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<!--Generated by Squarespace Site Server v5.11.81 (http://www.squarespace.com/) on Sun, 12 Feb 2012 16:51:47 GMT--><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><title>Opinioni dei lettori</title><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/</link><description></description><lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 16:26:47 +0000</lastBuildDate><copyright></copyright><language>it-IT</language><generator>Squarespace Site Server v5.11.81 (http://www.squarespace.com/)</generator><item><title>Diritto di esprimere le proprie idee: il caso Vincent Reynouard</title><category>Dai lettori</category><category>Vincent Reynouard</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:50:00 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2010/9/6/diritto-di-esprimere-le-proprie-idee-il-caso-vincent-reynoua.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:8793201</guid><description><![CDATA[<p>Nato nel 1969, sposato e padre di otto figli, il francese Vincent Reynouard &egrave; laureato in ingegneria chimica presso l'Ismra (Istituto delle scienze dei materiali e delle radiazioni atomiche) a Caen in Normandia. Egli si presenta apertamente come un cattolico&nbsp; tradizionalista e non nasconde le proprie idee politiche&nbsp; ultra-conservatrici. Ma il fatto pi&ugrave; rilevante &egrave; che egli contesta pubblicamente, per mezzo di dvd e scritti, la versione&nbsp; classica della storia della Seconda Guerra Mondiale. &Egrave; uno di quei ricercatori che affermano di essere "revisionisti" e che sono qualificati come "negazionisti", poich&eacute; non credono nell'esistenza delle camere a gas omicide nei campi di concentramento tedeschi.</p>
<p>Nel 2005 Reynouard ha scritto e inviato alle aziende autonome di turismo, ai musei e ai municipi un libretto di 16 pagine dal titolo <em>"l'Olocausto? Ci&ograve; che vi si nasconde"</em>, in cui sostiene il contrario della storia accademica. La giustizia francese lo colp&igrave; immediatamente.</p>
<p>Nel 2007 al termine del processo istruito contro di lui dal tribunale penale di Saverne (Alsazia), fu condannato ad 1 anno di prigione senza condizionale, una multa di 10.000 euro e 3.000 euro di danni per la lega anti-razzista, Licra. In appello, nel giugno 2008, la corte di Colmar conferm&ograve; la condanna in prigione e lo condanna a pagare un totale di 60.000 euro (20.000 euro di&nbsp;multa + la pubblicazione forzata e spese legali). Cose mai viste!</p>
<p>Siccome Reynouard risiede in Belgio, la Francia ha emesso contro di lui un mandato di cattura europeo per costringerlo a scontare la&nbsp; pena di un anno di prigione ordinata dalla corte d'appello. Il 9 luglio scorso viene incarcerato dalla polizia belga, in attesa della sua estradizione verso la Francia. Tutto ci&ograve; porta l'interessato a dire: "Quando non si pensa che alla prigione per sbarazzarsi di un contraddittore, &egrave; perch&eacute; non si hanno argomenti". Conclusione: un uomo di 41 anni, padre di otto figli, &egrave; attualmente in carcere per le sue ricerche storiche, a causa della legge Gayssot.</p>
<p>Questa legge, promulgata nel Journal Officiel della repubblica francese il 14 luglio 1990, vieta, all'articolo 24bis, il fatto di "contestare (...) l'esistenza di uno o pi&ugrave; crimini contro l'umanit&agrave;&nbsp; quali definiti dall'articolo 6 dello statuto del&nbsp; Tribunale Militare Internazionale [detto di Norimberga], allegato all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945.</p>
<p>Nel mio libro Sarkozy, Isra&egrave;l et les Juifs (Oser Dire, [Belgio], 2009), ho ricordato che questa legge liberticida &egrave; stata fortemente criticata da persone come l'accademica francese Simone Veil; il segretario permanente dell'accademia francese; dai ministri Jean Foyer, Jacques Toubon, Alain Peyrefitte; gli storici Henri Amouroux, Pierre Vidal-Naquet, Annie Kriegel, Francois Furet, Alain Besancon, Jacques Willequet e Francois B&eacute;darida; la fondatrice dell'Institut de recherche Hannah Arendt, Chantal Delsol; il Premio Nobel per l'Economia nel 1988, Maurice Allais; gli scrittori Michel Tournier, Louis&nbsp; Pauwels, Michel Houellebecq, Philip Murray, Jean Daniel, Vladimir Volkoff, Michel Rachline e Alain Robbe-Grillet; i magistrati&nbsp; Philippe Bilger, Alain Marsaud e Raoul B&egrave;teille; gli avvocati Olivier Duhamel, Anne-Marie Le Pourhiet, Emmanuelle Duverger, Andr&egrave; Decoq e Guy Carcassonne; gli avvocati Jacques Verg&egrave;s e John Bastardi Daumont; il filosofo Paul Ric&egrave;ur; l'umorista Bruno Gaccio; dei difensori della libert&agrave;&nbsp; di espressione come il fondatore di Reporters sans frontieres Robert M&agrave;nard (che la denuncia come una "polizia del pensiero") e Gabriel Cohn-Bendit; i giornalisti Dominique Jamet, Delfeil de Ton, Alain Rollat, Albert du Roy, Philippe Tesson, Jacques Julliard e Ivan Rioufol; od ancora l'ex-presidente della Ligue des droits de&nbsp; l'homme, lo storico Madeleine Rebourioux. All'estero, il linguista americano Noam Chomsky se ne &eacute; dichiarato avversario assoluto. Per il fisico ed intellettuale belga Jean Bricmont, "la legge Gayssot &egrave; una regressione giuridica di secoli". I Presidenti Hugo Ch&agrave;vez e Mahmoud Ahmadinedjad hanno, nel&nbsp; frattempo, condannato severamente questa repressione.</p>
<p>A noi spetta, ormai, difendere la libera espressione nei fatti e non solo in teoria. Perch&eacute; non si sente nessuno denunciare pubblicamente la sorte riservata a Vincent Reynouard? Cosa fanno Reporters sans fronti&egrave;res, Amnesty International e Human Rights Watch? Nessun media, n&eacute; francese n&eacute; straniero, ha informato su questo caso. Tale silenzio &egrave; anormale.</p>
