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Profilattici di Keplero

No, non si tratta di un ipertecnologico anticoncezionale di forma ellittica, ma dell’iniziativa del liceo Keplero di Roma che, primo in Italia, ha installato distributori di preservativi (e assorbenti) a prezzo di costo. La notizia è rimbalzata amplificatissima dalle varie agenzie, eppure è una non notizia, non dovrebbe neppure essere considerata tale, perché, si sappia, in Francia, nell’empia Francia, esistono scuole vela dove i preservativi erano, già da tempo immemore, distribuiti gratis dalle macchinette. Non è una novità che i ragazzi facciano sesso, dal '68 diciamo, o che almeno sognino di farlo, da sempre, ammettiamolo. 

Subito, naturalmente si è  levata la voce sdegnata della Chiesa: “il sesso non va banalizzato!”. Nessuno vuole banalizzarlo, al contrario il sesso più puro, più disinteressato, più nostalgicamente bello, è proprio quello dell’adolescenza, ma siccome il sesso puro  e profondo, banale e non, non protegge né da malattie né da gravidanze, meglio sia proteggerlo. Meno ipocrita e fasullo sarebbe se la Chiesa apertamente ricordasse ai fedeli che il sesso fuori dal sacramento del matrimonio è peccato mortale, assolutamente vietato e non va assolutamente praticato. Certo questo metterebbe in difficoltà molti leader vicini al Vaticano e fanatici della famiglia, ma concordiamo con la Chiesa: i principi vanno difesi senza compromessi. Sia chiaro: i cattolici fuori dal matrimonio devono praticare l’astinenza. I preti però non devono entrare nel letto di chi cattolico non è, anche in senso figurato e neppure a Ratisbona. 

Concordiamo con la Chiesa: l’aborto non è una bella pratica, segna profondamente chi lo pratica… ma per combattere questa piaga: cosa meglio della sana prevenzione? Il sesso sicuro promosso dal Keplero è in linea col loro pensiero: previene l’aborto. Ammettendo, concordemente al clero, il sesso come peccato, non è l’aborto peccato peggiore? Quindi ben venga Kepleriana prevenzione dello stesso. Invece no, nel sedere alla ragione: il ragazzino deve temere, temere sempre, di diventare cieco e anche la faccia del farmacista. La sua timidezza non deve essere aggirata dalla macchina, essa deve fare sì che anche se fuori dal matrimonio il suo sesso sia riproduttivo, magari anche con un bel parto nel dolore come prescrivono le scritture. Parto nel dolore e se non è parto ma aborto che anche questo sia nel dolore, visto che abbiamo sfacciatamente violato la normativa europea sui farmaci sull’abortiva demoniaca pillola RU 486, ancora speciosamente contestata su basi che di medico non hanno nulla. 

In verità l’iniziativa del Keplero avrebbe dovuto passare sotto silenzio, nella normalità del sesso che non ha nulla di negativo in sé, anzi chi lo pratica sa quanto sia bello. Poi dov’è il pericolo per il credente: egli non pratica fuori dal matrimonio. Nessuno vuole negare il cattolico diritto all’astinenza,  dov’è l’ignominia nel chiedere che essi non neghino l’altrui diritto di indulgere al piacere? 

La civile iniziativa del Keplero sarebbe dovuta balzare agli onori delle cronache, dunque, non perché hanno posto distributori di peccato nella scuola ma perché si costringono a pagare, anche a se a prezzo di costo, dei ragazzi per la loro sicurezza nel fare l’amore quando in certi posti in Francia il sesso sicuro è gratuito. D euro per i profilattici dovrebbero essere visti come istigazione all’aborto, gratis è prevenzione, e non come banalizzazione  del sesso. Quel sesso che chi definisce banalizzato parla di cose che per voto di castità non conosce, e quindi sicuramente non pratica, o così dovrebbe essere. Come nel coro di Ratisbona.

 

Ferdinando Menconi


Il grande partito del "non voto"

Prima Pagina 12 marzo 2010