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Le piccole notizie

Le grandi cose, i grandi avvenimenti, sono visibili a tutti, o dovrebbero esserlo, malgrado la disinformazione imperante. Eppure è nelle piccole cose, soprattutto di carattere sociale, ovvero nei piccoli cambiamenti della società, che si annidano le notizie, gli eventi più interessanti per capire i cambiamenti nel mondo.

È nelle "brevi", insomma, nelle notizie alle quali non viene dato il giusto risalto dai media che preferiscono gossip (politico o del mondo dello spettacolo, in genere, ammesso che tra le due cose oggi vi sia una differenza marcata) e altre diavolerie per aumentare copie vendute e pagine cliccate, che si rispecchia in realtà un mondo che cambia inesorabilmente. E in modo pratico, esistenziale, comunque indicativo, per chi sappia leggere lo spirito dei tempi.

A questo proposito ci sono due elementi recenti che possono - anzi devono - essere presi in considerazione. Elementi sui quali ognuno può fare le riflessioni che crede. 

Il primo elemento è il fatto che stiamo attraversando quello che alcuni titolisti spiritosi (o tristi?) hanno definito come "boom" del consumo di psicofarmaci.

La notizia risiede nel fatto che il consumo di farmaci antidepressivi in Italia è triplicato nel corso dell'anno 2009. Oltre ad alcune tendenze causate dalla minore disponibilità economica delle famiglie italiane nel corso dell'anno passato - per esempio il rinvio di spese mediche se non strettamente indispensabili, come ad esempio quelle di carattere dentistico - il rapporto dell'Osservatorio nazionale sulla Salute dell'Università Cattolica di Roma ha segnalato anche questo consumo di antidepressivi. Per la precisione del 310% in più, rispetto ad appena un decennio addietro. 

Il secondo è il fatto che, allo stesso modo di un libro, un paio di scarpe e una canzone in formato Mp3, ora su internet si può acquistare una confezione di Ru486, la pillola abortiva che ha l'autorizzazione per essere distribuita in Italia (ma attraverso ospedali) ma per la quale si attende ancora il terzo parere del Consiglio Superiore della Sanità. Ora si può fare tutto da sé. Concepire e uccidere. A portata di click. Non è permesso, ma si può fare. Per non parlare del fatto che, forte di una ormai vasta pubblicistica in materia, tale pratica, apparentemente semplice, deve essere praticata sotto sorveglianza medica, viste le tante - e a volte letali - controindicazioni. 

Le cose hanno alcune implicazioni. La ratio sociale che è alla base di entrambe è, sinteticamente, il suggerimento - la messa in grado di - tentare di risolvere problemi di carattere generale in proprio. Soluzioni fai da te, in tutto e per tutto, per risolvere problematiche esistenziali dovute alla società nel suo complesso.

Brutalmente: soluzioni private e problemi pubblici. 

Che la società vada avanti pure così, con le sue storture, le sue discriminazioni e di fatto i suoi "morti" (fisici e soprattutto esistenziali) sul campo, purché ai falsi rimedi, ai palliativi, alle droghe per trascinarsi avanti ci si pensi all'interno delle proprie mura domestiche. Senza fare rumore, soffrendo in privato, senza disturbare l'immagine bella del migliore dei mondi possibili. 

Valerio Lo Monaco

Secondo i quotidiani del 19/03/2010

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