<p>Personalmente, ho deciso di agire come storico e cittadino, e di far conoscere, con questo comunicato, quanto sia indignato dal fatto che, nel nostro paese, si getta in prigione un uomo per le sue opinioni, per quanto insolite, stupefacenti e controverse possano essere. Tale trattamento &egrave; indegno della Francia e della sua tradizione intellettuale. La legge non deve intervenire nella&nbsp; definizione della verit&agrave; storica: questa &egrave; la funzione degli storici. La legge Gayssot, che ristringe la libert&agrave;&nbsp; del ricercatore, &egrave; indegna di uno Stato democratico; &egrave; una legge scellerata, richiedo, pertanto, la sua immediata abrogazione.</p>
<p>Spero di essere presto affiancato da decine, centinaia, migliaia di altre persone non potendo restare indifferenti davanti a questo scandalo che nuoce gravemente all'immagine della Francia e viola lo spirito della Repubblica. Coloro che vogliono firmare con me questo comunicato possono inviare il proprio nome e le loro informazioni a questo indirizzo: eugenie.blanrue@laposte.net. Non si tratta di sostenere le idee religiose, politiche o storiche di Vincent Reynouard, ma di difendere il suo diritto di esprimerle.&nbsp;</p>
<p>Per contestarle basta un dibattito democratico, aperto, franco e leale.</p>
<p>Faremo il punto sulle firme per questa petizione alle fine del mese di settembre. Nel frattempo, grazie di diffondere questo testo al&nbsp; massimo.</p>
<p>Paul-&Egrave;ric Blanrue</p>
<p>Storico, Fondatore del <span>Cercle z&eacute;t&eacute;tique</span>,</p>
<p>Autore di Sarkozy, Isra&egrave;l et les juifs (Oser dire, [Belgio], 2009)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inviato da: Luca d'Antonis</p>
<blockquote>luca d'antonis</blockquote>
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<blockquote>luca d'antonis</blockquote>
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<p>&nbsp;</p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-8793201.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Complici e vittime plaudenti</title><category>Bullismo</category><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Thu, 06 May 2010 08:43:27 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2010/5/6/complici-e-vittime-plaudenti.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:7592069</guid><description><![CDATA[<p>Sull&rsquo;autostrada a giocare con la propria vita, con quella degli altri, nella frazione di un secondo pi&ugrave; alcuna speranza. Un attraversamento folle, da non praticare neppure sotto tortura, eppure il piccolo plotone in armi virtuali, a turno decide di mandare gambe all&rsquo;aria il tavolo verde, gioca e scommette contro la morte, decide di farlo con la forza ottusa dell&rsquo;irresponsabilit&agrave; travestita di coraggio, e quando questo accade, il pi&ugrave; delle volte la morte passa all&rsquo;incasso senza fare una piega, raccoglie il maltolto e scompare fino alla prossima occasione.</p>
<p>Questo giro non &egrave; stata mattanza, sull&rsquo;asfalto non sono rimasti occhi reclinati di innocenti, la sorte non ha chiamato &ldquo;banco solo&rdquo;, i ragazzini sono tutti ritornati alle proprie case con una buona dose di pacche sulle spalle.</p>
<p>Sull&rsquo;autostrada a scavalcare le recinzioni a difesa delle regole, a oscurare ogni luce di emergenza, a infrangere ogni comando d&rsquo;arresto salvavita, questa volta &egrave; andata bene&hellip;.Questa volta.&nbsp;</p>
<p>In una classe anonima del nord pi&ugrave; attrezzato di denari e culture incrociate, s&rsquo;&egrave; fatto avanti un altro gruppetto di spavaldi, di iracondi, di ometti a gambe larghe e mani in tasca, dietro il muro creato a misura dai compagni complici-vittime plaudenti: hanno afferrato una compagna, l&rsquo;hanno denudata, tentando l&rsquo;infamia pi&ugrave; grande di una violenza finale.</p>
<p>Mentre la classe recitava la commedia, il professore incartato nelle nozioni trasmesse,&nbsp; il branco alle prime armi faceva man bassa di dignit&agrave; e innocenza, mentre la bambina&nbsp; &egrave; a terra nel silenzio pi&ugrave; colpevole.</p>
<p>Un paio sono stati arrestati, l&rsquo;accaduto ha destato clamore, l&rsquo;oltraggio su una bambina non permette attenuanti, la strategia assunta per lacerare il cuore e la carne, troppo plateale per essere scambiata per una ragazzata.</p>
<p>Bullismo, violenza, indifferenza, in questi giorni ho avuto modo di ascoltare tante voci sottolineare che si parla &ldquo;troppo&rdquo; di bullismo, che forse non &egrave; vero che sia un fenomeno esteso, un atteggiamento aggressivo&nbsp; che da statistica &egrave; diventato dato esponenziale.</p>
<p>Ho sentito adulti, padri, madri, educatori, affermare che forse non &egrave; intelligente discutere di vittime e carnefici nelle scuole, negli oratori, nelle strade, perch&eacute; da noi non accade, da noi non ci sono bulli, da noi non c&rsquo;&egrave; disprezzo delle regole, da noi &egrave; ben compreso e condiviso il valore del rispetto per le persone e per le cose&hellip;..</p>
<p>Ma non ho sentito parlare di quegli adolescenti che invece dietro l&rsquo;angolo fumano e calano gi&ugrave;, girano con il serramanico, sballano e menano, fuori dalle regole che invece sono&nbsp; tutela e garanzia per non soccombere ai singhiozzi che verranno.</p>
<p>&ldquo;La mia scuola &egrave; esente da questi problemi, la mia famiglia &egrave; pulita, noi non facciamo uso di droga, n&eacute; abbiamo prossimit&agrave; con la violenza&rdquo;, dentro un paese piagato dall&rsquo;ingiustizia, dalla prepotenza, dalla arroganza, per questo incapace di valorizzare ci&ograve; che &egrave; bene, incapace di farlo con il tono autorevole che gli compete.</p>
<p>Come per chi abita la cattedra del colpevole, senza facili assoluzioni, &egrave; stato importante rivedere il proprio passato, ritornare a ci&ograve; che &egrave; stato, rielaborando ogni trascorso, ancor di pi&ugrave; &egrave; necessario farlo ora, per esser di aiuto davvero ai pi&ugrave; giovani, ponendo termine a questo suicidio collettivo, quanto meno per non essere ancora una volta complici nel silenzio.&nbsp;</p>
