Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Stranezze del codice stradale israeliano: 8 anni, investito e ammanettato

Ma la notizia, al solito, è altrove. E riguarda l'espansione immobiliare - con soldi Usa - di Israele 

 

Arrestare un ragazzino di 8 anni non è certo una bella cosa, specie se negli eventi che hanno condotto al suo arresto il bambino aveva anche subito un investimento. Infatti, le immagini hanno fatto il giro del mondo. Anche le modalità dell’arresto effettuato dalle autorità israeliane hanno fatto discutere, perché al padre del bambino non è stato permesso di accompagnare il figlio al posto di polizia.

C’è di che indignarsi, e il mondo si è indignato senza, però, andare oltre la superficialità, pur grave dei fatti: perché se è riprovevole, agli occhi di chi misura le cose con il metro dei sistemi giuridici occidentali (cui Israele afferma di aderire) arrestare un bambino, non è certo comportamento migliore mandare i ragazzini a tirare sassi contro l’invasore, contando proprio sul fatto che essi non verranno arrestati.

Non è però solo il rischio arresto che questi bambini sono mandati a fronteggiare: il Balilla dell’Intifada era anche stato investito dall’auto che stava prendendo a sassate, e che lo sia stato volontariamente o meno non incide sul rischio che gli adulti lo hanno chiamato a correre. Questa volta ha avuto fortuna, forse chi guidava l’auto l’ha realmente messo sotto mentre manovrava scompostamente per sfuggire alla gragnola di pietre che lo stava colpendo, eppure domani la notizia potrebbe essere peggiore del “semplice “ arresto di un bambino. Nel caso questa riportasse “morte di un bambino”, fra i colpevoli andrebbero annoverati anche coloro che spingono i bambini a combattere le guerre degli adulti.

Il dato di maggiore rilevanza portato in evidenza dalle manette a 8 anni è che il guidatore, David Beeri, è il leader di un partito fondamentalista ebraico ed è solito recarsi in quelle zone di Gerusalemme, abitate da arabi, per procedere ad acquisizioni immobiliari grazie a fondi di provenienza statunitense. Esiste, infatti, una forma di colonizzazione più strisciante di quella palese dei territori occupati, una continua estromissione degli arabi dai quartieri tradizionalmente loro per trasformare Gerusalemme in una città esclusivamente ebraica.

Come spesso accade, dunque, la notizia “emozionale” ne nasconde un’altra di maggior rilevanza: il costante flusso di denaro che scorre dagli USA alle casse delle organizzazioni fondamentaliste ebraiche, che poi lo impiegano per cacciare i palestinesi dalle loro case. L’espansione dello Stato ebraico non passa solo attraverso gli atti di forza dell’esercito dalla Stella di David, ma anche tramite la speculazione edilizia, finanziata dall’estero e compiuta in piena legalità capitalistica, contro la quale vengono mandati, appunto, anche bambini armati di sassi.

Questo dell’afflusso di capitali nelle casse dei partiti fondamentalisti - e non solo - è un aspetto poco analizzato e probabilmente non è un caso: non dubitiamo che sarebbe come aprire il vaso di Pandora e rivelare retroscena inesplorati di una guerra che nessuno sembra avere interesse che finisca, nonostante i mille discorsi sulla pace e gli impegni solenni a risolvere il problema. Intanto speculatori e bambini combattono nelle strade un’oscura guerriglia che solo un paio di manette è riuscito a portare sotto i riflettori. 

 

Ferdinando Menconi

Verdini, le porcate, il voltastomaco

Secondo i quotidiani del 13/10/2010