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Ed ecco il contagio

Imperterrita come la logica, prosegue la parabola delle crisi economiche e finanziarie dei vari Stati europei in seguito al crescere della bolla dei debiti pubblici dovuta, tra le altre cose, anche al salvataggio delle Banche private.

È, insomma, iniziata l'ora del contagio. Altro che Grecia solida, come si diceva all'inizio. È venuta la volta della caduta di Atene (e dei mercati) quindi dello strozzinaggio di FMI e BCE, e a seguire, come si vede, la stessa sorte è toccata all'Irlanda. 

Nuovo step? Niente affatto. È un continuo. Viene declassato il rating dell'Irlanda, e subito si aprono i problemi per il Portogallo. La Spagna è in lista di attesa e, a guardare i conti e a vedere come i governi dei vari Paesi stanno affrontando il tutto, verrà la volta dell'Italia.

In Portogallo e in Spagna, malgrado le annunciate misure si austerità (e ovviamente i cittadini stanno scendendo in piazza) si sono già scatenati gli speculatori con il mercato del Credit Default Swap oltre che all'aumento degli spread per piazzare le aste dei Titoli di Stato. E le agenzie di rating sono già con le fauci spalancate.

In Italia? Ah, in Italia ci sono le soap opera in corso (Carfagna-Mussolini più varie e avariate) un altro mese di stop istituzionale (almeno fino al 15 dicembre dove si vedrà se Berlusconi ha la fiducia o meno) e quindi, fatalmente, dopo un altro poco di melina, inizierà l'ennesima campagna elettorale (che in realtà è già iniziata). Per portare da nessuna parte, per giunta. Visto che se non cambia la legge elettorale poco potranno alcune nuove forze politiche emergenti nel tentativo di arrivare in Parlamento (il MoVimento di Grillo, con tutte le sue contraddizioni e se vogliamo la pochezza di una idea di fondo, e Alternativa di, tra gli altri, Chiesa e Pallante, che è ancora in stato embrionale ma si presenta sul serio con diversi punti molto, molto interessanti. E lo seguiremo).

La Finanza internazionale, dopo essere stata salvata dalla mano pubblica, ovvero da tutti noi, è tornata a galoppare e speculare come prima. La direzione presa per superare la crisi è sempre quella sviluppista collegata a Banche & Finanza, e i debiti pubblici dei Paesi hanno ripreso a crescere mentre diminuisce occupazione ed economia reale. Dunque, un vicolo cieco. Terminale.

Difficile aspettarsi notizie confortanti se la strada è questa. Ed è questa. Verosimile, invece, prepararsi, almeno mentalmente, a ciò che potrebbe accadere. E senza la necessità di fare alcuna previsione azzardata. Per quanto ci riguarda, basta dare un occhi a cosa già avviene in Grecia, Irlanda e Portogallo, per ora.

In generale, invece, l'Euro è in altalena, rispetto al Dollaro. Da una parte, negli States - messi molto peggio che rispetto a questa parte del planisfero - tentano la via della svalutazione per rilanciare l'economia, dall'altro lato, i mercati tentano di affossare l'Euro, temporale dopo temporale, notizia dopo notizia.

La direzione è in ogni caso chiara: aumentano i nostri debiti pubblici mentre il Sud e l'Est del mondo acquistano gli stessi con promesse di guadagno ancora maggiore (siamo costretti ad alzare i tassi per piazzare i nostri Titoli). Brutalmente: ci stanno comperando, mentre da noi si fanno strada sempre di più i piani di austerità. E dunque crisi e depressione.

Abbiamo già parlato di una possibile via d'uscita, proprio sul mensile: il ripudio del debito (già avvenuto in altri casi della storia). Ci sarebbe un primo periodo terribile il ritorno alla moneta locale, iperinflazione e tutto il resto, ma saremmo finalmente liberi dal giogo dello strozzinaggio. Utopia? O forse è più utopico sperare in una ripresa della situazione attuale?

Tra queste domande, una certezza: con il ripudio del debito torneremmo, o prima o poi, a essere padroni della nostra storia. Nell'altro caso, rimarremo legati al cappio dello strozzinaggio. E senza futuro. E poi, volete mettere? Vendiamo tanti titoli, incassiamo, e ce la filiamo con il malloppo ripudiando il debito. Una operazione da ladri. O, visto ciò che stanno facendo di noi da decenni, da Robin Hood, non vi pare?

 

Valerio Lo Monaco

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