<p><em>Vincenzo Andraous</em></p>
<div><span style="font-family: 'Times New Roman', Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong><br /></strong></span></div>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-7592069.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Popolo del Sud, aggressioni e Italia divisa in due?</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:31:27 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2010/1/13/popolo-del-sud-aggressioni-e-italia-divisa-in-due.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:6309401</guid><description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote><span>
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<div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">
<div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">
<div><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Che sarebbe successo se l&rsquo;aggressione di Rosarno ai danni di extracomunitari neri, fosse avvenuta in qualche paesino del nord, magari a giunta leghista? Risposta scontata: gli amanti del melting pot multirazziale, avrebbero lanciato accuse infamanti contro il nord egoista, fascista e razzista. Invece, trattandosi di aggressori meridionali, silenzio assoluto! Ma non &egrave; tutto, i garantisti dell&rsquo;illegalit&agrave; hanno tenuto le bocche cucite persino sugli atti vandalici compiuti dagli extracomunitari. Ipocrisie a parte, e fatto salvo il diritto degli uni (i cittadini di Rosarno a difendersi) e degli altri (i neri sfruttati a ribellarsi) a far valere le loro ragioni (entrambe legittime), la domanda che sorge spontanea &egrave;: sar&agrave; mai possibile far diventare il profondo sud, un &ldquo;paese normale&rdquo;? In questi giorni gli organi di informazione ci hanno fatto sapere che nelle regioni meridionali solo il 2 % dei lavoratori extracomunitari viene assunto regolarmente e che il rimanente 98% vive nella clandestinit&agrave; ed esercita lavori in nero. Ci&ograve; significa che l&rsquo;intera comunit&agrave; di quelle regioni, vale a dire, forze dell&rsquo;ordine, sindaci, autorit&agrave; e finanche, comuni cittadini, consumano in massa quel gravissimo &ldquo;peccato&rdquo; sociale che si chiama omert&agrave;. Se questa infame legge non scritta non verr&agrave; estirpata dalle menti dei meridionali, si pu&ograve; star certi che la malavita, l&rsquo;ndrangheta, la mafia e la camorra regneranno sovrane per l&rsquo;eternit&agrave;. La soluzione? Se il popolo del sud, vuoi per pigrizia, vuoi per &ldquo;convenienza&rdquo;, non vuole cambiare, perch&eacute; non prendere in considerazione la proposta del sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, vale a dire, il commissariare quelle regioni che pensano di vivere in un&rsquo;altra Italia? Se ognuno non si assume le sue responsabilit&agrave;, non scandalizziamoci poi, se qualcuno vuole dividere l&rsquo;Italia in due.</span></div>
<div><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"><br /></span></div>
<div><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"><em>Gianni Toffali</em><span><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</em></span><em>Verona</em></span></div>
</span></div>
</span></div>
</div>
</span></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-6309401.xml</wfw:commentRss></item><item><title>No ai minareti e ipocrisie</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Thu, 03 Dec 2009 09:46:21 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/12/3/no-ai-minareti-e-ipocrisie.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5977256</guid><description><![CDATA[<blockquote><span>
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<div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">
<div><span><span style="font-size: small;">La Svizzera dice no ai minareti, e i primi a gridare vergogna chi sono? Gli stessi che plaudirono alla sentenza di Strasburgo che aveva intimato all&rsquo;Italia di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche. Ma ci&ograve; che sconcerta maggiormente, non &egrave; tanto l&rsquo;ipocrisia dei laicisti atei che &ldquo;stranamente&rdquo; amano i minareti pi&ugrave; della croce, ma il grido di allarme lanciato dalla Conferenza Episcopale Elvetica e da non pochi alti prelati italiani. E&rsquo; vero che il Concilio Vaticano II ha aperto al dialogo interreligioso, ma ci&ograve; non significa porre tutte le religioni sul medesimo piano. Non si capisce perch&eacute;, se &egrave; vero che come dice il Concilio, che Ges&ugrave; Cristo &egrave; la Via, la Verit&agrave; e la Vita, la Chiesa si debba preoccupare della mancata &ldquo;rappresentativit&agrave;&rdquo; dell&rsquo;islam nei paesi cattolici. I minareti infatti, secondo il credo della mezza luna, rappresentano ove sono posti, un segno di conquista. Dubbio: se la Chiesa &egrave; assistita dallo Spirito Santo (quindi infallibile), come &egrave; possibile che nel passato, la terza figura della Trinit&agrave; abbia ispirato le crociate contro l&rsquo;islam, mentre invece nel presente abbia ecumenicamente consigliato il vaticano di offrire spazi, moschee e minareti agli ex nemici? Verrebbe da rispondere che, o lo Spirito Santo si &egrave; &ldquo;convertito&rdquo; al pacifismo (in questo caso i martiri cattolici trucidati dai figli Allah, sarebbero morti invano), o &ldquo;qualcosa&rdquo; nella Chiesa attuale non quadra. Non a caso, in questa vicenda, l&rsquo;unico a stare zitto &egrave; stato papa Ratzinger. Come ha ripetuto pi&ugrave; volte lo stesso pontefice citando il Vangelo &ldquo;Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci&rdquo;. Non sarebbe ora che capo della Chiesa Cattolica scacciasse fuori dall&rsquo;ovile, lupi, servi infedeli e chi parla a titolo personale quasi a voler zittire e sovrastare il Vicario di Cristo?</span></span></div>
