

    Il movimento di Grillo è fortissimo sulla rete, e oggi la rete è molto più importante della televisione. Questo non lo credono i partiti tradizionali che fanno a botte per andarci, in tv, dove fingono di avere ancora il potere, perché dimostrano di stare lì, ma non esistono già più. Esistono nel virtuale della televisione, dove fanno robe e affari, tutte cose che saranno spazzate via ad aprile. 

    La televisione è passiva, la rete invece è un fatto attivo. La rete è Twitter, sono cose nuove, tu non te ne stai lì a subire, ma intervieni direttamente.

    E come può evitare che altri del suo partito vadano in televisione?

    Mi auguro che capiscano di non doverci andare. Il fatto che Grillo si comporti così con loro è un fatto positivo in questa fase: Grillo è il padre padrone del movimento, ed è un vantaggio perché può evitare alcuni rischi, come fu per la Lega a suo tempo, delle infiltrazioni, per esempio, oppure persone che quando vedono il potere perdono la testa. Lui in questa fase esercita la funzione di controllo molto autoritaria ed è giustificata, secondo me. Tutti i movimenti che hanno avuto un senso nella storia, senza esagerare come il caso italiano ad esempio, ma tutti quelli che hanno cambiato le cose hanno sempre avuto un leader carismatico e indiscusso, da Lenin a Mussolini, almeno nella parte iniziale.

    I pericoli verranno tutti dopo, perché sino a che sei fuori sei a posto, ma quando ci entri, nel sistema, allora riuscire a mantenere una linea dritta non sarà facile per niente.

    Anche le norme su chi si può candidare e chi no, per esempio solo chi è con lui da anni, sono giuste. Come non è improvvisato Grillo, il quale checché se ne dica sono 20 anni che fa politica, così non sono improvvisati quelli che prenderanno le cariche.

    Ma ti sembra adeguato per una politica nazionale?

    Questo è l'interrogativo, del resto nessuno nasce imparato. E quindi entrare nel sistema con una forza notevole li aiuterà a precisare il loro programma e a eliminare le cose che non funzionano. La sintesi è questa: i partiti paiono avere idee per la politica nazionale ma abbiamo già visto che in realtà non le hanno e ne hanno di fallimentari, dall'altro lato c'è Grillo che comunque è il nuovo e forse potrà averne.

    Non solo: si dice che Grillo non ha programma, ma non è vero. Si può dire che ha un programma contraddittorio, ripeto, ma gli altri partiti invece che hanno? Io vedo il vuoto, lo zero assoluto e sento parlare delle solite cose inconciliabili, come "crescita e rigore", cose che non si posso tenere insieme. Per i programmi vale la frase memorabile di Weber del 1920: "i programmi dei partiti non sono che folclore". Come i bilanci, no?

    Voglio dire ancora una cosa: ho trovato Grillo assolutamente identico al Grillo che conoscevo, non si è montato la testa, capisce che ci sono una infinità di difficoltà e non intende fare il padrone del Paese. È rimasto, come ho scritto in un pezzo tempo addietro, in cui citavo Battiato che canta "ci vuole talento per invecchiare senza diventare adulti", ecco, è rimasto giovane. Grillo è invecchiato bene, e questo è un vantaggio e una garanzia, non ha preso tutte quelle mediazioni schifose che la vecchiaia ti dà.

    In sostanza ha l'eta stessa dei suoi ragazzi.

    Il tuo libro "Ragazzo" non è adatto a lui?

    Grazie a Dio no.

     

    Massimo Fini

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