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Convergenze bipartisan contro i fumatori

In parlamento qualche segnale di convergenze trasversali sembra manifestarsi, ma non è sulle riforme o qualunque altra materia seria e urgente, la condivisione è su un Disegno di legge antifumatori, che com’è noto sono il problema più urgente per il paese... 

Legge antifumatori e non antifumo, perché se la legge Sirchia, pur estremamente penalizzante e moralizzante, poteva essere considerata antifumo, quella che viene ventilata è antifumatori, nella scia delle ondate moralistiche e proibizioniste promosse da personaggi di alta statura morale, quali Sirchia appunto. 

Se può essere accettabile, anche per un fumatore accanito, che nei luoghi pubblici chiusi sia vietato fumare, anche se sarebbe stato auspicabile permettere delle oneste sale fumatori e non gabbie sterili con requisiti che sarebbero più opportuni per la tutela del lavoro in un’industria chimica o sulle emissioni industriali, proprio non è possibile comprendere quale tutela della salute del non fumatore vi sia nel vietare la sigaretta nei cortili di ospedali e università, come risulta essere nel DDL. 

Divieto di fumo in arrivo anche nella propria auto, probabilmente il passo successivo sarà vietare di fumare anche nella camere da letto di casa propria, così come in certe zone degli USA sono vietate fellatio e sodomia anche fra coniugi. Asserire che ciò sia per la sicurezza alla guida, visto lo stato delle strade poi, sa di ipocrita: la sigaretta anzi aiuta il fumatore nella concentrazione, piaccia o no. Sostenere, poi, che il vizioso si possa distrarre nell’accensione e consumo della sigaretta può avere senso se, però, si vieta anche di stappare bottiglie e bere da queste, idem per pacchetti di caramelle e sostituzione dei cd dal riproduttore di bordo, che sono tutte operazioni più complesse più complesse, a dire la verità. 

Il fumatore è ormai acquisito come il male assoluto, come un reprobo disturbatore dei canoni del salutismo moralista contemporaneo, uno che, come ne il lupo e l’agnello, inquina i polmoni del non fumatore anche se fuma “a valle”, com’era nella prima e l’ultima carrozza dei treni, quando ancora era consentito fumare, poiché disturbava il non fumatore costretto a passare di lì. Poi cosa passasse a fare il non fumatore nell’ultima e prima carrozza dei treni, Giovanardi, che sosteneva questa tesi, ce lo deve ancora spiegare. 

Il fumatore è comunque un inaccettabile irregolare da condannare senza riserve, da additare come untore a costo di fare impegnative campagne antifumo che, però, riescono solo ad irritare il fumatore e a radicarlo ancora di più nel suo vizio. L’Italia, infatti, pare essere in controtendenza rispetto al resto dell’occidente civilizzato: i fumatori stanno aumentando di nuovo. Non deve essere una sorpresa: le campagne antifumo sono criminalizzanti e basta. Non sembrano essere mirate a convincere il fumatore a smettere, ma principalmente a confermare il non fumatore che lui è nel giusto e che l’atro è un vizioso birbaccione. Insomma: campagne fatte per convincere chi è già convinto, capaci solo di  irritare chi dovrebbe essere redento. Ma il fine di una campagna pubblicitaria non dovrebbe essere di convincere chi non lo è, invece di sottolineare la superiorità del moralista?

La criminalizzazione crescente sta creando una sindrome da ghetto che altro non ottiene che il radicalizzare ancora di più il fumatore nelle sue abitudini, anziché modificarle. Se l’obiettivo è di convincere il fumatore a smettere, siamo sulla via sbagliata e se si vogliono tutelare i polmoni dei non fumatori le misure aggiuntive sono inutili. Altro discorso è quello che attacca la nostra salute, ma meglio concentrarci sul fumo e distogliere da altri problemi quali, ad esempio, l’impiego di antibiotici in molti allevamenti intensivi. 

Nell’ottica del neobigottismo proibizionista il fumatore è un obiettivo perfetto, un vizioso da additare alla pubblica riprovazione distogliendo gli sguardi dai veri problemi, quelli che il parlamento si guarda bene dall’affrontare. 

 

Ferdinando Menconi

 

No Dal Molin: solo testimonianza

Secondo i quotidiani del 24/02/2010