<div><span><span style="font-size: small;"><br /></span></span></div>
<div><em>Gianni Toffali&nbsp;</em><span><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</em></span><span><em>&nbsp;</em></span><em>Verona</em><span><em>&nbsp;</em></span></div>
</span></div>
</div>
</span></blockquote>
<p>&nbsp;</p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5977256.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Al Direttore di Repubblica</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:35:27 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/11/30/al-direttore-di-repubblica.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5947469</guid><description><![CDATA[<p style="text-align: left;">Gentile Direttore,</p>
<p style="text-align: left;">trovo divertente che il suo quotidiano di oggi (30 novembre 2009) abbia deciso di ospitare sulle proprie pagine una lettera nella quale Pier Luigi Celli -rivolgendosi al figlio prossimo alla laurea- parla con toni molto accorati di un paese sostanzialmente allo sfascio, che sarebbe bene abbandonare per tempo, esattamente come fanno i proverbiali topolini con la nave che affonda.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Trovo divertente, dicevo, che l'eminente autore di un libro dal titolo "Comandare &egrave; fottere" (Ed. Mondadori), ex Direttore Generale della Rai nonch&egrave; attuale Direttore Generale della Luiss, membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri, ex Direttore del Personale in Eni, Omnitel, Olivetti ed Enel, nonch&egrave; ex Direttore Corporate Identity di Unicredit descriva il cosiddetto "sistema Italia" con toni cos&igrave; catastrofisti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Certo, quello che scrive Celli &egrave; vero. Questo paese &egrave; gestito da baronie e corporativisimi. Questo paese non offre alcuna prospettiva ai giovani. Questo paese non &egrave; fondato su alcun valore anche solo vagamente simile alla meritocrazia. Questo paese relega fior di laureati in posti di lavoro umilianti e sottopagati. Questo paese dispone di un top managment assolutamente impreparato alle sfide del mercato globale. Il sistema bancario (dai mutui "in Ecu" di trent'anni fa ai mutui "congelati" dei giorni nostri) di questo paese fa sorgere da decenni in quasi tutti i cittadini italiani un vago e mai sopito sospetto di organizzazione truffaldina. Le istituzioni democratiche di questo paese sono minate dalla presenza di individui che spesso si pongono al confine con la criminalit&agrave; -molto spesso oltrepassandolo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Non voglio qui soffermarmi sulle assurde modalit&agrave; con le quali -da sempre- sono stati gestiti i cosiddetti colossi industriali del nostro paese (Alitalia e Fiat solo per parlare degli anni recenti, ma volendo tornare indietro potrei citare Alfa Romeo, Iri, Ferrovie dello Stato e decine di altri). Non voglio nemmeno parlare delle tematiche della giustizia, tanto care anche al quotidiano che Lei dirige. Non mi soffermer&ograve; sul buco nero del nostro sistema universitario, del quale il nostro Celli &egrave; peraltro parte attiva ed integrante, come peraltro &egrave; parte storicamente integrante di quasi tutte le realt&agrave; che ho sopra menzionato. I fatti sono sotto gli occhi di tutti e l'unica diretta conseguenza di questo stato di cose &egrave; l'assoluta impossibilit&agrave; per i ragazzi compresi nella fascia tra i 18 ed i 40 anni di progettare un futuro lavorativo e quindi sociale anche solo appena dignitoso.</p>
<p style="text-align: left;">Gentile Direttore, potrei raccontarle la mia storia e che cosa faccio nella vita, ma qualsiasi suo collaboratore potr&agrave; agevolmente informarsi su Wikipedia. Oggi io le scrivo come potrebbe scriverle qualsiasi semplice cittadino 35enne, laureato in giurisprudenza, con una moglie ed un figlio di un anno e mezzo. Mi creda quando le dico che c'&egrave; tanta rabbia nella mia generazione: una rabbia che temo prima o poi possa deflagrare. La scorsa estate intrattenni un breve rapporto epistolare con Rita Clementi, la ricercatrice che scrisse al Presidente della Repubblica prima di lasciare per sempre il nostro paese e mi creda quando le dico che non saranno certo le parole di Pier Luigi Celli a contribuire in qualche modo ad acquietare questa rabbia.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Mi domando se davvero il figlio di Pier Luigi Celli si potrebbe mai ritrovare un giorno nella spiacevole condizione di non trovare un posto di lavoro, o di doversi rassegnare ad una postazione di call center a seicento Euro al mese.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Mi chiedo come interpretare il messaggio che Celli vuole trasmettere al proprio figlio e - indirettamente - alla nazione: se come una implicita dichiarazione di fallimento personale nei confronti di un mondo imprenditoriale, industriale e politico che in qualche modo -con il proprio operato- si &egrave; contribuito ad assecondare oppure come una semplice dichiarazione di disfattismo tipicamente italiano simile a tante altre e -come tale- non proprio necessaria.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">E ancora mi domando se Pier Luigi Celli -che &egrave; stato direttore generale della Rai dal 1998 al 2001, in tempi politicamente turbolenti- avrebbe scritto un'analoga missiva disfattista anche se al governo ci fossero stati coloro che oggi sono all'opposizione, o se piuttosto in tale circostanza non avrebbe optato -nel rivolgersi al proprio figlio- per quel senso di incrollabile speranza nel futuro che noi tutti conserviamo in qualche sempre pi&ugrave; recondito angolo del nostro cuore.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Fortunatamente (o sfortunatamente per qualcuno), in questo paese c'&egrave; ancora una nicchia di cittadini che conserva memoria degli anni e degli eventi passati. Ed &egrave; proprio in base alla memoria che voglio esprimerLe tutta la mia perplessit&agrave; sulle parole di Pier Luigi Celli, piovute dal cielo non certo come le parole di un qualsiasi padre ad un qualsiasi figlio, ma come un qualcosa di pi&ugrave; autorevole, sebbene non si capisca a quale titolo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Spero che con tale intervento il quotidiano da Lei diretto non abbia voluto semplicemente raccontare ancora una volta di un paese mal governato e quindi prossimo allo sfascio totale. In tal caso mi sentirei di rassicurarla: tale sensazione di estrema precariet&agrave; &egrave; -da almeno una quindicina d'anni- assolutamente scolpita nell'animo di tutti noi.</p>
