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Fermi tutti. A Berlusconi serve tempo

Un altro abuso talmente grave da essere quasi inverosimile: la Camera sospende i lavori fino al 14. Per dare modo al premier di riorganizzarsi 

Non è che ci volesse l'ennesima conferma per capire l'inconcludenza della classe politica che ci ritroviamo nel nostro paese e la funzione niente affatto pubblica che essa svolge, riducendo tutto a interesse prettamente privato. La sua autoreferenzialità e il suo impegno a preservare solo se stessa sono sotto gli occhi di molti (certamente non di quanti ancora si riducono a dare il voto). Ma la cosa più deprimente è il fatto che i più non riescano a vedere la situazione anche quando si palesa davanti a loro in tutta evidenza.

La Camera dei Deputati decide di sospendere le attività sino alla votazione sulla fiducia del 14 dicembre. Si ferma dunque qualunque iter legislativo a causa delle difficoltà amministrative del governo, accomunando di fatto due funzioni del tutto differenti in un unico, grande, stop generale. Berlusconi dichiara che il proprio gruppo continua «a lavorare e a cercare di comunicare ai cittadini le cose realizzate dal governo». Se per lavoro si intende la propaganda personale a favore del proprio partito il Presidente del Consiglio, ancora una volta, dovrebbe tornare sui banchi di scuola per imparare i fondamenti del proprio "mestiere". A lui è richiesto di lavorare per il governo del Paese, non per fare propaganda personale. Retorica, naturalmente.

Il punto è che in una fase come questa, in cui la situazione cambia repentinamente in tutto il mondo – Italia inclusa, vedi gli spread sui titoli di Stato che negli ultimi giorni salgono e scendono senza altra ragione che gli umori e gli intrighi dei mercati – di tutto c'è bisogno tranne che di uno stop. È un momento in cui c'è assoluta necessità di un governo, di una direzione, di una guida. Un momento in cui gli Stati devono necessariamente agire, se non per trovare una soluzione al problema globale (quale Stato, tra quelli europei, ha una visione di qualsiasi tipo per superare la crisi sistemica?) almeno nella amministrazione delle problematiche interne. Di questo c’è assoluto bisogno: ammesso, e non concesso, che questo governo abbia qualcosa di utile da proporre. 

È fuori di dubbio, o dovrebbe esserlo, che il rinvio alla fiducia per il 14 dicembre (e sono passati, a oggi, già quindici giorni dal proclama) ha una motivazione precisa: dare il tempo a tutti i vari partiti, e a Berlusconi in primo luogo, di cercare, nella compravendita dei parlamentari, di trovare i numeri per ottenere la maggioranza desiderata. Ora quindici giorni di stop per il calciomercato personale, e per evitare che nel frattempo cada qualche altra testa a cominciare da quella di Bondi, confermano la tesi. Le Camere si fermano per consentire le trattative. Ma nel frattempo il mondo, e la crisi, vanno avanti spediti. 

I nostri spread peggiorano, a parte qualche recupero parziale e transitorio. Il nostro debito pubblico cresce. E l'Italia sprofonda. Poco importa, naturalmente, a chi ha solo l'interesse di trovare un sistema per perpetuare la propria, privilegiata, posizione. Che è, evidentemente, in primo luogo inutile per il Paese; e in secondo luogo, come si vede, dannosa.

Valerio Lo Monaco

“Più libri più liberi”. Edizione 2010

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