Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La Grecia sotto l'usura dell'FMI

Il circolo è vizioso, non fosse che si tratta anche di un circolo diabolico. E nella quasi totale indifferenza degli altri Paesi che credono di non esserne coinvolti. Invece i cittadini greci se ne accorgono benissimo, visto che si trovano al centro di questo cappio ben organizzato dal Fondo Monetario Internazionale, e dalle grandi Banche a esso collegate che ne avranno i profitti.

La notizia è questa: il "socialista" francese Dominique Strauss-Kahn - prendendo la palla al balzo dal vergognoso dietrofront di Merkel & Co. rispetto a un sostegno europeo diretto per evitare alla Grecia la bancarotta - ha presentato, venerdì scorso a Bruxelles, la "ricetta" del Fondo Monetario Internazionale per risolvere la situazione. La Grecia sarà aiutata da un cartello (da una "cordata", vi ricorda qualcosa?) di Stati e privati che presteranno ad Atene i fondi per riemergere (si fa per dire) dal deficit.  

Naturalmente la cordata lo farà con interessi usurai, che diventeranno - come avvenuto a suo tempo per l'Italia - perpetui. Non solo: lo stesso Presidente dell'FMI ha sollecitato anche la costituzione di una "Autorità europea" per salvare le Banche dai fallimenti. Naturalmente con i soldi dei contribuenti. 

Il cambiamento di rotta della Germania (che precedentemente si era rigidamente opposta a questa soluzione), è stato seguito subito a ruota da Olanda, Gran Bretagna (of course), Svezia, Finlandia e dall'esecutivo comunitario. Come primo risultato tangibile, si fa per dire, lo spread dei rendimenti dei titoli decennali tedeschi e di quelli greci è salito a 331 punti, ovvero il livello più alto dallo scorso 26 febbraio.  

Per intenderci, la Grecia deve trovare 40 miliardi di euro per arrivare a fine 2010, e nei prossimi due mesi, il governo greco deve peraltro rifinanziare 25 miliardi di euro di debito in scadenza. E a questo punto, appunto, la palla passa all'FMI, che metterà in ginocchio il popolo ellenico con un prestito stretto al collo come un cappio. 

Così, nello stesso momento in cui Claude Trichet, Presidente della Banca Centrale Europea, al termine di un intervento presso la Commissione Europea, ribadisce la necessità di altri aiuti di Stato per sostenere le banche e le finanziarie in difficoltà; nello stesso momento in cui in Grecia si congelano pensioni e salari, e si aumentano varie tasse oltre ai tagli ai servizi (ovvero lo Stato succhia sangue ai suoi cittadini); ebbene nello stesso momento in cui accade tutto questo, si decide che Atene, cioè la Grecia, uno Stato sovrano, verrà strangolato da una "cordata" di prestiti a interesse. Dalle Banche e dalle Lobby che gli Stati stessi continuano a salvare.

 

Valerio Lo Monaco

Prima Pagina 22 marzo 2010

Il Papa e gli abusi sessuali. Meno parole, più denunce