<p style="text-align: left;">Piuttosto sarebbe bello che il suo quotidiano -anche per impostazione politica- potesse trovare il tempo ed il modo di ospitare le parole magari di un padre ex dipendente di Eutelia oppure ex-operaio tessile in Veneto, piuttosto che di un padre "Megadirettore generale" esattamente come, da ragazzo, leggevo nei romanzi di Paolo Villaggio. Perch&egrave;, come vede, la storia di questo paese non cambia mai, e -quarant'anni dopo Fantozzi- sono sempre gli stessi notabili a poter usufruire del diritto di parola.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Ma che -oltretutto- siano quegli stessi notabili a suggerire ai giovani "neolaureati senza prospettive" di lasciare il paese per sempre io lo trovo davvero grottesco, oltre che di pessimo gusto.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><em>Cordialmente,</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Giuseppe Carlotti</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> </em></p>
<div style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial, Arial, Helvetica, sans-serif; color: #111111;"><br /></span></div>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5947469.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Silvio Berlusconi strozzaci tutti</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:07:48 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/11/30/silvio-berlusconi-strozzaci-tutti.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5946435</guid><description><![CDATA[<p>&nbsp;"Quelli che scrivono libri sulla Mafia e hanno fatto la nuova serie della Piovra li strozzerei", frase di Silvio Berlusconi nella giornata di ieri 28 novembre 2009. Lo scriveva Giovanni Falcone nel suo libro in collaborazione con la giornalista Marcelle Padovani 'Cose di Cosa Nostra', nel capitolo dedicato ai metodi che la mafia utilizza per uccidere: "La mafia, se pu&ograve;, preferisce le operazioni discrete che non attirano l'attenzione. Ecco perch&egrave; lo strangolamento si &egrave; affermato come la principale tecnica di Cosa Nostra". Non sappiamo se Berlusconi lo sappia o meno, fatto sta che ieri ha espresso questo desiderio di 'strozzare' gli autori di film, articoli e libri sulla mafia (quindi anche Giovanni Falcone, se fosse ancora in vita, reo di aver scritto quel libro sui metodi mafiosi). Battuta o meno, l'avvertimento c'&egrave; e piuttosto chiaro.<br /><br />Perch&egrave; l'antimafia non &egrave; solo quella delle manette, inutile vantarsi del numero degli arrestati, quando poi arrivano misure di legge che sembrano scritte ad hoc per favorire la criminalit&agrave; organizzata, come per esempio la legge sulle intercettazioni o l'emendamento in finanziaria sulla vendita all'asta dei beni confiscati alle mafie. L'antimafia delle manette non basta, ma quella culturale, fa una paura incredibile quando ritorna su qualche pagina di giornale, di libro o di film.<br /><br />Non a caso infatti Berlusconi attacca proprio un serial come 'La Piovra', uno di quei rari esempi di come un film sulla mafia non riporti solo episodi di lupare, esplosioni e picciotti. Infatti l'italiano medio quelle poche cose che sa sulla mafia le ha apprese da quella serie. E non si dica che poi da l&igrave; part&igrave; uno spirito di emulazione delle gesta mafiose, perch&egrave; se Cosa Nostra &egrave; ancora in vita, non si deve di certo a degli imitatori degli attori de 'La Piovra.<br /><br />Laddove si parla di mafia e colletti bianchi, trattenersi diventa difficile per il potente di turno pressato da inchieste e personaggi che cominciano a scucire le loro bocche (Spatuzza parla ed i Graviano laciano un segnale forte, dicendo "lo rispettiamo"). Riprendo nuovamente Falcone: "Negli ultimi tempi si sono registrati alcuni mutamenti negli uomini d'onore. Il vecchio mafioso contadino aveva costumi austeri consoni al suo contesto. Il mafioso urbano di oggi ha assimiliato la cultura del consumismo e si &egrave; adeguato ai canoni del mondo moderno, diventando funzionale ad esso". Ovvero, l'immagine del mafioso &egrave; profondamente cambiata, questo Falcone ce lo comunicava gi&agrave; nel 1991, ad oggi per&ograve; questa immagine del mafioso 'bene' che non sta solo a Palermo fatica a passare tra l'opinione pubblica, dirottata da altre parti.<br /><br />Passa l'immagine per&ograve; di chi scrive di mafia, di come questa si infila tra le maglie della societ&agrave; e delle istituzioni, passa l'immagine di quelli che scrivono perch&egrave; disprezzano il loro Paese, perch&egrave; l'Italia, con questa gente fa brutta figura all'estero. A questo punto mi rivolgo una domanda che mi pongo da tempo: "Chi vuole male al proprio paese,?chi vede un problema e lo manifesta o chi con questo problema vuole continuare a conviverci facendo affari sporchi?"<br /><br />A questo punto, Silvio Berlusconi, ci strozzi tutti, anche me, visto che con qualcun altro, a volte, ci sembra giusto dire che la mafia c'&egrave;, anche nella sua Milano. Ci strozzi tutti, senza mandare qualcun altro a farlo, visto che il problema &egrave; chi scrive e porta alla luce e non chi invece conclude affari con la criminalit&agrave; organizzata nel disinteresse dei cittadini.</p>
