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La WebRadioNotizie, talk, live, e musica dalla redazione del Ribelle
Fondatore Massimo Fini - Direttore Responsabile Valerio Lo Monaco
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    OPINIONI DEI LETTORI

     Il Ribelle compie 5 anni

    I grandi temi

     

    Innanzitutto la
    SOVRANITA' MONETARIA

    Senza la riconquista di una completa e operativa sovranità monetaria e di un ricollocamento del debito pubblico all’interno dell’economia italiana, qualsiasi tentativo di uscire dalla crisi è destinato al fallimento. Qualsiasi alternativa, qualsiasi cambiamento non può avere efficacia. Senza sovranità monetaria ci può essere solo la resa incondizionata alla dittatura del potere finanziario.

    Leggi e Firma il Manifesto qui!

    (L'iniziativa è del tutto apartitica e trasversale dal punto di vista politico) 

    Noi Nel Mezzo VIDEO

    In Evidenza

     

    mercoledì
    feb252009

    Rassegna stampa di ieri (24/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

    Indice

    Politica e Informazione

    Ecologia e Localismo

    Economia e Decrescita

    Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

    Cultura, Filosofia e Spiritualità

    Storia e Controstoria

    mercoledì
    feb252009

    "Vecchio cronista, sveglia Vigorelli censura anche te" (archivio Fini: per abbonati)

     L'Indipendente del 20 gennaio 1996

    Il direttore dei Tgr, Piero Vigorelli, ha sospeso Maurizio Losa dall’incarico di cronista giudiziario, Losa, com’è a tutti noto, è il giornalista della Rai che, insieme a Giancarlo Zanella, ha seguito per quattro anni tutta l’inchiesta di Mani Pulite. All’origine del provvedimento ci sono le venticinque telefonate fra Di Pietro e lo stesso Losa che la Digos di Brescia ha intercettato nell’ambito dell’inchiesta condotta dal Pubblico Ministro Salamone.

    Cosa c’è di tanto grave in queste telefonate? (...)

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    martedì
    feb242009

    Rassegna stampa di ieri (23/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

    Indice

    Politica e Informazione

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    martedì
    feb242009

    E ora basta con i ricatti (archivio Fini: per abbonati)

    L'Indipendente del 25 maggio 1995

    Uno degli spot sul referendum mandati in onda dalla Fininvest dice: “Votate no al referendum che vuole togliere due Reti alla Finivest. Perché nessuno con una sola Rete potrà resistere alle tre Reti pubbliche. E si tornerà al monopolio”. Inconcepibile. Ma è sorprendente che la Fininvest, che è così lucida quando ipotizza una posizione dominante della Rai, non veda, o non voglia vedere, che nella stessa situazione si trova oggi qualunque soggetto che voglia entrare nel settore televisivo con l’attuale assetto. Come potrebbe infatti “una sola Rete resistere alle tre Reti pubbliche” e alle tre Reti Finivest? Se oggi rinascesse un talento naturale come Silvio Berlusconi non potrebbe nemmeno entrare nelle Tv, sarebbe, per dirla con Saint Exupéry, un “Mozart ucciso” sul nascere.

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    lunedì
    feb232009

    Stasera ore 21 in diretta The Ghost of Tom Joad

    lunedì
    feb232009

    Ronde? Sì, lo Stato ha fallito

    lunedì
    feb232009

    Sole 24 Ore: che imbarazzo... (The Advisor 20 febbraio 09)

    lunedì
    feb232009

    Rassegna stampa di ieri (22/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

    Indice

    Politica e Informazione

    Ecologia e Localismo

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    Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

    Cultura, Filosofia e Spiritualità

    Storia e Controstoria

    venerdì
    feb202009

    "Che bel Giornale con tre narici" (archivio Fini: per abbonati)

    L'Indipendente del 23 maggio 1995

    Vittorio Feltri si è superato. Cosa che, a questo punto, è quasi un’impresa. Il giorno del rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi ha titolato ad otto colonne ma in questa maniera: “Indagati Borrelli, D’Ambrosio, Colombo e Davigo”, solo nel sommario si dava la notizia relativa al proprietario della Fininvest e così componendola: “Immediata risposta del Pool, chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi”.

    Neanche all’Unità dei tempi stalinisti, quando Giovannino Guareschi vignettava i comunisti con tre narici a significarne una certa qual animalesca obbedienza all’ortodossia del partito, si erano raggiunti tali livelli di tartuferia. (...)

