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Zaia No-Global? Ma per favore...

I grandi mali: la tekne, la Tecnica il cui simbolo sono gli ogm, che sta «portando con sé la fine di una civiltà», e la finanza predatoria degli swap e dei futures. Il nemico: le multinazionali, fra le quali va inclusa anche l’Unione Europea, «ma noi siamo come Davide: abbiamo una fionda e una buona mira». I due tipi umani che si scontreranno nel prossimo futuro: da una parte il contadino, colui che si «alza all’alba e per prima cosa guarda il cielo», intriso della religiosità spontanea di chi sa che «il lavoro non li metterà al riparo dalla grandine» e ha bisogno di credere «che oltre quella siepe c’è sempre un Dio»; dall’altra il cosmopolita urbanizzato e globalizzato, che ha smarrito ogni legame con le sue radici e la biodiversità di cui queste si nutrono, che rimuove la morte così come la macellazione del maiale, immerso in «un mondo uniforme, neutro, inodore e insapore». Una contrapposizione epocale come punto di partenza per il recupero di «un’economia umanizzata» che si batte, per esempio attraverso i dazi, contro il «feticcio del libero mercato, ultima versione del pensiero nichilista». Questo, nella sintesi ricavata dal Corriere della Sera (“Da Weil a Pasolini, il «manifesto» no global di Zaia”, 7 marzo 2010), il succo della fatica letteraria del ministro delle politiche agricole e probabile governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, intitolata “Adottare la terra”. Un libro che leggeremo sicuramente, destati dalla curiosità per un elogio così accorato dell’uomo terragno, sanguigno, roccioso, naturale, riconciliato con la Madre Terra contro l’homo economicus tutto soldi, calcolo e infelicità. Un vero e proprio sussulto antimoderno, verrebbe da dire. Verrebbe ma non viene. Perché, come abbiamo già spiegato non più tardi di una settimana fa, questo Zaia anti-economicista poi ce lo ritroviamo alzare i peana per aver promosso una squallida operazione commerciale come l’hamburger finto-italiano (il “McItaly”). Si vede che per il ministro il libero mercato sarà pure un feticcio nichilista, ma la multinazionale McDonald tanto schifo non fa.  

Alessio Mannino

 

New Economy, vecchie strategie

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