<p><em>Luca Rinaldi</em></p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5946435.xml</wfw:commentRss></item><item><title>L'utopia dell'acqua</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:46:12 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/11/25/lutopia-dellacqua.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5911757</guid><description><![CDATA[<p>Il territorio che si estende da Strada verso La Panca stupisce per la sua rigogliosit&agrave;, tranquillit&agrave;, purezza, una vallata decantata da pi&ugrave; poeti, uno degli ultimi angoli intonsi della Toscana, dove l&rsquo;accoglienza &egrave; una regola e l&rsquo;acqua abbonda.&nbsp;<br /><br />Ebbene, noi, in localit&agrave; di Cintoia, attorniati da colline che trasudano acqua e da una sorgente alquanto nota per la sua bont&agrave;, ci ritroviamo privi di acqua potabile (e non solo)!<br /><br />Vi raccontiamo la nostra storia.<br /><br />Le abitazioni di Cintoia sono in parte servite da publiacqua e in parte usufruiscono dell&rsquo;acqua locale, che viene erogata da un privato. Quest&rsquo;ultimi, per&ograve;, non hanno acqua potabile in casa, poich&eacute; il liquido erogato &egrave; definito agricolo, non domestico. Aggiungo che nessuno di loro &egrave; coltivatore diretto.<br /><br />Alcuni anni fa un gruppo di abitanti fecero domanda a Publiacqua per ottenere l&rsquo;allacciamento alla rete pubblica: furono fatti dei sopraluoghi, stesi progetti, eseguiti i lavori del caso. Ciascun richiedente predispose a proprie spese le tubature che dalla &nbsp;propria abitazione avrebbero dovuto raggiungere il punto di collegamento (individuato da Publiacqua) con la rete idrica. I lavori ottennero l&rsquo;avvallo dell&rsquo;ente preposto, &nbsp;ma poi gli utenti potenziali si sentirono rispondere &lsquo;Non possiamo &hellip;.&rsquo; &nbsp;E furono rimborsati per le spese sostenute per i lavori di allaccio richiesti e gi&agrave; approntati (con loro avvallo).&nbsp;<br /><br />Un &lsquo;gabbiotto&rsquo; poco gradevole alla vista, di cemento, tutto aperto, con tubi fuoriuscenti e troncati &egrave; rimasto a testimonianza dei lavori interrotti. E&rsquo; ancora l&igrave;, ben visibile.<br /><br />Gli utenti potenziali rimasero basiti e, come si suol dire, a bocca asciutta.<br /><br />Tutto continu&ograve; in modo indisturbato : acqua non potabile dalle cannelle e acquisti di litri e litri di acqua da bere in bottiglia (con conseguente spreco di plastica ecc&hellip;).<br /><br />Il problema dell&rsquo;allaccio alla rete idrica comunale &egrave; ora riapparso : il proprietario dell&rsquo;acqua chiede giustamente di regolarizzare la situazione, sottopone un contratto non irrisorio (nessuno degli abitanti NON vuole pagare per l&rsquo;uso dell&rsquo;acqua!) &nbsp;per l&rsquo;erogazione di acqua non domestica e intima la sospensione dell&rsquo;erogazione a chi non firma tale proposta entro un termine da lui fissato, ossia il 20 novembre 2009.&nbsp;<br /><br />Immediatamente &nbsp;&egrave; stato richiesto nuovamente l&rsquo;allaccio alla rete idrica pubblica ma, ancora una volta, la risposta &egrave; stata inesorabile : &ldquo;non possiamo darvi l&rsquo;allaccio per insufficienza della rete idrica... &ldquo;. Sono state contattate anche le autorit&agrave; locali, Federconsumatori (che si sta adoprando), il difensore civico della provincia. Nessuno ci ha dato buone notizie, proposto soluzioni accettabili e attuabili in tempi decenti.&nbsp;<br /><br />Dovremo allora firmare il contratto privato che &nbsp;ci garantisce l&rsquo;approvvigionamento di sola acqua non domestica, ad un costo significante (un canone annuale di 150&euro; cadauno e &euro; 1,80 per mc consumato ) e pensare che l&rsquo;acqua non sia un servizio, un diritto?<br /><br />Venerd&igrave; 20 novembre abbiamo avuto un incontro con un tecnico della Publiacqua srl, incontro che doveva essere, a suo dire , informale &nbsp;(l'appuntamento ufficiale era stato fissato per il 4 dicembre). Il suggerimento &egrave; stato : "... richiedete un preventivo per i lavori". L'annotazione del tecbnico sul foglio di richiesta &egrave; : "Tubazione non sufficente".<br /><br />Proprio ieri, 23 novembre 2009, &egrave; stata sospesa l'erogazione dell'acqua ad un'unit&agrave; abitativa.<br /><br />Dopo la verifica dell'assenza di un guasto alle tubature, la risposta in sintesi &egrave; stata :"Chiama la segretaria e se sottostai alle mie condizioni non ci saranno problemi ".<br /><br />Siamo fra l&rsquo;incudine &nbsp;e il martello, fra la fusione e l&rsquo; ebollizione!<br /><br />Ironia della sorte, proprio in questi giorni il governo ha discusso della privatizzazione dell&rsquo;acqua.<br /><br />E tutti i giorni passiamo davanti ai resti dei lavori iniziati inutilmente, quasi fossero un monito per tutti : l&rsquo;acqua potabile &egrave; una chimera, un&rsquo;utopia anche dove abbonda!</p>
<p><em>Silva De Marchi<br /><br />Ida Giari<br /><br />Dino del Re<br /></em></p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5911757.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Le fatue illusioni italiane</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:35:20 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/11/19/le-fatue-illusioni-italiane.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5849184</guid><description><![CDATA[<p>Vi scrivo da Parigi, dopo un'inchiesta decennale sulle differenze fra la societ&agrave; italiana e quelle europee .<br /><br />Vi propongo quindi il parere di chi ha trovato le CAUSE (tante) del non funzionamento del sistema Italia.<br /><br />Vi informo che &nbsp;trovai gi&agrave; negli anni ' 90 che le differenze di rapporti sociali e di qualit&agrave; del lavoro, con l'Europa, rischiavano di essere rovinose.&nbsp;<br /><br />Mi son fatto queste esperienze pech&eacute; ho lavorato in tutta Europa per decenni. Ed ho l'occhio aguzzo...