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venerdì
dic162011

Tessera illegittima? Buona notizia per tutti

Probabilmente il calcio è tutto meno che un argomento “ribelle”. Ed effettivamente discutere e dibattere di quel carrozzone mediatico ed immorale che è lo sport più popolare al mondo non è né saggio, né necessario. Per quello ci sono (purtroppo) diversi quotidiani nazionali che vi dedicano ampio spazio. E' di qualcos'altro che voglio parlare, di qualcun'altro, di persone che spesso vengono additate come degli “stupidi” per il semplice fatto di seguire la propria squadra del cuore: i tifosi.

 

Nella giornata di mercoledì è arrivata una sentenza da parte del Consiglio di Stato che considera “illegittima” la Tessera del Tifoso, vista come pratica commerciale scorretta. Infatti, chiunque volesse sottoscrivere una tessera (che, ricordiamo, serve per seguire la propria squadra in trasferta e per ottenere l'abbonamento stagionale allo stadio), è costretto anche a diventare cliente di una banca. Che c'azzecca con la sicurezza negli stadi questo? Nulla ovviamente. La Tessera del Tifoso non ha infatti nulla a che vedere con la sicurezza, a differenza di quanto propagandato, ed è un mero mezzo economico a favore dei soliti noti che ottengono clienti in modo completamente gratuito. Non c'era possibilità di rifiutarsi: se non si dava il consenso a questa particolare clausola, la tessera veniva negata. Oggi questo non è più possibile e toccherà al TAR del Lazio pronunciarsi sulla soluzione del problema.

 

Questo è un primo riconoscimento verso la bontà della battaglia di tanti tifosi italiani. Molti la definirebbero “inutile” perchè “ci sono altri problemi molto più importanti del calcio” a cui pensare. In realtà non è proprio così. La Tessera del Tifoso rappresenta un punto di partenza molto serio per misure che verranno prese per il resto della cittadinanza. Vaneggiamenti di un complottista? Non direi. Anni fa negli stadi veniva esposto questo striscione: “Leggi speciali: oggi per gli ultras, domani in tutta la città”. Venne visto come il canto del cigno di un gruppo di delinquenti che difendeva la propria “libertà” di vivere il tifo come pretesto per usare la violenza, per danneggiare, per attaccare le forze dell'ordine impunemente (ed in parte è anche vero). In realtà, a distanza di anni, la previsione si è rivelata esatta con le parole di Maroni che settimane fa, in occasione degli scontri con i Black Bloc a Roma, ha proposto il DASPO ai manifestanti.

 

Il DASPO, acronimo di Divieto di Accesso alle manifestazioni SPOrtive, è un misura cautelativa emessa senza alcun provvedimento da parte di un giudice ma basato su un semplice rapporto di polizia. Il questore, dopo averlo letto, emette il DASPO nei confronti del presunto reo, in barba alla presunzione d'innocenza. Ovviamente, spesso è palese che un “daspato” sia colpevole, ma altrettanto spesso non è affatto così. Chi vi scrive ha personalmente visto un ragazzo essere daspato per non aver voluto lasciare le sue stampelle fuori dallo stadio, nonostante avesse un piede rotto e non potesse camminare senza. Recentemente i tifosi del Pescara si sono recati in trasferta a Modena dato che non c'era alcun divieto su quella partita e si sono visti rispondere dalle forze dell'ordine, nonostante il biglietto in mano (ma non la tessera), che se non si fossero allontanati immediatamente di qualche chilometro sarebbero stati daspati dal primo all'ultimo (circa 300 persone). Se i tifosi del Pescara hanno evitato questa persecuzione, altre tifoserie non sono state più fortunate: c'è chi si è recato in massa in trasferta senza la tessera, ha fatto il biglietto per le tribune, è stato fatto entrare e dopo qualche giorno gli è arrivata a casa la notifica del DASPO (e sia ben chiaro, ora è stato vietato con una nuova circolare, ma fino allo scorso settembre chiunque volesse andare in trasferta senza tessera poteva farlo benissimo, però acquistando biglietti per settori diversi da quello ospite. Mischiandosi con i tifosi di casa!).

 

Tutto questo per mostrare come sia facile ricevere un DASPO, senza bisogno di essere un violento distruttore di camionette dei carabinieri. Il tutto senza prove, ma solo con le parole di chi ha redatto il rapporto. Ora, immaginate una cosa del genere nei confronti di manifestanti di piazza. Notate la diabolicità della cosa? Essere interdetti ad esprimere il proprio pensiero è totalmente incostituzionale, eppure una sentenza della Corte Costituzionale ha sancito che si tratta di una misura di “prevenzione” in attesa del processo vero e proprio. Ma con la lentezza dei processi italiani ci si ritrova a subire un trattamento totalmente arbitrario e ingiusto (la maggioranza dei daspati viene poi assolta in sede di processo). Magari si insulta Monti durante una manifestazione e, invece di ottenere un applauso, ci si ritrova con l'obbligo di firma in questura da un giorno all'altro (DASPO per “coro insultante”, allo stadio è routine).

 

Insomma, la battaglia dei tifosi italiani è sacrosanta. Non si tratta di un lotta per il tifo, ma per l'essere cittadini. Oggi uno dei punti più antipatici di questa circolare (ah si, la Tessera del Tifoso NON è una legge, ma solo una circolare amministrativa, un protocollo d'intesa fra Viminale e società di calcio) è stato abolito ma resta ancora intatta tutta la struttura fondante e discriminatoria. Una lotta contro la violenza negli stadi è necessaria, ma con mezzi diversi che passino attraverso la solita riforma della giustizia che tarda da anni a causa degli interessi giudiziari dei soliti noti. Quello che si è visto fin'ora non è una soluzione, bensì una banco di prova per ciò che si vorrebbe fare nei confronti di tutti quando la situazione – inevitabilmente – precipiterà.

 

Non guardate gli stipendi di Ibrahimovic ed Eto'o per bollare il tifoso come uno stupido, bensì pensate alla bellezza dello stare insieme, con un gruppo di amici a divertirsi, a cantare, ad esaltarsi, a scherzare, a ridere e a dimenticare per sole tre ore tutto quello che ci circonda. E per cui vale la pena combattere.

Reader Comments (1)

Il calcio visto come sport è un bellissimo passatempo e per anni mi ha allietato le domeniche.
Però,non si può non notare l'uso che ne viene fatto,ovvero da sempre,in Italia più che altrove,questo sport viene utilizzato per sedare le masse,dare loro una valvola di sofgo dove riversare la rabbia repressa.
Con l'utilizzo della tessera hanno lo strumento giusto per poter schedare la maggior parte della popolazione,operazione che può tornare molto utile anche per altre occasioni.
Infatti,bisogna ricordare che in una società, come la nostra,la maggioranza delle persone,in caso di scontri,non ha più l'abitudine a gestirli o solamente a viverli,le uniche persone che hanno ancora una certa" dimestichezza"nell'affrontare le forze dell'ordine sono proprio gli ultrà(l'egitto insegna....)e cosa c'è di meglio di un arresto preventivo in caso di disordini ,ancora più comodo se tutti siamo schedati e sanno dove venire a cercarci senza il minimo sforzo

Saluti

Davide Gaglione

venerdì, dicembre 16, 2011 | Unregistered CommenterDavide Gaglione

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