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    venerdì
    feb202009

    "La nostra strana crisi" (dal numero 5: sezione abbonati)

    di Daniele Lazzeri

    Non c’è alcun dubbio che l’attuale situazione di crisi sia davvero strana. O forse che, a tratti, non paia nemmeno una vera crisi. Si passa, infatti, dall’euforia natalizia all’insegna del “nulla è cambiato” al canto della cicala dello “spendi-fin-che-puoi” prima dell’arrivo degli anni di vacche magre. In questo tourbillon massmediatico sono coinvolti operatori economici di tutti i settori produttivi, consumatori e risparmiatori che non si sono ancora fatti un’idea certa di quanto sta accadendo. Da un lato i timori della recessione in arrivo vengono quotidianamente sparati sulla folla dai mezzi di comunicazione, dall’altro lato gli effetti diretti di tale situazione tardano ad essere percepiti concretamente, spingendo all’errata convinzione che, tutto sommato, gli anni a venire non saranno diversi da altri difficili momenti già vissuti nel passato e quindi, grazie agli strumenti messi in campo da banche centrali e governi nazionali in tutto il mondo, sarà possibile uscirne a breve, limitando i danni. (...)

     

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    venerdì
    feb202009

    Rassegna stampa di ieri (19/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

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    Politica e Informazione

    Ecologia e Localismo

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    Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

    Cultura, Filosofia e Spiritualità

    Storia e Controstoria

    giovedì
    feb192009

    Rassegna stampa di ieri (18/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

    Indice

    Politica e Informazione

    Ecologia e Localismo

    Economia e Decrescita

    Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

    Cultura, Filosofia e Spiritualità

    Scienza e Coscienza Olistica

    Storia e Controstoria

    giovedì
    feb192009

    "Chi intimidisce chi" (archivio Fini: per abbonati)

    L'Indipendente del 12 maggio 1995

     

    Tutti si stanno chiedendo a che gioco gioca il ministro Mancuso. Personalmente penso che non giochi a nessun gioco ma che come Catone l’Uticense (che era una patetica parodia del suo avo, il Catone vero detto “il censore”) sia un causidico cavilloso, del tutto privo di senso politico, il quale si intestardisce su particolari irrilevanti perdendo il quadro d’insieme. Non contento di aver promosso nei confronti dei magistrati di Milano un’azione disciplinare per un fatto marginale ed extraprocessuale quale la lettera di Borrelli, il cui senso intimidatorio è stato escluso o comunque grandemente ridimensionato dagli stessi ispettori che ne sarebbero stati oggetto, ora il ministro Mancuso annuncia di aver disposto un’altra ispezione, la terza, nei confronti del pool di mani Pulite. (...)

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    mercoledì
    feb182009

    Rassegna stampa di ieri (17/02/2009)

    mercoledì
    feb182009

    Nuovo Focus di Redazione - partecipa

    Prendiamo spunto da una email di una lettrice per aprire un nuovo Focus di redazione (il quale sarà discusso, tra le altre cose, nella prossima puntata di The Ghost of Tom Joad, lunedì 23 gennaio in diretta su RadioAlzoZero).

    Gli interventi dei governi "occidentali" vi sembrano corretti per affrontare la crisi del nostro sistema di sviluppo?

    E se no: cosa prevedete che accadrà nel prossimo, non troppo lontano, futuro?

    mercoledì
    feb182009

    Lasciamoli combattere in pace (archivio Fini: per abbonati)

    L'indipendente del 29 maggio 1995

     

