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Tempesta in un Buttiglione

Le incaute parole di Buttiglione sull’omosessualità hanno scatenato l’inevitabile scontata tempesta, di quelle che non spostano consensi ma li radicano, com’è abitudine nello scenario politico italiano. Certo una frase come “L'omosessualità è oggettivamente sbagliata” è criticabile, meglio se l’avesse modulata, riformulandola tipo: la pratica dell’omosessualità è sbagliata per la mia religione. Una formulazione di quel tipo sarebbe stata inattaccabile, perché non si può pretendere che una confessione religiosa cambi solo per soddisfare le esigenze contingenti di alcuni.

In fondo ha anche detto: “Sul piano politico e sociale sono contro ogni discriminazione contro i gay. Ma moralmente penso che sia sbagliato. Ma ci sono tante cose che sono moralmente sbagliate e che la legge non deve perseguire”. In fondo è suo pieno diritto considerare immorale l’omosessualità, appartiene alla sua libertà, come appartiene alla libertà degli omosessuali di poter vivere il sesso come meglio credono, fatto che Buttiglione disapprova ma non contesta.

La libertà è poter vivere secondo i propri principi, ma non può spingersi fino al punto di esigere che gli altri li debbano condividere: quello sarebbe ledere la libertà altrui. Se Buttiglione la pensa in quella maniera, lo si può disprezzare, così come lui disprezza l’omosessualità, ma non pretendere che cambi. Così come non si può pretendere che la sua religione cambi, dopo 2000 anni, solo per non urtare le sensibilità di alcuni, almeno da quando la Chiesa ha smesso di mettere i sodomiti al rogo con aggiunta di finocchio per non ammorbare troppo l’aria.

L’affermazione di Buttiglione sarà criticabile, ma è coerente con la sua fede, non è colpa sua, quindi se non si accetta quel che prevede la sua fede, per altrettanta coerenza, lo si deve fare sempre, non, invece, invocare Vescovi e Vaticano quando si schierano in maniera conforme ai propri interessi del momento. Certo anche Buttiglione avrebbe potuto essere più coerente e non limitarsi a dire che l’omosessualità e immorale, ma non da punire, come l’adulterio, ma avrebbe potuto ricordare che tutto il sesso fuori dal matrimonio, etero o gay, è peccato mortale, e che adultero è anche un divorziato risposato. Ma questa coerenza con la fede sì che avrebbe potuto causare perdite di consenso, nonché qualche problema in seno al partito, oltre a rivelarsi il solito attacco al povero Silvio.

Lungi dal condividere il pensiero di Buttiglione ci sentiamo però di sostenere il suo diritto ad esprimerlo, fa parte di quella libertà di espressione che va garantita a tutti, anche e soprattutto a chi esprime concetti lontani dal nostro sentire. Solo che, Buttiglione, ha fatto un’affermazione veramente grave quando, fra le cose “moralmente sbagliate e che la legge non deve perseguire”, ha accomunato l’omosessualità assieme al non pagare le tasse, il che ha scatenato la giusta ira dei gay. Ira che, però, fra le onde di tempesta, ha fatto perdere di vista il lato più grave dell’affermazione: perché, se è giusto che la legge non deve perseguire l’omosessualità, l’evasione fiscale, invece, deve essere perseguita con spietato rigore. Dell’immoralità non perseguibile dell’evasione fiscale non se n’è accorto nessuno, forse perché l’evasione è più bipartisan e condivisa di quanto si creda.

 

Ferdinando Menconi

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