<br /><br />I problemi politici italiani sono spiacevoli, ma inevitabili se si lasciano le presenti condizioni sociali, che sono rovinose.<br /><br />La societ&agrave; italiana soffre del "maleficio italico" che fu scoperto da Barzini nel ' 65 . Vi racconto un aspetto di tale scoperta di Barzini nel testo alleg. "Scopriamo la realt&agrave;" . &nbsp;Abbiamo un gigante problema sociale, che va AFFRONTATO SUBITO, perch&eacute; esso genera povert&agrave; e ingestibilit&agrave; del Paese... !<br /><br />Perch&eacute; gli Italiani negli ultimi 15 anni non hanno affrontato in problema sociale, rilevante ? La risposta sta nel testo che ho su citato.<br /><br />La Giustizia in Italia non potr&agrave; mai funzionare, seza scoprire prima le ragioni per cui la giustizia francese funziona e quella italiana no (vi posso fare una presentazione di mezz'ora, se voleste). &nbsp;L' unico metodo serio &egrave; : non alzare polvere, ma accertare. Per accertare, iniziate a farlo (avendo qualche competenza giuridica) facendo il paragone che ho suggerito. La Gabanelli, nella trasmiss. "Report" fece questo confronto, fra Italia e Francia. Ma non ando' in troppi dettagli, fece pero' vedere che la giust. francese funziona e azzardo' una ragione. Io vi posso raccontare le altre ragioni; &nbsp;sappiate che sia la giust. francese che quella italiana hanno avuto origine dallo stesso Codice Napoleonico...<br /><br />Ma i Francesi non ragionano come gli Italiani, non fanno accuse infondate, ma verificano, analizzano, confrontano....<br /><br /><br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;DOPPIO SCENARIO, IL SUICIDIO DI UN POPOLO<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Barzini lo disse ! &nbsp;Ed oggi vediamo che aveva ragione !<br /><br />Che il sistema Italia scricchioli, tutti ormai lo vedono. Ho lanciato l&rsquo;allarme negli ultimi cinque anni (nessuno ha voluto credermi).<br /><br />Che il sistema si raddrizzi da solo, non &egrave; possibile ! &nbsp;&nbsp;Negli ultimi 20 anni non &egrave; stata effettuata alcuna azione correttiva ; ne vediamo le conseguenze !<br /><br />Che il sistema Italia resti dove sta, senza arretrare ancora ? Temo sia una fatua illusione.<br /><br />Lo vogliamo raddrizzare ? &nbsp;&nbsp;Allora &egrave; necessario prendere in conto, scoprire ..... la realt&agrave; vera ! La Realt&agrave; vera, diversa dalla Commedia dell&rsquo;Arte Politica ! &nbsp;E buttare all&rsquo;aria il Doppio Scenario ! &nbsp;Quel sistema cio&eacute; con cui abbiamo conquistato la medaglia d&rsquo;oro della menzogna europea, dei fallimenti sociali ...! &nbsp;&nbsp;<br />Scoprire la Realt&agrave; vera, non quella che appare a prima vista ! Perch&eacute; noi Italiani abbiamo nella testa....... il Male Oscuro ! ! Il quale fu diagnosticato da Barzini nel 1965 (Vedi nota).<br />Abbiamo rovinose abitudini, anche perch&eacute; la Pubblica Distruzione non ci ha educati. Si, &egrave; vero, ci ha informati; ma non ci ha insegnato gli strumenti per un vivere civile e produttivo. &nbsp;Gli strumenti per gestire, per avere risultati !<br /><br />CI SIAMO TROVATI SENZA GLI STRUMENTI NECESSARI, nell&rsquo;era del Villaggio Globale ! ! ! &nbsp;Ed abbiamo quindi le nostre incapacit&agrave;, i nostri handicaps mentali, i nostri difetti di nascita ! Le nostre limitazioni, i nostri fallimenti sociali.<br /><br />Allora, la colpa &egrave; della Pubblica Distruzione ? Si, certo, ma pure nostra ! &nbsp;&nbsp;La colpa nostra &egrave; quella di vivere in Europa e non aver imparato......: la chiarezza, la coerenza, l&rsquo; efficienza,&nbsp;<br />l&rsquo; onest&agrave;, la dirittura, il rigore, la responsabilit&agrave;, il realismo, il valore, il merito e l&rsquo; impegno. Cio&eacute; tutti quei valori che sono necessari per non fallire, per essere competitivi ! ! ! &nbsp;<br /><br />Un&rsquo;altra colpa &egrave; quella di cambiare maschera ad ogni giro di vento. Perch&eacute; non abbiamo il coraggio....... di affrontare le situazioni in modo serio, analizzando, paragonando, verificando e riflettendo..., con realismo.<br /><br />Ma ci puo&rsquo; essere realismo, nel Paese delle Maschere, nella societ&agrave; delle chiacchiere confuse ? Ove ogni cittadino sa che puo&rsquo; cambiare maschera ogni mese. Ove ogni politico puo&rsquo; cambiare maschera ogni giorno...! Senza che gli elettori se ne accorgano. &nbsp;Perch&eacute; gli elettori sono Italiani pure loro ! &nbsp;E poi essi sono..... pecore, non si ribellano....Lo disse Prezzolini: &ldquo; Italiani, pecore anarchiche !&rdquo;<br /><br />L&rsquo;altra colpa &egrave; stata quella di mandare a dirigere il Paese uomini capaci.... di belle chiacchiere e di fini menzogne ! &nbsp;E cosi, nei decenni, la fabbrica delle maschere e il vocabolario delle chiacchiere si sono perfezionati. &nbsp;Gli Europei che amano il teatro ci invidiano le nostre sceneggiate.....<br /><br />Intanto gli altri Paesi europei sono andati avanti, si sono adattati al Villaggio Globale. &nbsp;Mentre noi siamo rimasti alle chiacchiere facili, all&rsquo;imbroglio rapido ed alle fatue illusioni ! &nbsp;Non saranno certo le nostre sceneggiate politiche che ci permetteranno di &nbsp;uscire dalla recessione, di sconfiggere la povert&agrave; !<br /><br /><br />L&rsquo;Unica Via d&rsquo;Uscita sta:<br /><br />-<span> </span>nello scoprire la realt&agrave;, troppo a lungo trascurata ;<br />-<span> </span>nell&rsquo;imparare a lavorare seriamente nel sociale, per avere efficienza e risultati;<br />-<span> </span>nell&rsquo;imparare a riflettere ed a ragionare &ldquo;oggettivo&rdquo;;<br />-<span> </span>nel sotterrare il Doppio Scenario, il Doppio Linguaggio, le sceneggiate.<br /><br />Ne saremo capaci ? &nbsp;Capiremo il senso del lavoro serio, quello coi risultati; o &nbsp;resteremo alle fatue illusioni ?<br />Restare nel letargo delle fatue illusioni ? O svegliarsi alla realt&agrave;, avere ambizioni di popolo, che vuol mettersi i pantaloni lunghi ?