    Mi piacerebbe sapere cosa ci fa la Nato in Bosnia. La Nato infatti è un’alleanza politico-militare fra alcuni paesi occidentali creata per scopi puramente difensivi e che ora invece vediamo operare, in aperta violazione del suo statuto e della sua ragion d’essere, in un’area totalmente fuori delle sue competenze e senza nessuno dei Paesi membri sia in alcun modo minacciato. Dico: ma la Nato si è offerta come braccio armato dell’Onu e come tale attualmente opera. Tutti sanno che l’Onu, da quando non esiste più l’Unione Sovietica, è un fantoccio in mano agli Stati Uniti e che Boutros Ghali è un pupazzo attraverso il quale parla, a mo’ di ventriloquo, Bill Clinton. Che i raid Nato siano stati ordinati dal presidente americano, senza che ci sia stata alcuna preventiva consultazione in ambito Onu, è cosa talmente nota che anche ilCorriere della Sera ha avuto l’ardire di riferirla (Corriere, 26/5). Cosa vogliono quindi con i raid Nato gli Stati Uniti e gli altri Paesi occidentali che sono stesi ai loro piedi come sogliole? Gli obiettivi sono, come sempre, nobili: impedire ulteriori massacri, punire gli aggressori serbi, fermare la guerra, arrivare alla pace. Beh, se questi sono davvero gli obiettivi, e non piuttosto quello di sottrarre ai serbi bosniaci la vittoria che si sono conquistati sul campo di battaglie perché il cosiddetto Occidente teme la creazione di quella Grande Serbia che, in quanto comunista, non gli sta bene, allora bisogna dire che si basano su un presupposto falso e su mezzi totalmente controproducenti rispetto ai fini. Il presupposto falso, sul quale la stampa occidentale si è esercitata in una colossale operazione di disinformatia degna della peggiore Unione Sovietica, è che i serbi siano gli unici responsabili di questa guerra. Quando nel 1991 Croazia e Slovenia dichiararono la propria indipendenza da una Jugoslavia in cui non si riconoscevano più, nessuno dubitò che, in base al principio dell’autodeterminazione dei popoli solennemente sancito nella Conferenza mondiale di Helsinki, fossero nel loro pieno diritto. (...)

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    martedì
    feb172009

    Lettere: "Crisi economica, che fare?"

    martedì
    feb172009

    Rassegna stampa di ieri (16/02/2009)

    a cura di Arianna Editrice

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    Economia e Decrescita

    Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

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    martedì
    feb172009

    I direttori passano l’Indipendente resta (archivio Fini: per abbonati)

    L'Indipendente 27 febbraio 1996

    Vimercati se ne va. L’Indipendente resta. Vimercati se ne va con un fondo, quello di domenica 25, che è un colpo di fucile. Ma la pallottola, una volta tanto, non è finita contro l’editore bensì contro quella redazione e quei collaboratori con cui ha lavorato per quasi un anno. Anzi, per la prima volta, crediamo, nella storia del giornalismo italiano assistiamo allo spettacolo di un direttore che, e forse senza rendersene conto, andandosene “licenzia” l’intera redazione. Che cosa dice, infatti, Vimercati in quel suo fondo? Che L’Indipendente è stato un giornale libero. “Fino a ieri”. Ma da domani, con la sua uscita, non lo sarà più, diventerà un “giornale organico, di fiancheggiamento alla Lega”. E conclude orgogliosamente: “Posso condividere le idee di un partito…esserne dipendente, mai”. Ergo: tutti coloro che da oggi restano all’Indipendente sono degli agit prop, dei servi della Lega, dei giornalisti che si sono venduti ad un partito. Il che crea una situazione curiosa, oserei dire quasi paradossale. L’unico giornalista dell’Indipendente organico alla Lega era Daniele Vimercati. Oggi invece esce dalla comune ,mentre tutti noi, che all’Indipendente abbiamo dato le nostre energie professionali, siamo marchiati come galoppini della Lega. Se l’intenzione di Vimercati, ora che la Lega sembra aver esaurito il suo ciclo vitale, era quella di rifarsi una verginità c’è riuscito perfettamente. Ma noi ne siamo rimasti sporcati. Il discorso che ha fatto nel suo fondo di domenica non ci convince. Vimercati non fornisce alcuna buona ragione del suo abbandono. Anzi la sola che dà non sembra rispecchiare la realtà. Vimercati sostiene infatti che la situazione sarebbe radicalmente cambiata da quando la gestione del giornale è passata dalla Nuova Editoriale allaCooperativa giornalistica Mediatel. Ma questa situazione non è né di oggi, né di ieri, si conosceva da mesi ed era lo stesso Vimercati a favorirla. Tanto che quando la Cooperativa liquidò abbastanza brutalmente il vecchio amministratore delegato, Gianni Ferrauto, che era stato uno degli uomini che avevano reso possibile il nuovo “miracolo” Indipendente, Vimercati, lasciò fare. (leggi tutto)

     

    martedì
    feb172009

    The Advisor – 16 febbraio 2009

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