&nbsp;<br /><br /><em>Antonio Greco</em><br /><br /><br />P.S. La cultura di molti Paesi europei ha come base due valori: Efficienza, Risultati. La cultura italiana ha scelto da tempo come sue basi i valori: Estetica, Teatro (azioni e risultati contano poco).<br /><br /><br />Luigi Barzini scrisse nel &rsquo;65, &ldquo;Gli Italiani&rdquo;. Descrisse le nostre difficolt&agrave; sociali, ma anche i loro segni esteriori. Due citazioni da tale libro:<br /><br />&ldquo;E&rsquo; sempre apparso agli italiani che il loro Paese era la disgraziata vittima di un circolo vizioso: il carattere nazionale fatalmente generava tirannie; le tirannie (si riferisce ai secoli passati) rafforzavano e esasperavano i difetti del carattere nazionale e invitabilmente portavano il Paese a nuove avventure. Per salvare l&rsquo;Italia dal suo destino luttuoso occorreva spezzare il circolo vizioso...&rdquo;.<br /><br />&ldquo; Tutto, in verit&agrave;, veniva fatto non solo per il suo valore in s&eacute;, ma principalmente per l&rsquo;effetto che avrebbe prodotto. Per due secoli o pi&ugrave; uomini di genio in numero incredibile, dedicarono i loro talenti al convincimento nazionale che lo spettacolo &egrave;, faute de mieux, un ottimo surrogato della realt&agrave;. Che forma e sostanza fossero la stessa cosa. Colmarono il mondo di capolavori per trovare un compenso alla mancanza di sicurezza, al vuoto, al disordine, all&rsquo;impotenza e alla disperazione della loro vita nazionale, per dimenticare l&rsquo;umiliazione e la vergogna, per dimenticare la loro colpa&rdquo;.<br /><br />Barzini lancio&rsquo; l&rsquo;allarme. E gli Italiani si sono industriati per dimenticarlo !<br /></p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5849184.xml</wfw:commentRss></item><item><title>I "separatisti"</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 13:29:32 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/10/30/i-separatisti.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5656103</guid><description><![CDATA[<p>Assodato che l&rsquo;andare ad escort &egrave; disdicevole, ma che l&rsquo;andare a trans &egrave; perversione, l&rsquo;opinione pubblica si &egrave; chiesta se sia lecito separare le pubbliche virt&ugrave; dai vizi privati. Alla luce del recente caso Marrazzo, la maggioranza della gente &egrave; arrivata alla conclusione che i comportamenti privati vanno disgiunti da quelli pubblici. Davvero una strana morale per chi pensa che un uomo pubblico che esercita in modo ineccepibile i suoi incarichi, possa meritare stima e onori anche se vive il privato all&rsquo;insegna della depravazione e dell&rsquo;immoralit&agrave;. Secondo la logica dei &ldquo;separatisti&rdquo;, &nbsp;un buon politico rimane tale anche se un attimo dopo uscito dalle stanze del potere, si droga, si ubriaca, si intrattiene con persone dello stesso sesso, e magari pratica la pedofilia. L&rsquo;uomo moderno si &egrave; dimenticato che l&rsquo;etica ha ben poco di privato. Gi&agrave; gli antichi, come Aristotele, sostenevano che l&rsquo;etica riguarda sia l&rsquo;economia domestica che il bene della citt&agrave;. In fondo, &egrave; non &egrave; vero che un buon politico si pu&ograve; paragonare ad un buon gestore della propria famiglia?&nbsp;&nbsp;Ha allora senso conferire fiducia ad un &ldquo;padre&rdquo; che&nbsp;cornifica moglie e figli sullo squallido altare del vizio privato?</p>
<p><em>Gianni Toffali&nbsp; Verona</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5656103.xml</wfw:commentRss></item><item><title>Obama e il Nobel</title><category>Dai lettori</category><dc:creator>[Redazione]</dc:creator><pubDate>Tue, 13 Oct 2009 09:14:48 +0000</pubDate><link>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/2009/10/13/obama-e-il-nobel.html</link><guid isPermaLink="false">194274:3126444:5475832</guid><description><![CDATA[<p>C&rsquo;&egrave; qualcosa di comico, o meglio, di luciferino, nell&rsquo;assegnazione del premio Nobel della Pace ad Obama. Eppure, da quando il neo presidente &ldquo;pacifista&rdquo; si &egrave; insediato alla Casa Bianca, non ha ritirato un solo uomo dall&rsquo;Iraq e dall&rsquo;Afghanistan. Se come ha ammesso lo stesso Obama, gli interventi armati nei paesi caldi sono finalizzati a garantire la pace, perch&eacute; il premio non &egrave; stato dato anche al &ldquo;guerrafondaio&rdquo; Bush, o paradossalmente al non interventista Giovanni Paolo II? Ma il Nobel "ha colto tutti un po' di sorpresa perch&eacute; sarebbe difficile definire il presidente un pacifista a tutto tondo". Il giudizio apparso su L&rsquo;Osservatore Romano &egrave; alla luce anche della politica di Obama "oscillante nei confronti dei grandi temi bioetici", a partire dall'aborto. Tema che Madre Teresa di Calcutta, Nobel nel 1979, defin&igrave; "la guerra pi&ugrave; dura e col maggior numero di caduti". Qualsiasi cittadino di buona volont&agrave;, prima di plaudire acriticamente al presidente americano, dovrebbe chiedersi se &egrave; &ldquo;normale&rdquo; premiare un uomo che appena entrato nelle stanze del potere, ha tagliato i fondi alle organizzazioni pro life, foraggiato le lobby neomalthusiane ed abortiste, liberalizzato la ricerca taglia e cuci sulle cellule staminali embrionali (leggasi embrioni) e promesso ulteriori diritti ai sodomiti. Come dice il Vangelo&rdquo; i figli delle tenebre sono pi&ugrave; scaltri dei figli della luce&rdquo;. Bisogna ammettere che anche stavolta la massoneria internazionale e i fautori del nuovo ordine mondiale, non hanno faticato pi&ugrave; di tanto a trovare un ambizioso attore capace di vestire con naturalezza e grazia, i panni del lupo travestito da pecora.<br /><br /><br /><em>Gianni Toffali &nbsp; Verona</em><br /></p>]]></description><wfw:commentRss>http://www.ilribelle.com/opinioni-dei-lettori/rss-comments-entry-5475832.xml</wfw:commentRss></item></channel></rss>
